giovedì 6 agosto 2015

IL TRISTO MIETITORE, OVVERO... LA MORTE!

Il Tristo Mietitore
La Morte è, per la maggior parte delle culture, il più grande (ed inesplicabile) enigma. Un aspetto sinistro, ma assolutamente inevitabile, dell'esistenza di noi tutti. Ricchi o poveri, Re o sudditi. Chiunque, uomini e donne, di qualunque ceto o stirpe, deve affrontarla prima o poi. La MORTE.
Il fatto che, inevitabilmente, ogni essere umano deve andare, volente o nolente, incontro ad essa, ha fatto si che il concetto stesso di "Morte", sia stato studiato a fondo nel corso dei secoli, cercando di spiegarlo, per quanto possibile, e di renderlo quanto più presentabile ed accettabile.
Per molte persone, la Morte è un'ombra scura e implacabile che incombe sulle loro esistenze costantemente. Questo pensiero (estremamente condivisibile) è diffuso tanto ora come in passato, e ha giocato un ruolo fondamentale nella creazione di un personaggio che interpreti e simbolizzi il concetto. Il Tristo Mietitore. Armato di falce, col volto scheletrico e vestito di un lugubre saio con cappuccio, questo personaggio, conosciuto semplicemente anche come "Morte", monopolizza ormai il concetto. Sia in chiave folklorico/etnologica, sia in chiave "Pop".
La figura del Tristo Mietitore, è una sorta di summa di simboli legati al concetto stesso di dipartita. Il Mietitore brandisce una falce, figura che simboleggia il distacco forzato dell'anima dal corpo fisico, una sorta di arma in grado di "mietere", appunto, le anime dei vivi per farne una fascina e portarle in un luogo (Aldilà) che non ci è dato conoscere, perlomeno non a tutti.
La figura del Mietitore, non è sempre e solo sinonimo di dipartita imminente. A volte è vista anche come una creatura che si mostra ai Viventi per indicare loro una premonizione, una sorta di avvertimento. Se non capisci il senso della visione, allora sappi che il tuo comportamento ti condurrà a una inevitabile... Morte. Più che semplice, se mi è permesso. Però, se uno capisce al volo la premonizione, la figura del Tristo Mietitore può anche risultare positiva, anche solo per per il fatto di riuscire a vedere qualche altra alba...
Molte persone che sostengono di aver incontrato il Triste Mietitore, descrivono questa entità come estremante silenziosa e quasi passiva, che si limita ad un solo, piuttosto significativo, gesto. Tirare fuori dal suo lugubre mantello un oggetto forma di clessidra o di vecchio orologio a cipolla. Anche senza profferir parola, il messaggio risulta chiaro. E il suo viso scheletrico, ovviamente impassibile, non fa che rafforzare il concetto.
La lunga veste indossata dal Mietitore, probabilmente, deriva dai sai neri che alcuni monaci vestivano, a partire almeno dal 1500, in periodo di lutto. Alcune antiche dicerie, quelle che potremmo oggi classificare come "Leggende Urbane" o "Creepypasta", raccontavano di monaci spettrali, vestiti con il saio nero, che volteggiavano sopra i giacigli dei moribondi. Queste apparizioni sono state registrate molte volte, in molti luoghi diversi. Il collegare i monaci neri alla personificazione della Morte stessa, è davvero un breve passo.
Le credenze a proposito di una personificazione della Morte, sono però molto più antiche del XIV° Secolo. Già nell'antica Grecia era uso rappresentare il dio Chronos (Kronos), signore del Tempo, come un vecchio armato di falce. Il suo stesso motto, "Nulla è per sempre", rafforza ulteriormente il collegamento. Con l'avvento del Cristianesimo medioevale, la figura del Mietitore si andrà a sovrapporre con quella di uno dei quattro Cavalieri dell'Apocalisse, Morte appunto, quale uno scheletro armato di falce in groppa a un destriero, anch'esso scheletrico.
Nonostante la sinistra fama che da sempre lo accompagna, il Triste Mietitore non è per forza visto come una figura negativa. A volte, il sopraggiungere della Morte, libera una persona dalla sofferenza. In tempi antichi, il lavoro del Tristo, per quanto doloroso, poteva salvare una comunità, riportando il numero di bocche da sfamare a livelli accettabili. Oggi tendiamo a non considerare a dovere la sua figura, tanto che lo raffiguriamo anche in serie a cartoni animati, rendendolo innocuo e simpatico, come ad esempio nella spassosa produzione "The Grim Adventures of Billy & Mandy" .
Però, in cuor nostro, sappiamo che, inevitabilmente, prima o poi dovremo incontrarlo. E allora, forse, sarà Lui a ridere...

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