mercoledì 24 luglio 2013

Lilith

Antica immagine di Lilith conservata al British Museum
Lilith. La Signora della Notte. Un demone femmina che vola in cerca di neonati da rapire e strangolare... o per bere il loro sangue. Inoltre, Lilith ama sedurre gli uomini comuni e accoppiarsi con loro, dando poi alla luce una genia di orrendi ibridi demoniaci. I miti che riguardano Lilith sono antichissimi, le leggende rabbiniche, che vedrebbero Lilith come la prima moglie infedele di Adamo, si basano sugli ancestrali racconti Sumero-Babilonesi a proposito della Dea Belit-ili, o Belili. Per i Cananei, Essa era Baalat, la "Signora Divina". Su una tavoletta rinvenuta a Ur, risalente al 2000 A.C., è venerata col nome di Lillake.
Secondo gli Ebrei, Dio creò Adamo e Lilith assieme, come gemelli uniti per la schiena. Una volta separati, lilith chiese a Dio la completa parità con Adamo. Non vedendo il suo status riconosciuto, Lilith abbandonò furiosa il giardino dell'Eden, maledicendo Adamo e lo stesso Dio. Secondo alcune leggende musulmane, una volta che ebbe lasciato Adamo, Lilith si concesse molte volte a Satana, dando vita alla stirpe demoniaca dei Djinn. Secondo un'altra versione, Lilith fu creata da Dio come prima donna, precedentemente ad Eva, per soddisfare una richiesta di Adamo, stanco di accoppiarsi con le capre e gli altri animali (pratica molto in voga tra i pastori mediorientali dell'epoca). Lilith però, non ne volle sapere di soddisfare le voglie del debosciato Adamo, e così fuggì maledicendolo, per andare a rifugiarsi sulle coste del Mar Rosso. Adamo si lamentò dell'accaduto con Dio, che inviò tre angeli, Sanvi, Sansavi e Semangelaf sulle tracce della fuggiasca. Gli angeli trovarono Lilith, che nel frattempo si era accoppiata con i Demoni del deserto, dando vita ad altri cento e più Demoni. Gli angeli le comunicarono il volere di Dio, ma lei rise di Lui e di Adamo, e li maledisse ancora una volta. Per riparare all'accaduto, Dio creò la docile Eva da una costola di Adamo.
Secondo alcuni, la figura di Lilith è un'allegoria, rappresentando gli ancestrali culti della Fertilità e della Madre Terra praticate dalle tribù stanziali e agricole dell'attuale Medio Oriente, che resistettero ad una massiccia invasione di tribù nomadi e pastorali e dalla loro religione, provenienti forse dal Caucaso (mitizzate nella figura di Adamo).
Alcuni pensano anche ad un collegamento tra Lilith e la divinità Etrusca Lenith, figura femmilile senza volto che attendeva, in compagnia di Eita e Persipnei (Hecate e Persefone), l'arrivo delle anime dei morti sulla Porta degli Inferi. Il Cancello per l'Aldilà poteva essere raffigurato come una una specie di vagina. Non a caso, l'ingresso al Mondo Infero era spesso simbolizzato da un'unione sessuale. Il giglio era il fiore che stava a simboleggiare la sessualità della Grande Madre e, non a caso, veniva chiamato Lilu, parola che fa anche da radice al nome Lilith.
Nonostante la figura di Lilith fu estromessa dalla bibbia canonica molto presto, le Lilim, sue demoniache e seducenti figlie, minacciarono gli uomini per ancora un millennio almeno. Nel Medioevo, gli Ebrei fabbricavano molti tipi di amuleti per tenere lontane le Lilim dai loro sogni. Secondo le leggende, queste demonesse, dalla bellezza mozzafiato, seducevano gli uomini durante il sonno e provocavano loro polluzioni notturne.
I Greci adottarono queste credenze sulle lilim, chiamandole Lamie, Empuse o Figlie di Hecate. Di riflesso, nella mitologia Cristiana, queste creature divennero le Succubi, prostitute dell'Inferno, a cui si aggiunsero le loro controparti maschili, gli Incubi, che tentavano alla castità della gente devota e pia. Per difendersi dalla Succubi, molti monaci solevano addormentarsi con le mani strette sui genitali, impugnando nel contempo un rosario. Chi, a quel tempo, aveva dei "sogni bagnati" credeva di essersi carnalmente congiunto con Lilith o con una delle sue figlie e, per questo, prima di coricarsi doveva pronunciare dei particolari incantesimi di protezione. La faccenda era considerata tremendamente seria, visto che queste unioni impure davano vita a terribili Demoni. Il Dio "buono e magnanimo" di Ebrei e Cristiani per vendetta quando Lei rifiutò di tornare da Adamo, portò via a Lilith i suoi figli demoniaci. Lilith decise così di vendicarsi, accanendosi contro le donne partorienti e i neonati, specialmente se maschi. I tre angeli, riuscirono a strappare alla Dea il giuramento di non tormentare le puerpere che avessero esibito il loro nome. Da allora, scongiuri e incantesimi di protezione da Lilith sono formulati con i nomi di Sanvi, Sansavi e Semangelaf. Ogni volta che un pio cristiano era sedotto da una conturbante demonessa, si racconta che Lilith si facesse una grassa risata. Lei e le sue figlie, assetate talvolta anche di sangue oltre che di sesso, si riunivano in concilio presso certe "montagne delle tenebre" ( una sorta di Sabba?) dove potevano incontrare Samael, il loro demone amante. Il potere di Lilith, stando agli antichi racconti, era più forte nelle fasi di Luna calante.
La maggior parte delle leggende riguardanti Lilith derivano dal Folklore e dalla Tradizione Ebraica, ma figure simili, a volte in maniera inquetante, si possono trovare anche nelle Tradizioni Iraniche, Babilonesi, Messicane, Arabe, Tedesche, dell'estremo Oriente e dei Nativi Americani, oltre che nelle Isole Britanniche e in Francia, collegate al Piccolo Popolo. Alcune pratiche per difendersi da Essa, ancora in voga nel 18° secolo, erano molto simili a quelle che venivano usate per proteggere i nascituri dalle Fate ( I famigerati Changelings). I bambini maschi erano più vulnerabili durante la prima settimana di vita, mentre il pericolo per le femmine non cessava prima di tre settimane dal parto, anche se i maschi erano comunque quelli più bersagliati. Spesso veniva disegnato un cerchio magico attorno al letto, che recava il nome degli Angeli, di Adamo ed Eva e la dicitura "Proteggi questo bambino da ogni male" e "Fuori Lilith". Altre volte venivano posozionati amuleti ai quattro angoli della stanza. Si credeva che se un bambino si metteva a ridere nel sonno, era un segno della presenza di Lilith. Bastava toccare la punta del naso al piccolo per farla allontanare all'istante. Lilith viene anche paragonata ad alcuni personaggi storici o pseudo-storici, come la Regina di Saba o Elena di Troia. Nell'Europa Medioevale si credeva che fosse la moglie, la concubina o la nonna (!) del Diavolo in persona.

martedì 16 luglio 2013

SIRENE: IL MISTERO È DAVVERO SVELATO ?



Nell'estate del 1997 il NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration), l'ente americano che si occupa di metereologia, clima e correnti marine registrò un suono proveniente dalle coordinate 50° S 100° W sopra l'Antartide al largo delle coste occidentali del Sud America. Il suono, secondo gli scienziati, avrebbe avuto le frequenze tipiche di una creatura vivente. Ma non tornava un particolare: per produrre un suono del genere la creatura doveva essere gigantesca, più di ogni creatura conosciuta. Quel fenomeno sonoro, che non si è più ripetuto, venne ribattezzato "Bloop". Il Bloop però non ha a che fare con altri esperimenti che sono avvenuti per mano dell'uomo: quelli dei sonar della marina USA che provocarono lo spiaggiamento di numerose balene, morte in seguito ai gravi danni subiti ai tessuti delle orecchie e del cervello. Gli spiaggiamenti risalgono ai primi anni 2000, ma molte associazioni ambientaliste sostengono che la causa delle attuali morie di cetacei sia sempre da attribuirsi ai medesimi esperimenti.
Questi sono i fatti reali da cui parte "Sirene: Mistero Svelato" un avvincente documentario trasmesso di recente da Discovery Channel, canale della piattaforma SKY che ha ripreso l'originale americano di Animal Planet "Mermaids: The Body Found".
La trasmissione si presenta come un docu-drama (o un mockumentary): ovvero una fiction creata ad arte per sembrare un documentario reale. Spesso questo genere di produzioni si basano su premesse di fatti veri e provati, che in questo caso abbiamo appena enunciato.
Poi ci sono le leggende: quelle sulle Sirene ricorrono (curiosamente) un po' in tutte le culture del mondo, dai marinai greci e vichinghi, ai cinesi nel periodo delle grandi esplorazione marittime, ai capitani delle baleniere del XIX secolo, fino ai registri di bordo di Cristoforo Colombo: «non erano così belle come vengono dipinte, anche se in qualche misura hanno un aspetto umano in volto», appuntò - non senza disappunto - il grande navigatore genovese. Quello che vide fu
probabilmente una colonia di Lamantini, curioso mammifero acquatico le cui femmine hanno perfino delle mammelle, il loro nome deriva infatti da "manattoui" che nella lingua degli indiani Seminole significa "petto di donna". In mare aperto possono essere effettivamente confusi con un essere umano (da una bella distanza, con un po' di stanchezza alle spalle o qualche goccio di brandy di troppo). Altre “prove” a sostengo del mito sarebbero i presunti ritrovamenti di punte di lance all'interno di pesci pescati in alto mare, ritrovamenti che proseguirebbero da secoli. E inquietanti graffiti rupestri.
Il mockumentary di Discovery è straordinario per fattura e phatos, fin dalla ricostruzione dello spiaggiamento della prima Sirena, ritrovata e filmata con un cellulare da dei ragazzi nel 2004, il cui video "che state vedendo non è stato mai trasmesso prima d'ora", recita la voce fuori campo. Tale Paul Robertson del NOAA, intervistato nel corso dello speciale, confessa come la testimonianza ufficiale della marina su quel ritrovamento fu cambiata più volte e i militari rivendicarono i resti di quello che trovarono. Un'altra creatura, sempre secondo una testimonianza di un ex-ufficiale, che non si fa riprendere in volto, sarebbe stata addirittura catturata viva e morta in cattività nel 2007.
Il ritrovamento dei resti di una Sirena, all'interno di uno squalo, e le analisi condotte sul cadavere, avrebbero provato la provenienza umanoide. Quelle che avevano davanti gli scienziati del NOAA non erano pinne ma erano mani.
La storia finisce con il solito Cover Up governativo che smonta il laboratorio di Robertson e con esso le prove dell'esistenza di queste creature. Tuttavia si salvano le registrazioni. Esattamente come nella realtà, quello che resta è la curiosità sull'origine del Bloop e l'affascinante teoria della "scimmia acquatica" che ipotizza un'evoluzione marina da parte di alcuni nostri "antenati" 7 milioni di anni fa. Un'idea evoluzionistica non campata in aria (l'orso bianco, ad esempio, sta diventando sempre più un animale marino) che tuttavia ad oggi manca di prove e di riscontri scientifici.

"Mermaids: The Body Found" non specifica nei titoli di coda che (quasi) tutto quello che si è visto è fiction. Negli Stati Uniti, dopo la prima messa in onda, questa omissione scatenò un mezzo putiferio, con tanto di petizioni per chiedere al governo la verità sull'esistenza delle Sirene. Il National Ocean Service fu costretto ad emettere un comunicato nel 2012 in cui si specificava che non vi era “riscontro della presenza di creature umanoidi acquatiche”. Mai una gioia.

lunedì 8 luglio 2013

Roswell: La Storia diventa pop, ma resta sempre Storia

L'articolo che state per leggere, pubblicato proprio oggi, ne 66esimo anniversario dell'Incidente di Roswell, è stato scritto da DAVID MAZZERELLI, che ringrazio, sperando che questo sia soltanto l'inizio di una proficua collaborazione!

Il doodle di Google che ricorda oggi l'incidente di Roswell dell'8 luglio 1947 non è solo un elemento grafico carino e un giochino divertente da fare mentre lavoriamo con il più celebre motore di ricerca al mondo, è anche un segnale piuttosto significativo sia dal punto di vista della cultura-POP che da un punto di vista della consapevolezza generale.
Roswell è l'UFO-crash per eccellenza, quello più famoso e celebrato, quello da cui si è sviluppata una cittadina in mezzo al deserto grazie alla leva commerciale del “turismo ufologico”. Non più per parchi nazionali, monumenti, santuari o casinò: si va in New Mexico per visitare il National Ufo Museum e per comprare le tazze e i cappellini con gli alieni. Roswell è immaginazione, è storia e leggenda, è film e serie TV, è l'icona del volto dell'alieno grigio con gli occhi grandi e la bocca piccola, sono le immagini del filmato dell'autopsia che scorrono nelle nostre TV.
Roswell appartiene alla cultura POP della seconda metà del '900 e dei nostri decenni attuali come l'assassinio di Kennedy o il Watergate, come John Lennon e Michael Jackson. Roswell ha ispirato Spielberg in “Incontri Ravvicinati del Terzo” e tutta la trama di “X Files”, vera icona degli spensierati anni '90.
Ma oltre la cultura POP, ben impressa nelle nostre T-Shirt, c'è anche una storia reale: quella che parla di un comunicato stampa ufficiale dell'esercito in cui si ammetteva l'UFO crash, comunicato subito ritirato il giorno successivo per essere poi goffamente riscritto con la versione del pallone sonda, quel progetto Mogul che non convinse mai nessuno, tanto meno gli esperti. Come fu possibile che un pallone sonda - usato per rilevare eventuali test nucleari sovietici - di compensato e tessuto, di poco più di un metro di diametro, fosse scambiato per i rottami di una lega metallica che non si bruciava e, se piegata, tornava alla forma originaria? Come aveva potuto una piccola sonda riempire di rottami ettari di deserto? Non erano solo i racconti degli agricoltori e dei mandriani del luogo a dirlo ma anche testimonianze ufficiali di militari, piloti e autorità locali.
Gli altri fatti sono che dal 1947 la tecnologia ha fatto un salto spaventoso come mai nella storia dell'umanità: sono stati più rivoluzionari gli ultimi 60 anni che tutto il millennio precedente.
Magari parleremo più avanti di reverse engineering, delle testimonianze di Bob Lazard, del Santilli footage (il cui bianco e nero ricorda tanto quello del doodle di Google) e di tante altre storie legate a Roswell.

Oggi festeggiamo il mito e una consapevolezza globale che arriva a tutti, grazie alla cultura di massa. Niente di male: a volte è più efficace un'immagine stampata in testa che mille pagine scritte.