martedì 25 febbraio 2014

AMERICAN HORROR STORY COVEN - CHI HA PAURA DELLE STREGHE?

David Mazzerelli firma un altro articolo per McGlen's Mysteries, a proposito dei misteri e della loro influenza sulla cultura pop. Perchè, si sa, le leggende nascono proprio dalle credenze ossessioni popolari. Le moderne storie di streghe viaggiano sulla tv, al giorno d'oggi...
American Horror Story – Coven, la terza stagione della rivoluzionaria (e stra-premiata) serie televisiva americana, dedica la serie alle streghe di Salem, un luogo dal nome evocativo, da sempre legato ai processi alle streghe e all'esecuzione di molte vittime innocenti. Ma qual'è la storia dietro alla fiction? Fondata nel 1629, questa comunità di contadini e pescatori, di provata fede puritana, precipitò in una spirale di paranoia quando nell'abitazione del Pastore Parris, la figlia Elizabeth e la nipote Abigail iniziarono a comportarsi in modo molto strano dando chiari segni di isteria e patologie mentali. La diagnosi del medico non lasciò campo a dubbi: le ragazze praticavano la stregoneria. Oggi possiamo sorridere ad una simile affermazione, ma nell'America del XVII secolo la stregoneria era percepita come una faccenda maledettamente seria. A praticare la stregoneria, sarebbero state donne (ma non di rado anche uomini) che stringevano patti con il diavolo per ottenere favori. I processi alle streghe di Salem iniziarono con varie coincidenze: Nativi Americani, vaiolo, spaesamento di fronte ad una nuova vita e ad un nuovo continente. Le paure erano tante e tanti i ricordi delle pratiche di stregoneria diffuse in Europa.
I giudici di Salem arrestarono la schiava caraibica del reverendo: fu così che iniziarono i processi alle streghe. Tituba (così si chiamava la poveretta) confessò che un uomo nero sarebbe arrivato da lei per dirle di tormentare le ragazze. Le prove più schiaccianti erano dette “prove spettrali” e mandavano gli imputati dritti dritti al patibolo. In pratica le vittime sostenevano di vedere gli spettri dei propri persecutori (che magari in quel momento dormivano beatamente nei propri letti). Ma tanto bastava: i mandati di arresto fioccarono, tutti basati su pregiudizi: donne di ceto basso, di bell'aspetto, spesso contornate da maldicenze. Bridget Bishop fu la prima ragazza impiccata, ne seguirono molte altre. La cosa sfuggì di mano: con la scusa della stregoneria, iniziarono ad essere giustiziati donne e uomini produttori, proprietari di bestiame e benestanti, per prendere loro averi e terre. L'ultima riga del conto ci parla di 190 persone accusate, 19 impiccate alle querce della collina di Salem. 14 erano donne. I processi si fermarono quando un predicatore di Boston, Increase Mather scrisse un documento in cui contestava apertamente il lavoro della corte. Quel j'accuse, denominato Case of coscience concerning evil spirits personating men (caso di coscienza riguardo agli spiriti maligni che impersonano uomini) venne firmato dai reverendi più influenti del Massachusetts. Mather era un personaggio importante: era stato rappresentante della colonia a Londra e le sue critiche ebbero grande effetto: nella collina di Salem cessarono le esecuzioni.
In American Horror Story III – Coven, secondo un collegamento piuttosto paranoico, le vittime scampate a Salem si sarebbero rifugiate a New Orleans dove si radunerebbero ancora in una congrega all'interno di un'accademia in cui si addestrano (e proteggono) le ultime della loro specie. Il tutto ricorda un po' (probabilmente non a caso) la presunta fuga dei templari in Scozia e il tentativo di riorganizzazione dei cavalieri rimasti, dopo le accuse (guarda caso) di pratiche blasfeme che costarono lo scioglimento dell'Ordine. Se la stregoneria fu pratica comune per secoli, specialmente in Europa, le streghe erano coloro che ne facevano pratica. Coven spoglia le sue giovani adepte delle atmosfere tardo-medievali e le attualizza ai nostri giorni. La parte oscura è relegata ai flash back della New Orleans della magia nera, e le puntate scorrono sul filo del paradosso: dei poteri delle streghe resta l'aspetto più “Pop” e Hogwarts non solo aleggia tra le righe ma è esplicitamente citato nella prima puntata.
Lungi dall'arrendersi nel diventare come tutti altri esseri umani, la suprema Jessica Lange di Coven è ossessionata dal tempo che passa e dalla vecchiaia che avanza inesorabile, come se fosse perfettamente possibile riportare in vita un cadavere putrefatto ma non arrestare qualche ruga. La malinconia è affogata in un bicchiere di Whisky nei peggiori Bar di New Orleans. Proprio come in American Horror Story II – Asylum, la protagonista sente la vita scivolargli tra le mani e le colpe assalirla. Se nel caso della suora impersonata nella seconda serie questo aveva un senso logico, in Coven stride con il contesto fantasy e ironico delle puntate, intrise da atmosfere teen-splatter. Ma forse è utile a darci quella risposta che cercavamo: le streghe sono mai esistite? Al netto della fiction, certamente, sono state in mezzo a noi, da sempre. Sotto le sembianze di emarginati, esclusi, riottosi, depressi, incompresi di ogni risma, geni (forse). Sicuramente produttori di ricchezza oggetto di invidie e gelosie. Come le streghe di American Horror Story: una down, una obesa di colore, una teenager tormentata, una giovane attrice famosa. Un brindisi a tutte loro e alle nostre streghe con cui prima o poi dobbiamo fare i conti e con cui, forse, condividiamo già l'esistenza.

giovedì 13 febbraio 2014

Will o' the Wisp, Yan-gant-y-tan, fabbri vendicativi e altre luci da non seguire.

Yan-gant-y-tan (Jan gant y tan), è un demone della tradizione Europea molto poco conosciuto. Collin de Plancy, nel suo "Dictionnaire Infernal", ne da soltanto una breve descrizione. Yan-gant-y-tan è conosciuto come un demone del folklore Bretone, che si aggirerebbe per le strade di Finistere durante la notte, reggendo cinque candele accese, una per ogni dito della mano, e facendole roteare in modo da formare un cerchio fiammeggiante. Yan-gant-y-tan presta molta attenzione ai movimenti che compie, per evitare che una o più candele possano spegnersi. Spesso viene raffigurato come un demone molto simile, nell'aspetto, ad un peloso troll.
Al di fuori del "Dictionnaire Infernal", esistono pochissimi accenni a questa creatura. Un oscuro testo, intitolato "Rambles in Brittany", ne parla brevemente,chiamandolo Jan Gant y tan. Secondo questo scritto, il demone agiterebbe selvaggiamente le sue dita infuocate per terrorizzare coloro che gli hanno mancato di rispetto.
Nel libro di Edgar MacCulloch, Guernsey Folklore (1903), Jan-gant-y-tan è conosciuto come "John dalle dita (o guanti) di fuoco", ed è paragonato alla figura folklorica, propria dell'isola, “Lie Faeu Belengier” (Fuoco Rotolante Belengier), creature con moltissimo punti di contatto con Jack o' Lantern o le Will o' the Wisp. Sempre secondo MacCulloch, il nome Belengier sarebbe una variante di Weyland. Weyland era una figura del folklore Scandinavo, il Fabbro degli Dei. Nella mitologia Norrena, Weyland era sposato con una Valkyria, che regalò all'uomo un anello. Re Niðhad di Nerike, desiderava disperatamente quel prezioso anello. Per questo rapì Weyland, gli recise i tendini dei piedi e lo imprigionò su di un'isola, costringendolo a creare qualsiasi oggetto gli venisse in mente. Niðhad prese anche l'anello della Valkyria, donandolo poi a sua figlia Bodvil. Weyland obbedì pazientemnte al Re, ma covando sempre desiderio di vendetta. Quando i figli di Niðhad si recarono dal fabbro imprigionato all'insaputa del padre, per farsi realizzare favolosi monili, Weyland li uccise senza pietà, e realizzò dei maglifici calici con le loro ossa, gioielli con gli occhi e spille con i denti. Il fabbro donò questi preziosi alla Famiglia Reale, in segno di "sottomissione". Quando poi si recò da lui Bodvil, la figlia prediletta, Weyland completò la vendetta. Violentò selvaggiamente la giovane, recuperò l'anello donatogli dalla moglie e fuggì dall'isola grazie ad un paio d'ali posticce, realizzate con piume d'uccello.
Nel folklore Inglese, il nome Belenger è correlato a "Velint" o "Wayland Smith". Wayland (e non Weyland) era condannato, da una maledizione, a vagare incessantemente la notte. Molti viaggiatori riferirono di aver avvistato, in brughiere e paludi, la fucina di Wayland il Fabbro (Wayland Smith). Similarmente, nel folklore dell'Isola di Guernsey, il Belengier è uno spirito penitente, che si aggira nottetempo in cerca di un modo per suicidarsi. Il viaggiatore sfortunato, che si è imbattuto in quest'anima dannata, può difendersi da essa piantando a terra un coltello, con la lama rivolta verso l'alto. Il Belengier si lancerà sul coltello, tentando di suicidarsi, e lascerà state il malcapitato. Secondo alcune storie, le fiamme tremolanti del Belengier indicherebbero il luogo dove giace un tesoro. Sono però molti i viandanti che le hanno seguite e si sono, fatalmente, persi nelle brughiere.
Will o' the Wisp sono, nelle leggende Inglesi, le luci tremolanti che appaiono su paludi e torbiere, attirando i viaggiatori incauti fuori dai sentieri battuti con l'intento di farli perdere. La parola "Wisp" è collegata alle torce, usate un tempo per illuminare il cammino durante la notte. Molte storie si raccontano a proposito delle Will o' the Wisp ma una in particolare, riportata da K. M. Briggs nel suo "Dictionary of Fairies", si può mettere in relazione a quelle riportate poco sopra. Un fabbro, di nome Will, era incredibilmente malvagio. Quando Will morì, riuscì a ottenere da San Pietro una seconda possibilità di redenzione, e venne così rispedito sulla Terra. Will però, invece di comportarsi da buon cristiano, continuò nelle sue malefatte. Quando morì per la seconda volta, gli venne negato l'accesso al Paradiso, ma anche quello dell'Inferno! Will si ritrovò così a vagare nelle lande desolate per l'eternità, al buio e al freddo. Il Diavolo, acconsentì a donare all'anima dannata una fiammella per scaldarsi, a patto che con quella, Will avrebbe attirato i viandanti verso una morte certa.
In conclusione, molto meglio, nel caso vi trovaste nelle brughiere di notte, affidarsi ad un sistema GPS!

mercoledì 12 febbraio 2014

Un Troll insegue un Treno nel Sud dell'Inghilterra!

Questo inverno non è stato per nulla clemente con il Regno Unito. Le regioni meridionali della Gran Bretagna sono alle prese con allagamenti e inondazioni, il che è già un bel da farsi. Un abitante di quelle zone però, deve aver a che fare anche con un altro tipo di incubo.
Come sempre, questo tipo di notizie sono caratterizzate da elementi poco chiari e difficilmente verificabili, quindi bisogna prenderle per quello che sono. Leggende moderne. Non dimentichiamo mai però, che le leggende racchiudono sempre un briciolo di verità...
Un anonimo (strano...) studente 25enne del Sud Inghilterra , avrebbe raccontato al sito Cryptozoology News di aver visto "Una creatura simile ad un Troll" correre in maniera disordinata attraverso i campi allagati. Il testimone avrebbe visto la scena dal finestrino di un treno diretto a Londra. "Ero a casa dai miei genitori per una breve visita, prima di tornare a Londra" dice i ragazzo. "Avevo programmato di rimanere più a lungo, ma mi sono deciso a partire prima, per paura che i collegamenti ferroviari venissero soppressi a causa del maltempo". Ritornando in anticipo verso la Capitale, poté così assistere al curioso avvenimento.
"Non riuscivo a credere in quello che vedevo" Prosegue il suo racconto, "Mi ero già addormentato un paio di volte. Ero davvero stanchissimo. Improvvisamente mi sono svegliato di soprassalto, il sole era quasi tramontato del tutto. Guardando dal finestrino alla mia sinistra, credevo di stare ancora sognando. Ho visto un essere umanoide, piuttosto grasso e alto circa tre metri, correre attraverso i campi allagati, con l'acqua che gli arrivava fino alle ginocchia. Ero sbalordito!" Subito dopo, le cose presero una piega più strana. L'inquietante figura, cominciò ad avvicinarsi al treno, che procedeva ad andatura minima. Il ragazzo riuscì così a osservare l'essere molto da vicino. "Subito, ho pensato che potesse trattarsi di una persona, finché non arrivò più vicino al vagone! Procedevamo a velocità molto ridotta, a causa dei binari allagati. Ho capito allora che non si trattava di un uomo! Non so cosa fosse, ma era ricoperto di peli, salvo per il volto e il torace. Aveva orecchie simili a quelle di un lupo e due corte corna bianche che gli spuntavano dal cranio! Non ero certo di essere completamente sveglio o di stare, ancora, sognando." La creatura fu vista anche da altri passeggeri del convoglio, insolitamente affollato in un giorno feriale come quello. Il treno poi, accelerò, lasciando indietro la strana creatura. Il ragazzo era ora ben sveglio, eppure la misteriosa figura era ancora li davanti al suo finestrino, anche se si stava allontanando. "Non era un orso, ne sono sicuro..." Prosegue lo studente, " Somigliava di più a quei mostri visti nel Signore degli Anelli, avete presente?". Nonostante lo stupore generale, nessun testimone è riuscito a scattare foto o girare video della misteriosa creatura.

Secondo il Folklore Scandinavo, i Trolls sarebbero degli esseri Fatati che vivono nelle caverne e sulle montagne. Queste creatura non amano in modo particolare il genere umano ma, alle volte, ne imitano il comportamento e possono avere anche interazioni (quasi mai pacifiche) con la nostra razza. Secondo le leggende, i Trolls sarebbero prevalentemente notturni, visto che i raggi del sole li tramuterebbero in pietra. Se di un Troll si trattava, in questo caso, era dunque protetto dalla luce del crepuscolo dalla coltre di nubi temporalesche. Il testimone sostiene che il suo racconto sia genuino al 100% ma, come purtroppo succede in questi casi, moltissimi elementi rimangono troppo vaghi per formulare ipotesi, di qualsiasi tipo. Sicuramente si tratta di un racconto interessante, che dimostra come, anche in tempi moderni, le antiche credenze a proposito di creature ignote e fantastiche, si possano far strada attraverso la nostra "razionale" esistenza.

venerdì 7 febbraio 2014

Storia di un Draugr, non morto Vichingo

Il protagonista di questa storia, Glam, viene descritto come un rozzo e corpulento Svedese, che trova lavoro come pastore in una regione Islandese ritenuta stregata, Vatnsdal. Il suo compito era quello di sorvegliare le greggi, ma in quella regione servivano pastori temerari, visto che le pecore erano preda di un pericoloso mostro, che cacciava al chiaro di Luna. Della Bestia in questione, non si parla mai in questa leggenda, salvo che per le impronte lasciate sul terreno dopo aver lottato con Glam e averlo ferito a morte. La storia, verte su quello che è accaduto dopo al grosso Svedese. I locali cercarono di portare in chiesa il cadavere del povero Glam, ma non vi riuscirono, vista l'imponente mole. Forse, il Narratore voleva mettere anche un po' di morale Cristiana, visto che Glam era ancora di fede Pagana e non andava molto d'accordo con preti e chiese. Mentre gli Islandesi stavano architettando un modo per muovere il cadavere, quest'ultimo scomparve misteriosamente. Glam era diventato infatti un Draugr, una sorta di zombie Vichingo!
"Subito capirono che Glam non era semplicemente morto. I popolani erano terrorizzati. I molti lo videro ancora, svennero dalla paura o impazzirono! Subito dopo Yule, in molti lo videro nascondersi nei pressi della fattoria dove aveva lavorato. Gli abitanti del posto fuggirono in preda al terrore da quella zona. Si raccontava che Glam, di notte, si mettesse a saltare, sui tetti delle case cercando di sfondarli per poter entrare. Prima si vedeva solo di notte ma, in seguito, prese a vagare anche alla luce del giorno. Tutti ne avevano paura e nessuno ormai si recava più in quella vallata, per nessun motivo"
Davvero una creatura mostruosa il Draugr, capace di scalare i tetti, danneggiarli e, cosa ancora più terrificante, agire indisturbato anche di giorno, cosa normalmente impossibile a altri esseri demoniaci. Glam incominciò anche a mietere delle vittime. Molti pastori furono attaccati e uccisi, le loro ossa venivano frantumate sadicamente, prima di ricevere il colpo di grazia: il collo spezzato. Il Draugr passa poi a fare scempio del bestiame e ad attaccare sistematicamente le fattorie. Alla fine sarà Grettir, un ragazzone Islandese, ad affrontare il mostro e ad abbatterlo, questa volta definitivamente. Glam però, nell'attimo della sua (seconda) dipartita, riuscì a maledire il suo avversario. A causa dell'anatema, il povero Grettir ebbe una vita segnata dalla sfortuna. Il corpo di Glam fu bruciato con "carboni freddi" (?) e sepolto dove uomini e pecore non andavano mai.

Alle volte i Draugr sono paragonati ai Vampiri, ma i punti di contatto sono pochissimi. Una caratteristica che hanno in comune, ci viene dalla Eyrbyggja Saga, dove si dice che, chi viene ucciso da un Draugr si trasforma in uno di loro a sua volta. Troppo poco perché si possa parlare di una qualche correlazione.