venerdì 27 settembre 2013

La Tavola Ouija

La Tavola Ouija è un oggetto molto particolare, a cui si attribuiscono poteri paranormali e la capacità di mettere in contatto con il mondo degli Spiriti. La Ouija è, nella maggior parte dei casi, una tavoletta di legno, con sopra incise le lettere dell'alfabeto, le parole si, no, salve e arrivederci, i numeri da 0 a 9 e alcuni simboli.
La tavola Ouija originale (The Ouija Board) è un prodotto a marchio registrato della Hasbro Inc., facente parte di una serie di giochi da tavolo. La Ouija utilizza un piccolo elemento di legno a forma di cuore, chiamato "planchette", o un altro indicatore mobile, per comporre le risposte sui caratteri incisi. Durante la seduta spiritica, i partecipanti mettono tutti un dito sopra la planchette, poi viene posta una domanda. La risposta viene data dallo spirito, facendo scorrere la planchette sui caratteri fino a comporre una frase. Il gioco, perchè di questo in origine si trattava, è stato messo in commercio per la prima volta il primo Luglio del 1890 da un tal Elia Bond. Come già specificato, la Tavola Ouija inizialmnte non aveva nulla a che fare con l'occulto. Questa connessione con il Mondo Oscuro iniziò durante la Grande Guerra (1914/1918), quando Pearl Curran, una spiritista Americana, incominciò ad usarla come strumento divinatorio. Secondo il parere di molti occultisti, l'uso improprio della Tavola Ouija, favorirebbe i casi di possessione da parte di spiriti, alle volte non ben intenzionati. L'uso di questo oggetto è quindi sconsigliato nella maggior parte dei casi, specialmente a chi si avvicina per la prima volta al mondo dello Spiritismo.
Sulla tavola Ouija, e sul suo utilizzo, si sono andate a creare moltissime dicerie, vere e proprie superstizioni e regole non scritte, che hanno contribuito non poco al sinistro alone che circonda questo oggetto. Se si vuole usare la Tavola Ouija, è meglio farlo quando tutti i partecipanti sono in perfetta condizioni psico fisiche. Chi fosse malato, depresso o troppo intimorito risulterebbe più vulnerabile agli attacchi di un'eventuale Entità maligna. Spesso, gli Spiriti contattati cercano di "farsi amici" gli utenti, magari predicendo loro il futuro in maniera esatta (ma solo per piccole questioni di scarsa importanza). Questo incoraggerebbe un uso frequente della Ouija, dando modo allo Spirito di trovare una falla nelle difese, anche involontarie, dei celebranti. E pare che, prima o poi, un passo falso si faccia sempre... Non c'è modo di sapere con assoluta certezza se un'Entità sia davvero buona o malvagia. Bisogna tenere bene a mente che gli Spiriti usano spesso adulazione e bugie per guadagnare la fiducia di chi li evoca. Prestare la massima attenzione è di vitale importanza e trattare gli Spiriti e le Entità evocate sempre col massimo rispetto, ma anche con una dose di diffidenza. Se alla chiamata risponde uno Spirito malvagio, è facile che si installi stabilmente in quella Tavola Ouija. Da quel momento, la tavola non sarà più in grado di comunicare con altra Entità che non sia quella che la "infesta".
In molti sconsigliano vivamente di usare la Ouija da soli, in quanto si è senza dubbio più vulnerabili, o di utilizzarla in luoghi dove sono accaduti avvenimenti tragici, perchè ci sarebbe una più alta probabilità di contattare Entità non proprio ben disposte. In Rete si trovano moltissimi video sulle tavole Ouija e su sedute finite male. Ovviamente la maggior parte sono solo dei fake, ma un video in particolare ha scatenato un vero e proprio fenomeno:
Se sia vero o falso, purtroppo, non è dato sapere con certezza. Sicuramente, in caso di bufala, è realizzato piuttosto "realisticamente", molto più di tanti altri. Forse si tratta solo di suggestione, e nessun Demone ci ha messo lo zampino, ma tanto è bastato per far moltiplicare i, presunti, contattti con questo pernicioso Demone. Esiste anche un curioso (e aggiungo un po' inquietante) blog sulla vicenda, The Zozo Ouja Phenomena, che però pare inattivo da luglio 2012. Sul blog sono presenti, tra le tante boiate, anche molto materiale di un certo interesse.
Concludo con una raccomandazione: Che ci crediate o meno, non è davvero il caso di prendere alla leggera argomenti quali le evocazioni e le sedute spiritiche. Saranno sicuramente tutte fandonie... Ma magari no! Pensateci...

mercoledì 18 settembre 2013

Quattro motivi per comprendere (e prevedere) un' Invasione Aliena

Oggi il nostro collaboratore David Mazzerelli, l'esperto ufficiale di Ufologia del nostro blog, ci propone un'interessante analisi su un avvenimento che pochi credono possibile, ma di cui tutti hanno paura... Un'invasione dallo spazio!

Una grande oggetto non identificato guidato da un apparente intelligenza biologica è stato appena avvistato all'interno del sistema solare. Il mondo è in allarme: tra chi si prepara all'apocalisse e chi festeggia. Ma se davvero ci trovassimo di fronte a questo scenario quali sarebbero le domande che saremmo costretti a porci? E quali sono le risposte che abbiamo già adesso?
LA PROVENIENZA
Sappiamo che vita si è stabilita sulla Terra più o meno 3 miliardi e mezzo di anni fa ma non è detto che la sua provenienza sia terrestre. Secondo la teoria della Panspermia la vita potrebbe essere arrivata sulla Terra all'interno di un meteorite (marziano?). Ciò è probabile possa essere avvenuto anche per altri pianeti al di fuori del nostro sistema solare. Le ricerche dei pianeti extrasolari, che da soli rappresentano forse le maggiori e più clamorose scoperte astronomiche degli ultimi anni, si sono concentrate nello scorgere le tracce di un pianeta posizionato nella cosiddetta zona Goldilocks. (Riccioli d'Oro). La zona Goldilocks trae ispirazione dalla storia di Riccioli D'Oro e i Tre Orsi; la bambina protagonista della fiaba, assaggiando il latte, pronunciò delle parole rimaste celebri: "non è né caldo né freddo ma al punto giusto". I pianeti "al punto giusto" sappiamo oggi che sono difficili da trovare, ma tuttavia sappiamo anche che sono molti. Anzi, secondo l'equazione di Frank Drake sono migliaia soltanto nella nostra galassia. E' da uno di questi pianeti che probabilmente provengono i nostri visitatori.
IL GRADO EVOLUTIVO
Secondo la scala di Kardašëv, che misura il grado di avanzamento delle civiltà dalle loro potenzialità energetiche, noi terrestri siamo a livello zero, ovvero siamo appena in grado di sfruttare in maniera parziale l'energia presente sul nostro stesso pianeta. La civiltà umana, insomma, tutt'ora trae la propria energia da piante fossili vissute milioni di anni fa, cosa che la rende piuttosto ridicola di fronte a potenziali "competitors galattici", forse così evoluti da possedere una tecnologia per noi quasi indistinguibile dalle leggi naturali. Solo la Via Lattea, che ha 10 miliardi di anni, può avere visto apparire e scomparire molte specie e ciò ci porta a credere che solo lo 0,1% di coloro che si sono succeduti nella storia esistono ancora oggi nei loro pianeti d'origine. Ma ciò non significa che non possano essere migrati, oppure che le loro trasmissioni siano ancora "on air" nell'universo. E se sono emigrati come hanno fatto?
Francis Crick, uno dei tre scopritori della struttura della molecola del DNA ,aveva ipotizzato come degli esseri avanzati provenienti da altri mondi potessero diffondere la propria vita nella galassia inserendola dentro ad un vettore spaziale spedito verso pianeti remoti. E' un processo darwiniano che - stante l'età dell'universo e l'esistenza di civiltà avanzate di milioni, forse miliardi di anni rispetto alla nostra - diventa un processo estremamente probabile. Qualunque razza nella galassia avesse i mezzi e la volontà per compiere una simile impresa sarebbe l'unica a perpetuare la propria specie salvandola dall'estinzione. Le forme di vita che ci troviamo davanti dunque sono probabilmente civiltà che hanno avuto già la tecnologia per emigrare e non sono solo semplici curiosi che si sono persi in un interminabile viaggio cosmico.
L'ASPETTO DEI VISITATORI
La prima possibilità ci è suggerita proprio dalla provenienza degli esseri in questione da pianeti in zona Goldilocks: il loro aspetto potrebbe essere meno strano di quello che immaginiamo nei film di fantascienza. E' doveroso comprendere che la Terra per un alieno non ha poi molto di interessante: se fossero interessati alle materie prime potrebbero trovare nell'Universo fonti ben più ricche, se fossero interessati invece, ad esempio, ai diamanti (!) potrebbero trovare interi pianeti fatti di diamanti. La Terra, per una razza aliena, ha un'unica cosa che può far gola: la biosfera. E' la biosfera ad essere la peculiarità più rara del nostro pianeta e se è questo che cercano gli alieni non è detto che essi siano strane creature insetti-formi ma, più probabilmente, saranno esseri evoluti in un habitat le cui caratteristiche alla vita si potrebbero essere sviluppate con fenotipi non dissimili ai nostri. Ciò significa che una razza aliena avrà articolazioni per muoversi, occhi per guardare la realtà, un sistema circolatorio: tutte caratteristiche che ritroviamo in ogni essere sulla Terra, anche il più distante da noi.
Un'altra ipotesi potrebbe vedere associare i vantaggi dei macchinari a sistemi biologici, una fusione tra organico e meccanico. Non è il copione di Terminator ma un processo già in atto: si stima che entro il 2020 un comune PC portatile avrà la stessa potenza del nostro cervello. Una civiltà così evoluta da riuscire a raggiungerci potrebbe farlo attraverso entità ibride, o la nave madre potrebbe essere essa stessa una forma di intelligenza “meccanica”.
Un'altra ipotesi ancora è quella che gli alieni si presentino sotto forma di un virus che si possa legare al nostro DNA: cellule arrivate dallo spazio che interagiscano con le nostre. In questo caso gli alieni sceglierebbero la Terra perché noi siamo simili a loro e ciò porterebbe ad una considerazione piuttosto sconvolgente: quando si incontrano cose tanto simili è possibile che abbiano la stessa origine? Un'occupazione senza motivi apparenti e un'invasione senza spargimenti di sangue potrebbe essere nient'altro che un ricongiungimento: è l'ipotesi del virus come vettore del contatto/colonizzazione. I virus non sono di per sé vivi, ma quando entrano in una cellula diventano “vivi” in simbiosi con essa. Una volta inglobati in una cellula la costringono a replicare se stessi. Per poter infettare la cellula devono “ingannare” la cellula stessa per replicare il proprio materiale genetico. E' possibile che ci voglia molto tempo perché i cambiamenti nella nostra razza si possano manifestare ma ciò potrebbe avvenire in qualche generazione, con “evoluzioni” percepibili solo dopo centinaia o forse migliaia di anni. C'è chi pensa che la rivoluzione nell'intelligenza che ci ha resi diversi, ad esempio, dai delfini o dalle scimmie, possa essere avvenuta grazie ad una malattia, un DNA che è stato inglobato nel nostro genoma grazie ad un virus. Un buon 8% del genoma umano è infatti stato recapitato da virus che molto tempo fa hanno copiato il proprio codice genetico nel nostro lasciandosi dietro delle tracce e delle informazioni. Un virus alieno potrebbe non solo essere già alla base dell'evoluzione ma anche di una eventuale colonizzazione. Questa ipotesi avvalorerebbe la teoria degli Antichi Alieni, secondo la quale molti ricercatori credono che la nostra specie si sia già incontrata - e ibridata - con “fratelli celesti” molte migliaia di anni fa. Ci troviamo quindi di fronte ad un ritorno? Sì, probabilmente gli alieni che avremo davanti non saranno tanto dissimili da noi.
COME COMUNICARE CON LORO
Come comunicare con civiltà immensamente avanti alla nostra, anche miliardi di anni? Bel problema, forse il maggiore.
La fisica, appunto, potrebbe rappresentare l'unica possibilità in tal senso: i numeri sono costanti universali e la via maestra per comprendere non solo cosa ci circonda ma anche chi. La comunicazione come la intendiamo comunemente quindi non avrebbe senso e se lo scopo dei visitatori fosse la colonizzazione dopo un periodo di osservazione (l'Ipotesi Extraterrestre “ETH” ci dice che la Terra è attualmente all'interno del cosiddetto "Zoo Cosmico" dove civiltà immensamente più avanzate ci osservano senza interferire) ci dovrebbe essere giocoforza un contatto. Forse le entità che abbiamo davanti comunicheranno con noi attraverso la matematica, o – chissà – magari con la musica, come già nel film “Incontri Ravvicinati del Terzo Tipo”, il cui copione venne ispirato proprio dalle possibili risposte a questi eterni interrogativi.

La Leggenda di Halloween

La Leggenda di Halloween
Di Marco Valle
Disponibile su Kindle Store
20 pagine circa, 1.03 Euro
Sinossi:
Halloween, la Notte delle Streghe! La notte del "Dolcetto o Scherzetto". Una sorta di Carnevale autunnale importato dall'America. E' davvero così? No di certo. Dietro a questa antica festività si cela una lunga ed affascinante storia. Scoprite le origini di Halloween, i suoi più antichi significati, le tradizioni e le strane storie che hanno come protagonista la Notte più tenebrosa dell'anno! 

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lunedì 9 settembre 2013

Muramasa e Masamune

Muramasa e Masamune erano due Mastri Armaioli Giapponesi, noti per la qualità eccelsa delle loro lame e vissuti entrambi a cavallo tra il 13° e il 14° secolo. Secondo la leggenda, Masamune era il più abile dei due per quanto riguarda la tecnica di forgiatura, e le sue lame erano generalmente considerate come oggetti potentissimi ma benevoli, quasi santi. Al contrario, le lame prodotte da Muramasa erano associate al male e considerate letteralmente assetate di sangue e distruzione. Si riteneva inoltre, che le creazioni di questi due superlativi armaioli, fossero efficaci per combattere e distruggere le creature soprannaturali come gli Oni, i Demoni di cui è ricco il folklore Giapponese.
La leggenda vuole che Muramasa sfidò Masamune a forgiare l'arma più potente. I maestri si rinchiusero nelle loro fucine per perfezionare le loro creazioni, e riemersero soltanto dopo molti giorni e notti di lavoro ininterrotto. La prova consisteva nel piantare la lama in mezzo ad un torrente, con il filo rivolto a monte. L'arma di Muramasa si chiamava Juuchi Fuyu, ovvero "10.000 Notti di Gelo", e riuscì a tagliare nettamente ogni cosa con cui veniva a contatto nella corrente: pesci, foglie e anche l'aria che vi passava sopra. La spada di Masamune si chiamava invece Yakawara-Te, "Mani Tenere". Non tagliò ne pesci ne foglie, e l'aria la sorpassò fischiando.
Muramasa rise di Masamune, prendendolo in giro perchè aveva forgiato una lama che non tagliava nulla. Nonostante gli insulti, Masamune afferrò l'elsa della sua spada, la tirò delicatamnte fuori dall'acqua e, dopo averla ripulita, la ripose nel fodero. Mentre Muramasa stava ancora prndendo in giro l'avversario per la sua incapacità, si avvicinò un bonzo. Il monaco disse ai due che aveva seguito attentamente la competizione. Si inchinò e spiegò, con molta umiltà, quello che aveva visto:
"La prima spada era davvero ben fatta, solida ed affilata. E' però troppo assetata di sangue per poter essere usata con giustizia. Essa ha tagliato senza pietà anche cose che nulla avevano di pericoloso o malvagio. Essa funzionerebbe altrettanto bene sia che fosse usata per uccidere farfalle o tagliare teste di nemici. La seconda è di gran lunga la migliore delle due, in quanto non taglia ciò che è innocente o immeritevole."
Altre versioni della leggenda raccontano che la lama di Masamune riuscisse a ricomporre le foglie tagliate dall'all'avversario o che fosse superiore alla creazione di Muramasa non tanto perchè più affilata ma perchè molto più maneggevole (e quindi più letale). In generale si racconta che le lame di Masamune siano incapaci di arrecare danno agli innocenti, mentre le Muramasa taglierebbero qualsiasi cosa, finendo però per consumare il proprietario in una follia omicida che lo condurrebbe, inevitabilmente, alla sua stessa distruzione.

La sinistra fama delle lame di Muramasa fu alimentata durante il periodo Tokugawa, in quanto circolava la voce che nel 1535 Kiyoyasu, nonno di Ieyasu (primo Shogun della dinastia), fu ferito con una lama Muramasa dal suo servitore Abe Masamoto, finendo tagliato di netto in due metà. Matsudaira Hirotada, padre di Ieyasu, subì una sorte simile circa 10 anni dopo, quando fu attaccato e ucciso da un suo servitore con un'altra lama Muramasa. Anche a Nobuyasu, figlio di Ieyasu costretto al seppuku (suicidio rituale) da Oda Nobunaga nel 1579, la testa venne recisa alla fine del rituale con una lama Muramasa. Durante tutto quel periodo, che durò dal 1603 alla Restaurazione Meiji, nel 1868, le lame maledette del formidabile Muramasa furono bandite da tutto il Giappone. Dopo la restaurazione, alcune lame Muramasa comparvero al fianco di alti Ufficiali Giapponesi, fino alla seconda Guerra Mondiale e sempre accompagnata dalla loro lugubre fama. Al giorno d'oggi sono rimaste davvero poche di queste spade. Per certo una Katana è custodita al Museo Nazionale di Tokio, mentre una lama di tipo Wakizashi (la spada corta) si può ammirare nella collezione del British Museum.

lunedì 2 settembre 2013

Sirene, un mistero ancora da svelare

Ultimamente sembra che, probabilmente grazie ai bellissimi docudrama trasmessi da Discovery Channel, l'interesse per la figura delle Sirene si sia moltiplicato. Diamo quindi un'occhiata più da vicino al folklore collegato a queste seducenti creature!
Nell'iconografia moderna, le sirene vengono spesso descritte come esseri ibridi, con una testa e un torso umani (quasi sempre di donna) e con la parte posteriore del corpo simile a quella di un grosso pesce. Le Sirene e le loro rare controparti maschili (chiamati Tritoni o Merfolks) sono presenti nelle fiabe e nel folklore di innumerevoli culture sparse, letteralmente, in tutte le epoche e i luoghi. Dalla Scozia alle Hawaii, dalle coste Australiane a quelle dell'Africa Atlantica, sono presenti storie che vedono come protagonisti esseri simili a quelli che noi identifichiamo con "Sirene". A riguardo esistono anche testimonianze scritte risalenti addirittura all'antica Sumeria!
Nonostante possano apparire come esseri davvero troppo fantasiosi per avere anche un fondo di verità, Sirene e Tritoni sono stati protagonisti di una lunghissima serie di avvistamenti, alcuni anche molto recenti e discretamente documentati. Questa vasta casistica è molto interessante da analizzare sotto il profilo criptozoologico, ma è sempre bene tenere a mente di avvicinarsi a questi casi, e sopratutto a tirare conclusioni, con estrema cautela visto che, come purtroppo spesso accade, le bufale e gli abbagli sono sempre dietro l'angolo.
Le differenze principali tra i resoconti antichi e quelli moderni riguardano principalmente l'aspetto delle creature. Una volta, le Sirene venivano sovente rappresentate come bellissime e prosperose fanciulle con la coda da pesce mentre, in tempi più recenti, questi esseri hanno si una vaga forma umanoide, ma con tratti decisamente bestiali, che ricordano quelli di altri abitanti degli oceani, come i cetacei.
Proprio in base a questi avvistamenti "moderni", sono state formulate delle ipotesi che tentano di spiegare, più o meno scientificamnte, queste misteriose figure. Una di queste teorie, la più razionale, dichiara che le Sirene altri non sarebbero che animali marini a noi ancora sconosciuti. Pesci o cetacei con un corpo di forma vagamente umanoide che trarrebbe in inganno un osservatore occasionale. Questa ipotesi è una delle più quotate (anche per quanto mi riguarda). Dugonghi e Lamantini, visti in lontananza, possono davvero sembrare degli umanoidi con una coda simile a quella dei pesci. Una variante più audace di questa ipotesi (usata anche nei documentari di Discovery Channel) è quella che ritiene le Sirene come una specie di Primati, adattati nel tempo a una vita prevalentemente acquatica. Le "Scimmie di Mare" in pratica. Sia che si tratti di animali sconosciuti o di veri ominidi marini, dovrebbero essere estremamete rari, visto che non sono mai stati rinvenuti corpi spiaggiati e nessun esemplare è stato mai catturato, ne vivo ne morto. E' anche vero però, che non possiamo a priori escludere l'esistenza di creature marine di grandi dimensioni ancora da catalogare, visto che dello Squalo Megabocca (Megachasma Pelagios), non si avevano notizie fino al 1976, anno in cui venne pescato per la prima volta al largo delle Hawaii. E si tratta di una bestia che arriva facilmente a 5m di lunghezza!
Le leggende su Sirene e Tritoni vengono ricondotte da alcuni alle teorie sugli Antichi Alieni. Questa teoria si basa sugli antichi testi che parlano di “Dei” semi acquatici provenienti dalle stelle, come Nommo per il popolo Dogon del Mali, o come Oannes per i Sumeri. I sostenitori di questa lina credono che quelli che noi abbiamo identificato come Sirene siano gli ultimi discendenti di creature create artificialmente da questi Dei Stellari come sorta di “intermediari” tra loro e i nostri antenati. Ad un certo punto, per motivi oscuri, gli Dei sarebbero ripartiti, abbandonando le loro “creazioni”sulla Terra. Se questa teoria fosse vera, il fatto che non sono mai stati ritrovati esemplari sarebbe da imputare alla loro intelligenza, forse addirittura superiore alla nostra. Per quanto affascinante, ritengo questa linea troppo fantasiosa. Aggiungo anche una mia riflessione: se si trattasse davvero di esseri così intelligenti, non avrebbero cercato un contatto da molto tempo? Noi, probabilmente, lo avremmo fatto.
Altre teorie propendono verso il paranormale, vedendo le Sirene come Spiriti delle Acque, demoni o come una specie di Fate marine (di queste ultime ne parlo anche nel mio ebook, “Le Isole del Mistero”, disponibile suAmazon). Rientrando in campo più strettamente criptozoologico, anche alcuni “mostri lacustri”sarebbero collegati al mito delle Sirene. Ad esempio Morag, la Creatura che abiterebbe le profondità del Loch Morar, in Scozia, veniva un tempo descritta come una Sirena, capace di cambiare forma e di preannunciare la morte di alcune persone. Come già detto a riguardo di altri casi, anche gli avvistamenti recenti di Morag parlano di una bestia più simile alla famosa Nessie di Loch Ness, piuttosto che una Sirena della tradizione.

Credo che non verremo mai a capo di questa storia, a meno che non accadano avvenimntei come quelli narrati in “The Body Found”. A quel punto potremmo fare luce sulla faccenda. O forse no...