venerdì 26 settembre 2014

U-BOOT vs MOSTRI MARINI

 Il 30 aprile 1918, negli ultimi giorni della Prima Guerra Mondiale, il pattugliatore Britannico Coreopsis incontrò, mentre incrociava al largo di Belfast Lough, Nord Irlanda, il sommergibile Tedesco UB-85, emerso e apparentemente a motori spenti. L'equipaggio fu sorpreso e insospettito da tale comportamento, visto che un sommergibile in emersione, con i motori fermi per giunta, era una facile preda, soprattutto in pieno giorno. Dopo averlo abbordato, i marinai trasferirono l'equipaggio dell' UB-85 a bordo del pattugliatore. I Tedeschi non opposero alcuna resistenza. Sulla Coreopsis, il capitano Tedesco, Gunther Krech, venne immediatamente interrogato. Una delle prime domande poste dagli ufficiali Britannici, fu il perché fosse rimasto immobile, in emersione, mentre la loro unità si avvicinava. Krech raccontò che il sommergibile era emerso la sera prima, per poter ricaricare le batterie. Lui, alcuni ufficiali e marinai, uscirono in coperta per prendere una boccata d'aria e fumare qualche sigaretta. Improvvisamente, qualcosa di grosso sembrò scontrare la nave, squassando lo scafo e facendo inabissare la prua con in proprio peso. Nel buio della notte, il Capitano scorse un "qualcosa" che stava tentando di salire sul ponte, proprio dalla parte della prua. Quello che segue è la descrizione della bestia, secondo il racconto del Capitano Krech agli ufficiali Inglesi:
"La bestia aveva grandi occhi e una serie di creste sul cranio. La testa era piccola, in proporzione, ma i denti erano grandi abbastanza da scintillare alla luce della luna. Sparammo contro quella cosa con le pistole, ma la bestia non sembrò curarsene, continuando ad avanzare verso la torretta."
Krech continuò, sostenendo che le dimensioni della creatura dovevano essere colossali, visto che stava facendo inclinare paurosamente il sommergibile. Temendo che riuscisse a rovesciare, o peggio ad affondare, l'U-85, il capitano ordinò di continuare a far fuoco sul mostro che, fortunatamente, ad un certo punto abbandonò la presa e si inabissò nel buio. Durante la lotta, la creatura danneggiò seriamente lo scafo del sommergibile, rendendolo, di fatto, fuori uso. Il resto dell'equipaggio confermò la versione del Capitano. I Britannici ispezionarono il relitto per sicurezza, poteva trattarsi di una trappola ma, anche loro, non poterono fare a meno di constatare i danni rilevanti subiti dall'UBoot. Non si riuscì mai a spiegare con certezza cosa possa essere in grado di attaccare e danneggiare seriamente un sommergibile di quelle dimensioni. Ma l'episodio dell' U-85 non fu l'unico a veder coinvolti sottomarini e mostri delle profondità. Sempre durante il Primo Conflitto Mondiale, ma qualche anno prima, nel 1915. Un altro Uboot Tedesco, l' U-28, comandato dal Capitano Freiherr George von Forstner, stava dando la caccia al piroscafo Britannico Iberian al largo della costa Sud Ovest dell'Irlanda. Il trasporto fu silurato e quello che accadde dopo, venne riportato così sul Giornale del Capitano:
"Il 30 luglio 1915, silurammo il piroscafo Iberian al largo dell'Irlanda. Il cargo trasportava un grosso quantitativo di rifornimenti. Il piroscafo affondò talmente veloce che il ponte si rizzò quasi perfettamente in verticale rispetto alla superficie. In pochi attimi, lo scafo dell'Iberian scomparve tra i flutti. Il relitto si era completamente inabissato da circa 25 secondi, ad una profondità ovviamente impossibile da stimare quando, improvvisamente, vi fu una violenta esplosione, che lanciò in aria un enorme quantità di detriti, tra i quali anche una creatura acquatica enorme! In quel momento, mi trovavo sulla torretta, assieme a sei dei miei ufficiali, tra cui l'ingegnere capo, il navigatore e il timoniere. Tutti fummo in grado di osservare distintamente quell'essere che si contorceva tra i detriti. Non fummo in grado di identificare la creatura, ma tutti concordarono che il suo aspetto ricordava molto quello dei coccodrilli. Sembrava un gigantesco coccodrillo marino, lungo circa 18 metri, dotato di una coda appuntita, quattro arti pinnati e una grande testa di forma triangolare. Dopo quindici secondi circa, l'animale si inabissò e scomparve."

Generalmente, i comandanti di sommergibili, non erano soliti registrare nel diario di bordo avvistamenti o situazioni dubbie. Era grande la paura di perdere il proprio prestigio e venire coperti di ridicolo. Se Von Forstner decise di riportare l'accaduto, significava che era assolutamente certo di quello che aveva visto! Alcuni studiosi, hanno ipotizzato che la creatura incontrata dal U-28 potesse appartenere a una qualche popolazione superstite di Mosasauri o Pliosauri, rettili marini preistorici con sembianze molto simili a quelle dei coccodrilli. Inutile aggiungere che questa teoria, peraltro frequente in criptozoologia, è da considerare pura fantasia. La bestia osservata dagli ufficiali dell'U-28 avrebbe potuto essere, con molta più probabilità, una specie di cetaceo non ancora identificato (o forse anche comune, magari travisato dalla concitazione del momento). Qualcuno, avanzò anche l'ipotesi che la misteriosa creatura fosse stata parte del carico della Iberian, e che si fosse liberata nel momento in cui la nave venne silurata. Questa bizzarra idea si basava sul fatto che ogni creatura marina, si sarebbe tenuta a debita distanza da uno scontro navale del genere, episodio che produce moltissimo rumore in acqua, mentre il mostro dell'U-28 sembrava essere proprio sulla stessa linea del cargo affondato, quindi nel cuore della battaglia. Non è chiaro però il perché un piroscafo Britannico trasportasse una creatura marina sconosciuta lunga 18 metri. Il sommergibile U-28 venne affondato il 2 settembre dello stesso anno, al largo di Capo Nord. Il mistero della creatura non è così più risolvibile, in quanto tutti i testimoni dell'evento, gli equipaggi di entrambe le unità coinvolte, riposano ora in fondo all'oceano...

venerdì 12 settembre 2014

Il Mastino di Mons

Quest'anno ricorre il centenario dello scoppio della Grande Guerra, il primo conflitto mondiale. I campi di battaglia, che hanno fatto da teatro a questo atroce conflitto, erano dei veri e propri tritacarne. Ogni giorno innumerevoli vite venivano annientate in un' orgia di sangue e morte, un vero e proprio Inferno sulla Terra. Trovarcisi in mezzo doveva essere tutt'altro che piacevole! Tuttavia, il constante pensiero della minaccia nemica, non era l'unico Orrore che, a quanto pare, si annidava nelle labirintiche trincee. Dai resoconti di questa immensa carneficina salta fuori anche qualche storia davvero strana ed inquietante. Storie come quella della misteriosa, e feroce, creatura che si sarebbe aggirata nella "terra di nessuno" tra gli schieramenti contrapposti nella Battaglia di Mons. E non ci riferiamo ai cosiddetti "angeli"!
Mons è un piccolo villaggio Belga, teatro di feroci scontri tra forze Britanniche e Tedesche. Nel 1914 i Tedeschi occuparono Mons e gli Inglesi, in quella che sarà la loro prima azione del conflitto, marciarono coraggiosamente sul villaggio, nel tentativo di liberarlo. In cospicua inferiorità numerica, i Britannici patirono numerosissime perdite nell'attaccare le guarnigioni Germaniche. La battaglia campale si trasformò presto in un pernicioso stallo, con entrambe le parti arroccate in trincee e sbarramenti. L'artiglieria e il fitto tiro delle mitragliatrici devastavano sia l'una che l'altra parte, alimentando uno spaventoso massacro, reso ancora più orribile dai frequenti e violentissimi assalti all'arma bianca, che finivano a inzuppare di sangue il viscido fango delle trincee. Tra le trincee dei due schieramenti si stendeva la "terra di nessuno", una brulla e martoriata striscia di territorio, irta di filo spinato e rudimentali campi minati, esposta costantemente al fuoco di cecchini e mitragliatrici. E' proprio nella terra di nessuno che avvenivano gli scontri, il larga parte. Chi andava all'assalto tentava di conquistare metri di questa landa, esposto a tutta la violenza dei contrattacchi avversari. Nella terra di nessuno era facile trovare la morte ma, in quella di Mons, ci si poteva anche imbattere in ben altro... Una misteriosa bestia si aggirava tra il filo spinato e i crateri, assalendo i soldati, sia Inglesi che Tedeschi, senza distinzione, e facendo scempio dei loro cadaveri. Appariva come una sorta di enorme cane, il Mastino di Mons.
La vicenda del Mastino fu portata all'attenzione del grande pubblico nel 1919, da parte del veterano delle Forze Reali Canadesi F.J. Newhouse. Il racconto, pubblicato in prima istanza dal Ada Evening News, Oklaoma, fu in seguito ripreso da molte altre pubblicazioni dell'epoca. Stando alla testimonianza, i fatti presero il via quando un certo Capitano Yeskes e quattro uomini dei London Fusiliers, decisero coraggiosamente di uscire nella terra di nessuno per effettuare una missione ricognitiva. La pattuglia non rientrò alla base. Questo fatto, in se, non era affatto strano, si parla pur sempre di una zona di guerra. Le stranezze iniziarono qualche giorno dopo, quando furono rinvenuti i cadaveri. Tutti avevano ferite incompatibili con armi da fuoco, tutti avevano la gola squarciata e, tutti, presentavano misteriosi segni di denti sulle lacerazioni. Alcune notti dopo, i combattenti di ambo gli schieramenti riferirono di aver udito un penetrante e fortissimo ululato, proveniente dalle tenebre della terra di nessuno. Questo ululato doveva essere davvero qualcosa di alieno e impressionante, visto che riuscì a terrorizzare molti coraggiosi soldati, ormai avvezzi ad affrontare la morte quotidianamente. Nei giorni successivi, molte pattuglie rinvennero, nella terra di nessuno, altri corpi con le gole dilaniate e ferite compatibili a dei morsi. Le vittime erano sia Inglesi che Tedesche. Nottetempo, i misteriosi ululati crescevano di frequenza. Dalla parte Tedesca, cominciarono a girare gli inquietanti racconti di alcune sentinelle, che sostenevano di aver scorto, durante la guardia notturna, una specie di enorme levriero, di colore grigio, aggirarsi nelle tenebre della terra di nessuno. La diceria, chissà come, si sparse anche dal lato Inglese. Qualcuno arrivò al punto di dichiarare di aver visto questa gigantesca belva inseguire alcune pattuglie o dei soldati isolati. Per due lunghi anni il Mastino di Mons continuò a ululare nelle tenebre e a sbranare soldati, morti che andavano ad unirsi a quelli, tristemente frequenti, del conflitto. Assuefatti alla "normale" violenza della guerra, sia Inglesi che Tedeschi non riuscivano a spiegare il Mastino, e questo li terrorizzava oltre ogni limite. Per due anni, la Bestia infestò il fronte di Mons, collezionando moltissime vite. Pio, improvvisamente come era apparso, il Mastino sparì, e non furono più ritrovati cadaveri dilaniati "come lui sapeva fare".
Per quanto bizzarra possa già sembrare questa storia, alcuni particolari davvero incredibili vennero aggiunti dalle testimonianze. Newhouse affermava che il Mastino di Mons era il frutto di aberranti esperimenti militari Tedeschi, al fine di creare armi biologiche. Secondo lui, uno scienziato, tale Gottlieb Hochmuller, tentò di inserire la mente di uno squilibrato omicida nel corpo di un molosso o di un segugio. Newhouse riferì queste stesse parole, riportate nell'articolo del 1919:
"La morte del dott. Hochmuller, avvenuta nelle recenti sommosse a Berlino, ha portato alla luce fatti riguardanti i diabolici esperimenti da lui eseguiti. Il Mastino di Mons non fu un incidente, un'allucinazione o un fantasma, si trattava del risultato, intenzionale, dei ripugnanti esperimenti condotti da un brillante scienziato"
Newhouse sosteneva che Hochmuller avesse cercato a lungo nei manicomi un soggetto adatto, che fosse completamente pazzo e che provasse viscerale odio per l'Impero Britannico. Una volta trovato il soggetto, il suo cervello sarebbe stato asportato chirurgicamente, per poi essere impiantato nel cranio di un grande mastino siberiano. La creatura, sarebbe anche stata potenziata chimicamente, somministrando ormoni che l'avrebbero resa molto più grande e robusta della norma. Inoltre, la sua mente malata sarebbe stata incentivata all'odio verso il nemico tramite l'uso di psicotropi. Addirittura, la sua pelle sarebbe stata resa inattaccabile alle pallottole con qualche procedimento sconosciuto! Blindato o meno, il mostruoso canide doveva essere liberato nella terra di nessuno dove avrebbe fatto scempio di nemici, minando il morale. Tutto questo, Newhouse lo avrebbe appreso da appunti personali di Hochmuller, di cui è entrato, non si sa come, in possesso dopo la dipartita del "Mad Doktor". Ad ogni modo, il buon dottore doveva aver sbagliato qualche calcolo, visto che il Mastino diede la caccia sia ai Britannici che ai Tedeschi, senza distinzione di divisa. Non si spiega neppure la repentina scomparsa del mostro.
Purtroppo, tutte queste informazioni sono scarsamente verificabili. Forse, le storie di Newhouse sono solo fantasie di una mente traumatizzata dalla guerra, sparate di un mitomane o propaganda anti tedesca. Certo è che difficilmente la Germania, in quegli anni come adesso, potesse essere in grado di compiere esperimenti del genere. O meglio, poteva provarci, ma sembra impossibile che potessero anche funzionare!

Nonostante tutto, il Mastino di Mons è stato davvero visto, di sfuggita, da molti veterani. Cosa era in realtà? Alcuni Inglesi, tirarono in ballo i Black Shunk, i Mastini Infernali del Folklore Britannico. Qualcun altro pensa subito alla Caccia Selvaggia, un mito ben presente in molte culture Europee. Forse si trattava solo di semplici cani randagi che azzannavano i corpi dei caduti, e che lo stress della trincea e il terrore della morte hanno trasformato in una bestia infernale? O forse qualcosa di davvero demoniaco si aggirava per il campo di battaglia? Certo è che, nonostante l'impegno, il Mastino di Mons non è riuscito minimamente ad eguagliare l'Orrore della stessa Grande Guerra.

mercoledì 3 settembre 2014

Somewhere in Midlands. Ludlow e i suoi fantasmi.

Ludlow, nello Shropshire, è un'antica cittadina mercantile Inglese della regione delle Midlands, un tempo crocevia di molti commerci, vista la sua favorevole posizione a ridosso del confine Gallese. Grazie al suo vivace passato, Ludlow è oggigiorno uno dei posti dove si mangia meglio nel Regno Unito... Ma è anche casa molti spiriti inquieti. Il Castello di Ludlow si dice sia infestato dal fantasma di una donna tradita dal suo
Il Castello di Ludlow
amante, e che per questo sia stata indotta al suicidio. Questi tragici avvenimenti dovrebbero essere avvenuti intorno al 1138, quando Matilda d'Inghilterra conquistò il castello e Re Stephen lo pose sotto assedio. Ludlow ha sempre avuto un ruolo chiave per il controllo dei confini Gallesi, e il suo castello quindi godeva di una certa importanza. Le attuali rovine, interamente visitabili, sorgono su di uno sperone roccioso che domina il fiume Teme, e sono formate da una corte esterna rettangolare, risalente alla seconda metà del XII Secolo, e da una corte interna di forma ovale, alla quale si accede attraverso un imponente corpo di guardia, chiamato Great Tower. All'interno si trova anche una cappella di foggia normanna, molto simile nella struttura alla Temple Church di Londra. Tutto quello che oggi resta della cappella è l'ingresso principale e una navata. La fortezza sembra sia infestata, a partire dal XII Secolo, dallo spettro di Marion de la Bruere. La leggenda racconta che Marion avesse un amante segreto di nome Arnold de Lys, che faceva introdurre furtivamente nel castello tramite una corda calata dalla merlatura. Una notte, quando il legittimo signore del castello, Joc de Dinan, era assente, Arnold entrò furtivamente come al solito, ma lasciando la corda a disposizione di un centinaio di soldati a lui fedeli, che penetrarono nella fortezza e la conquistarono. Marion, rendendosi conto di essere stata usata, afferrò la spada di Arnold e si tagliò la gola, prima di gettarsi dalla cima di una delle torri. Il suo spirito infesta ancora oggi la torre, alle volte facendosi vedere mentre precipita nel fiume sottostante, in una rappresentazione della sua morte, altre volte facendo udire il suo grido disperato o aggirandosi in lacrime alla base della torre. Quello di Marion non sembra essere l'unico fantasma del castello. Si dice infatti che nella medesima torre, chiamata Hanging Tower, si oda ale volte, pur essendo completamente soli, un pesante respiro, come una specie di rantolo. Sarebbe la manifestazione dello spirito di uno dei soldati della guarnigione, morto nella torre per motivi ancora da chiarire. Posso testimoniare personalmente a favore di questo fenomeno, avendolo udito personalmente durante una mia visita al castello. Non so se ci fosse in ballo la suggestione, ma devo confessare che è stata un'esperienza davvero inquietante, visto che avevo anche la costante sensazione di essere seguito. Inutile dire che gli unici presenti nella torre eravamo io e un altro attonito visitatore, assieme nella stessa stanza. Sono quindi certo che il rumore non provenisse dal mio improvvisato compagno! Ma i fantasmi di Ludlow non si limitano al solo castello. Poco distante sorge la chiesa normanna di St. Lawrence, costruita in prima istanza attorno all'anno 1100. sembra che questa magnifica chiesa sia frequentata di sovente dallo spettro di un'anziana signora, con capelli grigi ed una lunga veste di foggia antiquata. Il fantasma si vede spesso anche nel cimitero contiguo e nella canonica. Molti dicono che sia più attivo durante le calde serate estive. Nessuno sa chi sia in realtà e perchè non abbia ancora trovato la pace eterna. Basta poi attraversare la strada per ritrovarsi di fronte al Feathers Hotel, anche questo popolato di spettri e fantasmi. L'albergo è un bellissimo edificio del XVII Secolo, con la facciata in legno intagliato, costruito per un avvocato di nome Rees Jones nel 1619 che lo usò come abitazione. Il nome Feathers (piume) deriva dallo stemma sulla facciata, recante appunto delle piume di struzzo. Durante la Guerra Civile fu la base dei Realisti della zona. Quando, nel 1646, Ludlow venne attaccata dalle forze del Parlamento, il castello si arrese dopo una breve trattativa e la città passò di mano. L'allora proprietario, Thomas Jones, figlio di Rees e capitano delle milizie realiste, ormai disoccupato, trasformò i Feathers da residenza in locanda. Nel corso degli anni l'edificio venne ampliato e, nel 1863, divenne un rinomato hotel. Infestato da strane presenze. Nella camera 211, una donna raccontò di essere stata buttata giù dal letto da uno spirito che la tirava per i capelli. Credendo di aver sognato, si rimise a dormire, solo per svegliarsi poco più tardi completamente zuppa d'acqua, come se qualcuno le avesse versato addosso il contenuto di un secchio. Di certo non stava sognando, ma la cosa curiosa era che soltanto lei era bagnata. il letto e il suo compagno, che non aveva accennato a svegliarsi nonostante il trambusto, erano perfettamente asciutti! Nella camera 232, sia ospiti che membri dello staff, giurano di aver visto apparire un uomo in abiti Vittoriani, che camminava per la stanza portando a spasso un cane. Le figure attraversavano l'ambiente per intero, attraversando poi la parete e sparendo nella vicina camera 233! Lasciando il Feathers Hotel e proseguendo per pochi metri verso Nord, arriviamo a Corve Street. Lungo questa strada, nel 1971, un'infermiera di nome Evelyn Sheppard ebbe una curiosa esperienza. Mentre passeggiava una sera, notò un uomo vestito all'antica che si affrettava su per la via. Una volta arrivato all'altezza della St. Leonard's Chapel, l'uomo si fermò e si guardò attorno circospetto. Non ci sarebbe stato nulla di strano in questo, ma la misteriosa figura, come d'incanto, svanì letteralmente nel nulla, dissolvendosi davanti agli occhi dell'incredula Evelyn! 
Questo, e molto altro a proposito, lo potete trovare nel mio ebook LE ISOLE DEL MISTERO, disponibile su Amazon per poco più di un euro.