mercoledì 26 marzo 2014

Alp-Luachra, una Fata Parassita

L'Alp-Luachra è una malvagia creatura parassita presente nel folklore Irlandese. Secondo la leggenda, si tratterebbe di un tipo di Fata, molto somigliante ad un tritone o una piccola lucertola, di colore verde. L'Alp-Luachra è solito intrufolarsi nella bocca di chi, sconsideratamente, si addormenta nei pressi di un ruscello. Dalla bocca, questa Fata parassita, raggiunge lo stomaco del malcapitato, dove si installerà e si nutrirà di tutto quello che la sfortunata vittima ingollerà. Qualche volta, la Fata richiamerà a se altri suoi simili, aumentando il danno arrecato all'ospite che, molto presto, morirà di fame. Praticante, l'Alp-Luachra è una sorta di verme solitario dell'Otherworld. I racconti più antichi a proposito di questa perniciosa creatura potrebbero essere stati usati anche come spiegazione per i casi di malattie e indebolimento fisico indotti da carestie e pestilenze.
Una volta insediato all'interno di un corpo umano, l'Alp-Luachra rimane solitamente quieto, salvo alcuni casi, quasi a non voler allarmare il proprio ospite. Come ogni buon parassita, infatti, questa Fata cerca di provocare meno danni possibili al proprio ospite, così da poterlo sfruttare il più a lungo possibile. Certo è che non si curerà mai veramente della sua incolumità, portandolo ad una inevitabile dipartita.
Douglas Hyde, nel suo "Beside the Fire", descrive così un ospite umano di Alp-Luachra:
"Era così conciato male che, a malapena, riusciva a camminare. Aveva un appetito smisurato ma, per quanto mangiasse, non riusciva a placare la propria fame e, suo malgrado, ingoiare anche solo che un altro pezzo di pane, o un sorso di latte fresco, risultava una tortura. Tutti gli auguravano di morire presto, perché non era più la stessa persona, ma solo una sorta di ombra di se stesso."
Se non fosse per le loro abitudini nocive, in molte storie gli Alp-Luachra vengono descritte come creature molto belle, ben proporzionate e gradevoli alla vista. In altri racconti, invece sono considerati esseri ripugnanti, ma la maggior parte delle testimonianze parla di creature gradevoli, ovviante solo nell'aspetto.

Come molte altri Esseri Fatati, gli Alp-Luachra pensano soltanto al proprio sostentamento, disinteressandosi se questo può arrecare danni, o la morte, a un essere umano. Fortunatamente non si tratta di creature estremamente intelligenti, quindi non è impossibile convincerle, con l'inganno, ad abbandonare un ospite. Secondo la tradizione popolare, ci si può liberare di queste Fate Parassita mangiando una grande quantità di carne salata. La fata, tremendamente assetata, lascerà ben presto l'ospite per andare a dissetarsi in qualche vicino corso d'acqua. Questo metodo è praticante uguale a uno dei rimedi adottati nella tradizione contadina Ligure e Piemontese per "scacciare i vermi". In alcuni casi, l'Alp-Luachra non si installa nel corpo di una persona, ma la segue da vicino durante pranzi e banchetti, rubandole di continuo le pietanze dal piatto. Fastidiosa ma, decisamente, meno dannosa.  

venerdì 21 marzo 2014

I Tengu

Karasu-Tengu
Con questo articolo, voglio parlarvi dei Tengu, una figura del folklore Giapponese.
La figura del Tengu è molto variegata, pur mantenendo alcune caratteristiche comuni ad ogni specie. Nel folklore, questi esseri non vengono considerati delle vere e proprie Divinità (Kami), ma una sorta di creature magiche, con tratti sia umani che di uccello. Vivono nelle profondità dei boschi e sono, spessissimo, estremamente abili nelle arti marziali, soprattutto quelle riguardanti l'uso della Katana, la sciabola tradizionale Giapponese (Ken-Jutsu). Secondo alcune leggende, sarebbero stati proprio loro ad iniziare i deboli Umani alle arti guerresche.
Yamabushi-Tengu
Queste creature hanno, secondo me, moltissimi tratti in comune con il Piccolo Popolo della Tradizione Europea, soprattutto la variante che andremo a conoscere più dettagliatamente, i Karasu-Tengu. In Giapponese, la parola Karasu indica un uccello di colore nero, il più delle volte un corvo. I Karasu-Tengu hanno, per l'appunto, moltissime caratteristiche in comune con i corvi, oltre che altri singolari, e interessanti, tratti distintivi. Sono molto venerati nel credo Shintoista, quindi è facile trovare loro rappresentazioni in molti templi o altari, vestiti come dei monaci, con tanto di tipico copricapo. I Tengu vivono in regioni selvagge, tra i boschi e le montagne. I loro nidi, ben nascosti sulla cima di alberi ad alto fusto, custodiscono le gigantesche uova da dove nascono queste creature. Non amano farsi vedere dalle persone ma, se vogliono, sono anche capaci di entrare nei sogni. Disturbare i Tengu è davvero molto pericoloso. Come per gli appartenenti al Piccolo Popolo, anche la mente dei Tengu è difficilmente interpretabile secondo i nostri schemi. Non sono creature malvagie in senso stretto, ma possono arrecare danno per capriccio. Ad esempio, alcune storie parlano di persone rapite dai Tengu e abbandonate nei meandri di intricate foreste, soltanto per potersi divertire osservando i loro sforzi per tornare a casa. In genere però, i Tengu sono benevoli con le persone modeste e umili, verso le quali non solo non infieriscono, ma si prodigano anche in insperati aiuti, come ad esempio ricondurre al sicuro un bimbo sperduto o difenderlo da pericoli imminenti.
Una delle caratteristiche comuni a tutti i tipi di Tengu (oltre ai Karasu, citiamo anche i cosiddetti Yamabushi
Tengu, dal viso rosso, dotati di lunghissimo naso e ventaglio di piume) è l'estrema abilità nelle arti marziali. I Karasu sono spadaccini formidabili e gli Yamabushi usano il bastone in maniera sovrumana. Ogni Tengu sa inoltre combattere efficacemente a mani nude, oltre che usare trucchi magici. In pratica dei guerrieri inarrestabili. Moltissime leggende sui ninja, sostengono che le arti praticate da questi guerrieri derivasse dagli insegnamenti di qualche Tengu. Anche il famoso eroe Minamoto Yoshitsune avrebbe appreso l'arte della spada da uno di questi esseri.
I Tengu, per quanto longevi, non sono immortali. Si dice che le persone estremamente arroganti, una volta morte si reincarnino in un Tengu. Durante i primi mille (!) anni di vita, un giovane Tengu viene istruito da un venerabile anziano alla Via delle arti marziali. In questo periodo, il giovane viene addestrato ad affinare le sue tecniche segrete. Imparerà la Via della Spada e a rendersi invisibile e il modo migliore di usare la propria ombra durante un duello, per disorientare l'avversario. Inoltre, verrà erudito su alcuni segreti fondamentali, riguardanti le basi dell'universo stesso. Dopo questo periodo di addestramento, di solito, i Tengu si ritirano a vita solitaria, per poter continuare ad allenarsi. In seguito, solitamente dopo moltissimi anni, potranno prendere con se un apprendista, al quale tramandare le proprie conoscenze. In alcuni rari casi, il discepolo potrebbe anche essere un umano. Generalmente , i pochi che sono stati addestrati da un Tengu, si rivelano essere dei guerrieri formidabili. Dopo molti millenni, se non incontrano una fine prematura in battaglia, anche i Tengu muoiono. La loro successiva incarnazione sarà umana, soprattutto se avranno vissuto in maniera virtuosa, dando di nuovo il via ad un ciclo, virtualmente, infinito.

Un'altra caratteristica che i Tengu hanno in comune con i Fatati Europei, è la loro estrema territorialità e l'attaccamento che hanno nei confronti di boschi e pietre particolari. Non è assolutamente consigliabile minacciare, per un qualsiasi motivo, uno dei loro luoghi prediletti! Nonostante non siano interamente ostili, i Tengu sono molto vendicativi. Questo loro comportamento, unito alle loro sopraffine tecniche di combattimento, fanno si che gli umani li abbiano sempre rispettati e tenuti in grande considerazione. Meglio essere loro amici, piuttosto che nemici...

mercoledì 12 marzo 2014

Saugues, sulle tracce della Bestia del Gevaudan

Il Gevaudan
E' da un bel po' di tempo che penso di realizzare una rubrica come questa ma, per un motivo o per l'altro, la cosa passa sempre in secondo piano. Eppure ci vedo del potenziale, potrei farne un appuntamento fisso! Di che parlo? Di viaggi. Ma , badate bene, le mete potrebbero essere un poco insolite! Mi riferisco ai viaggi che ho fatto in questi ultimi anni, inseguendo, in maniera non sempre ragionata, uno o più "Misteri". E così sono finito a visitare rovine, brughiere, castelli e villaggi sperduti, sempre alla ricerca dell'insolito. Amo infatti raccogliere in prima persona, per quanto possibile, il materiale con cui dopo scrivo i miei articoli o i miei ebook. Ovviamente non posso arrivare dappertutto, ma una buona parte di quello che racconto l'ho vista di persona e, credetemi, non voglio assolutamente fermarmi. Inauguro quindi oggi la nuova sezione "Mystery Tours", parlandovi delle mie ultime avventure. Non voglio essere banale, parlando subito delle Isole Britanniche, quindi oggi ce ne andremo in Francia, a Saugues, un villaggio nel dipartimento dell'Alta Loira, Regione dell'Alvernia.
Saugues è un paesino di campagna, circondato di boschi e campi coltivati, situato proprio sul Cammino di Santiago de Compostela. Questo porta molti pellegrini a Saugues, dove possono trovare riparo e ristoro per la notte. In paese, nel mese di Agosto, si tiene anche il Festival Celtico, con cortei, balli e concerti. E, ammesso che troviate qualcosa di aperto, non si mangia male, affatto! Consiglio di provare il manzo ai funghi e una birra locale, anch'essa aromatizzata ai funghi (!).
Si può fare un giro nel suggestivo, ma minuscolo, centro storico medioevale del villaggio, oppure incamminarsi fuori, percorrendo i sentieri che vi condurranno in una Natura totalmente incontaminata che, difficilmente, ritroverete in molti altri posti in Europa. Non è una località di villeggiatura famosa... effettivamente c'è davvero poco. Però, Saugues ha una particolarità che la fa diventare appetibile a chi è in cerca di misteri... Saugues si trova nel Gevaudan, in un'invidiabile posizione che la rende una perfetta base, da cui partire alla scoperta dei luoghi che hanno fatto da sfondo alle imprese della famigerata Bestia, uno dei casi criptozoologici più appassionanti della storia (vedi La Bestia del Gevaudan).
In paese è possibile visitare il Museo dedicato appunto alla Bestia ( http://www.musee-bete-gevaudan.com/ ) semplice ma molto d'atmosfera. Come ho già detto, da Saugues è possibile raggiungere facilmente i luoghi interessati alla vicenda, come le location degli attacchi o i vari memoriali, come la statua di Marie-Jeanne Valet che trafigge la Bestia (ad Auvers) o il cippo commemorativo al presunto uccisore della Bestia, Jean Chastel (a La Besseryre-Sain-Mary). Verso sud, non potete perdervi una visita alla riserva naturale "Les Loups du Gevaudan" ( http://www.loupsdugevaudan.com/) dove, oltre ad ammirare svariate specie di lupo in semi-libertà, potrete visitare un'accurata mostra sul folklore dedicato a questo meraviglioso animale e la sua, ovvia, connessione con la storia della Bestia.
Se decideste di soggiornare a Saugues, preparatevi però a un paese molto poco aperto al turismo... quei pochi locali che sono attivi in paese, hanno orari strani e variabili, oltre che un personale non propriamente "aperto e cordiale". Sappiate però che la situazione non migliora molto nei paesi vicini, tolto forse qualche ristorante un poco più di alta gamma a Monistrol-d'Allier, un paesino non molto distante da Saugues. Per soggiornare a Saugues vi consiglio caldamente il bed & breakfast "Les Gabales" (http://www.lesgabales.com/ ), davvero un'ottima sistemazione a prezzo convenientissimo. In più, durante la settimana, il proprietario preparerà anche delle gustose cene con prodotti locali, rigorosamente biologici, che verranno consumate in comune, creando un'atmosfera simpatica e conviviale.
Detto questo, se partirete alla volta del Gevaudan, fatemi sapere le vostre impressioni! Alla prossima!