domenica 22 dicembre 2013

UN NATALE... MOSTRUOSO!!!

Da questa mattina (22/12), fino al 25/12 il mio Ebook sulla criptozoologia, A Caccia di Mostri, sarà completamente gratis!!! Un'occasione unica per fare/farsi un bel regalo, a costo zero, alla faccia della crisi!!!
Sinossi:
In parole povere, la Criptozoologia potrebbe essere descritta come la scienza che studia le creature che ancora non sono state classificate dalla Scienza Ufficiale. I cosiddetti Mostri.
Questa particolare branca della scienza, si divide in due parti, distinte tra loro ma, in qualche maniera, strettamente collegate: la Criptozoologia Accademica, ovvero la scienza che si occupa dello studio "puro" delle forme di vita ipotetiche e non ancora classificate, cioè delle specie animali avvistate solo una o un paio al massimo di volte, semplici animali non ancora noti, e la Criptozoologia Folklorica, ovvero quella che si occupa delle creature, ipotetiche o reali, che hanno dato origine a miti e leggende, oltre che a moderne ondate di avvistamenti e strani fenomeni documentati in qualche maniera. In questo ebook ci occuperemo di entrambi queti tipi di Criptozoologia, parlando di creature misteriose, delle teorie che tentano di spiegarne l'esistenza e delle leggende che la raccontano dalla notte dei tempi. In questo ebook si parla di Mostri, delle lore apparizioni e di quelli che ne hanno avuto esperienza! Analizzeremo le storie e le testimonianze che li riguardano, studieremo gli elementi folklorici che compongono queste storie e cercheremo di stilare delle ipotesi realistiche a riguardo, fondendo così i due tipi di Criptozoologia. Andremo, per farla breve, a caccia di Mostri!
E buone, mostruose, feste a tutti!!!

martedì 17 dicembre 2013

Far Liath, l'Uomo Grigio

In Irlanda, le tradizioni sul Popolo Fatato hanno prosperato più che in altri luoghi, per secoli, e continuano a farlo, nonostante la cultura contenporanea tenda a lasciare poco spazio a certe tematiche. Tuttavia, le Fate non sono, come non mi stancherò mai di ribadire, i simpatici folletti alati che la gente, grazie alla Disney, tende ad associare alla parola "Fata". Molti esponenti del Piccolo Popolo, non sono affatto benevoli e carini, ma bensì orribili e spesso pericolosissimi. Tra queste Fate molto poco raccomandabili, possiamo trovare il Far Liath, Gray Man (Uomo Grigio), un essere che controlla le nebbie e le caligini delle zone costiere Irlandesi.
Le vere origini di questa misteriosa creatura sono sconosciute, ma di certo si sa che è conosciuta con un gran numero di appellativi. Nel North Antrim, è conosciutocome Brolaghan (Cosa Informe), anche se questo nome appartiene anche ad un'altra specie di Fata, del tutto estranea al tipo di cui stiamo parlando. Nelle regioni occidentali, in particolare nel Kerry, Galway e Sligo, questa entità è conosciuta come Old Boneless (Vecchio Disossato), anche se la ragione è del tutto sconosciuta. In altri luoghi, prendeva anche il nome Fir Lea. Secondo alcuni, il Far Liath sarebbe la forma moderna di una antica Divinità Celtica delle tempeste, adorata nei villaggi costieri attorno al 1500 AC, conosciuta anche come An Fir Lea. Moltissimi esponenti del Piccolo Popolo sono, per il folklore, una forma mutata di antiche Divinità, il cui culto e le cui credenze sono sopravvissute all'avvento del Cristianesimo. Comunque fosse chiamato però, una cosa non cambiava: il Far Liath è un'entità pericolosa e ostile al genere Umano, che prova un grandissimo piacere nel provocare morte e disgrazie ai nostri simili.
Nessuno sa con certezza che aspetto abbia il Far Liath, visto oltretutto che le descrizione sono varie e difformi. In genere, questo Fatato appare non direttamente, ma sotto forma di spessa e avvolgente nebbia, che la scia sulla sua scia un malsano freddo umido. A Wexford e Waterford, questa Fata viene raffigurata come un'ombra confusa che si staglia controluce e, spostandosi, lascia una scia di nebbia gelida. Nel Clare e nel Kerry invece, viene descritto come una figura umanoide, avvolta da un mantello di nebbia che ne nasconde i lineamenti mentre, nelle contee di Down e Antrim, il Far Liath appare sotto forma di gigante, vestito in modo simile a un monaco, con tanto di cappuccio sulla testa, che cammina in mezzo al mare. Anche in altre regioni dell'Irlanda viene spesso identificato con un grande umanoide che cammina in mezzo al mare, non lontano dalle coste. Ogni sua forma però, ha un elemento in comune alle altre, la nebbia, onnipresente. Sembra anche che la sua sia una figura incorporea, proprio come le brume che lo accompagnano.
Anche se il suo ambiente preferito rimangono le zone costiere, il Far Liath lo si può incontrare anche sulle colline, sulle montagne e nelle zone paludose. Inoltre, essendo composto di nebbia e fumo, è possibile incontrarlo, cosa rara per un appartenente al Piccolo Popolo, anche in prossimità delle grandi città, forse intento a nutrirsi del fumo di camini e ciminiere.
Come già accennato, questa creatura odia profondamnte la nostra specie, e non perde occassione di arrecare danni e causare incidenti. Sfruttando le nebbie che lo accompagnano, il Far Liath nasconde gli scogli e le secche più pericolose, cercando di causare così dei naufragi. Queste stesse nebbie, vengono usate anche per far perdere l'orientamento ai viaggiatori, facendoli smarrire nelle brughiere. Ai giorni nostri, credo che questa Fata malvagia causi anche numerosi incidenti stradali, sempre oscurando la visuale con le mefitiche nebbie. Nella città di Ballycastle, North Antrim, la gente teme di essere condotti dal Far Liath sulle scogliere. Sulle scogliere, vi è uno stretto passaggio, che confìduce a una grande pietra piatta. Questo posto è conosciuto come "il sentiero dell' Uomo Grigio" e i locali se ne tengono alla larga, specie se il tempo tende a peggiorare. Si dice che soltanto i temerari o gli aspiranti suicidi si avventurino in quel luogo, visto che il Far Liath è sempre in agguato con le sue nebbie, pronto a disorientare il malcapitato e farlo precipitare sugli scogli. Neppure il chiudersi in casa è efficace contro le malefatte di questa Fata. Nelle zone di Cork e Limerick, si crede che l'Uomo Grigio possa infatti causare anche malanni, quali mal di gola, febbre e raffreddori. Secondo una leggenda locale, il solo tocco del Far Liath può far inacidire il latte e marcire le patate, i vestiti stesi ad asciugare rimarranno umidi e freddi senza poter asciugare, così come la torba accumulata, che non potrà essere dunque usata per alimentare il fuoco. Si dice inoltre, che vedere questa creatura porti una grande sfortuna.
Fortunatamente questa malefica creatura è per natura solitaria, inoltre agisce soltanto in un determinato periodo dell'anno, tra la fine dell'autunno e l'inizio dell'inverno. Il Far Liath non è capace di parlare, quindi non è in grado di attrarre i malcapitati con richiami o invocazioni fasulle di aiuto. La formula "Che Dio ti Benedica!" utile, secondo la tradizione, a scacciare molte Fate, con l'Uomo Grigio non sembra sortire gli stessi effetti. Ammesso che la creatura svanisca, tornerà in breve tempo, desiderosa di vendicarsi. Per tenere alla larga questa Fata, spesso vengono usate piccole immagini sacre, crocifissi o alcuni oggetti particolari, come una manciata di terra benedetta (meglio se da un vescovo) o una moneta d'argento, sulla quale bisogna restare seduti per tutta la durata di una messa. Questi talismani sono in genere piuttosto efficaci ma, il Far Liath è estremante vendicativo e non mancherà di scatenare tutto il suo malefico potenziale sul malcapitato, non appena questo abbassa la guardia e le sue difese.
Data la sua natura "nebbiosa", è quasi impossibile distruggere questa creatura. Come la maggior parte delle Fate, il Far Liath sembra temere il ferro ma, anche con questo, gli si può arricare soltanto un danno limitato, cosa che scatenerà in seguito tutta la sua malvagità. Come già detto, fortunatamnte questa Fata agisce solo in un ristretto periodo, ma è comunque considerata una delle più pericolose della sua specie.

Prudenza quindi, la prossima volta che si alzerà la nebbia...

martedì 10 dicembre 2013

La Caccia al "Water Horse" del Loch na Beiste

Al giorno d'oggi, la scoperta (certa) di un "Water Horse" o Kelpie, i mitici "Cavalli d'acqua" Fatati, susciterebbe un enorme scalpore. Queste creature sono sono sospese tra il folkore puro e la criptozoologia accademica. Molti "Mostri Lacustri" scozzesi (e la Scozia, oltre che al famoso Nessie di Loch Ness, ne è davvero piena) sono, molto spesso, identificati con i Kelpie. Come dicevamo, la scoperta di uno di questi esseri, desterebbe oggi una grande attenzione, anche perchè sarebbe una conferma alle teorie, spesso balzane, di criptozoologi e folkloristi. Un tempo non vi erano però questi dubbi. Nel XIX secolo, ad esempio, l'esistenza di questi esseri, quale che fosse la loro natura, era talmente certa che si organizzavano addirittura battute di caccia al "Water Horse" come, ad esempio, quella avvenuta sul Loch na Beiste nel 1840. Questo lago, che si trova nelle Highlands Scozzesi, a metà stada tra Udrigil House e il villaggio di Mellon Udrigil, deve il proprio nome (Lago della Bestia) a una misteriosa creatura che avrebbe vissuto nelle sue profondità, conosciuta dalle popolazioni locali semplicemnte come "The Beast" (appellativo che viene dato anche a Nessie, peraltro). La "Bestia" terrorizzava, non si sa precisamente come, i fittavoli della tenuta in cui si trovava il lago. Gli inquilini chiedettero quindi al proprietario delle terre, Mr. Bankes, di occuparsi del mostro. Mr Banks, era molto scettico a riguardo ma le pressanti richieste, unite alle testimonianze di alcune persone fidate (sia tra i locali che tra alcuni visitatori) convinsero il gentiluomo ad agire. Secondo le descrizioni, la Bestia era grande come una barca, con la schiena gobbuta e percorsa da una specie di cresta. Descrizioni più precise non ne sono pervenute. James Mackenzie, che lavorava come marinaio sullo yacht di Banks, l'Iris, raccontò di aver lavorato insieme a un altro marinaio, alla realizzazione di una grossa pompa, azionata da due cavalli, che sarebbe servita per prosciugare il lago(!). La pompa venne piazzata in un punto dove avrebbe potuto, tramite appositi tubi, convogliare l'acqua risucchiata verso il mare (il lago si trova a pochissima distanza dalla costa). Secondo i piani, per svuotare l'intero lago sarebbero occorsi ben due anni! James Mackenzie si occupò della pompa in questo periodo ma, come era ovvio, il progerto era destinato a fallire. Infatti, il lago si riempiva nuovamente ad ogni periodo piovoso. Visto l'imminente insuccesso, il panfilo Iris fu inviato a Broadford, nell'isola di Skye per procurarsi del materiale, Mackenzie andò anche lui. A Broadford acquistarono quattordici barili di calce viva. La calce venne trasportata fino a Udrigil, e poi verso il lago. Anche una scialuppa dell'Iris fu portata al Loch na Beist. Con questa, Mackenzie e un altro marinaio, ebbero l'ordine di scandagliare l'intero specchio d'acqua. Una volta individuati i punti più profondi, avrebbero dovuto lasciarvi affondare un barile di calce viva bucato, in modo da poter rilasciare il suo velenoso contenuto. Una vera e propria trappola chimica in effetti. Dopo questo trattamento "tossico", la Bestia sembrò dare pace agli abitanti della zona, quindi Banks e la sua squadra si fregiarono del titolo di "Uccisori di Mostri". Ad ogni modo, nessun corpo fu ritrovato e, qualche anno dopo, gli avvistamenti ripresero, anche con una certa frequenza. E' dunque palese che, per quanto invasiva, la trovata di Banks fu completamente inefficace. L'unica cosa che riuscì fu, forse l'inquinamento di uno specchio d'acqua noto per la sua pescosità e per la grandezza delle sue trote. Ma, davvero, cosa accadde? Di certo, non credo lo sapremo mai. Personalmente, vedo una certa attinenza con la teoria che vedrebbe le creature lacustri scozzesi, come un tipo di mammiferi marini o grossi pesci abitanti l'oceano ( vedi Le Isole del Mistero ), che si recherebbero nei lochs (non distanti dalla costa appunto) tramite passaggi sommersi o altre vie per riprodursi o in altre occasioni specifiche. Se così fosse davvero, probabilmente, quando Banks effettuò il suo "bombardamento chimico", il lago era deserto. E la Bestia, ha potuto tranquillamente continuare ad abitare questo remoto lago scozzese.

giovedì 5 dicembre 2013

Il Krampus

Il Krampus, è una creatura bestiale del folklore Alpino, che si occupa di punire i bambini cattivi durante il periodo di Yule, in netto contrasto con la figura di San Nicola (Babbo Natale), che invece porta doni e leccornie ai bambini educati e tranquilli. Si racconta che il Krampus è solito catturare i monelli che, chiusi nel suo sacco, vengono portati nella tana del Demone, dove non è ben chiaro cosa accadrebbe loro...
Il Krampus, viene solitamente rappresentato come una creatura di aspetto demoniaco, bestiale, pelosa e cornuta. Le sue origini derivano dall'antico folklore Germanico, ma la sua influenza è diffusa ben oltre i confini Tedeschi. Tradizionalmente, in Austria, Baviera Meridionale, Alto Adige, Nord Friuli, Ungheria, Slovenia, Repubblica Ceca e Croazia, la notte del 5 dicembre (vigilia del girono di San Nicola, secondo molti calendari ecclesiastici) i giovanotti si travestono da Krampus e vagano per le strade, dei propri villaggi, spaventando i bambini con campanacci e catene arrugginite.
Sono moltissime le varianti locali del Krampus ma, in linea di massima, il suo aspetto ha dei tratti molto ben definiti. E' una creatura pelosa, solitamente di colore marrone o nero, dotata di zoccoli e corna caprine. La lingua, lunga e appuntita, di solito ciondola fuori dalla bocca. Spesso trasporta catene e campanacci, tratto che ha in comune con il Diavolo della tradizione Cristiana. Una caratteristica di origine pagana è invece il "ruten", un fascio di rami di betulla che il Krampus usa per spaventare i bambini. Questi fasci di betulla hanno origine in alcuni riti di iniziazione pre cristiani e, in alcune raffigurazioni, sono stati sostituiti da una frusta. A volte, il Krampus porta sulla schiena un sacco o una sorta di tinozza. E' con quello che trasporta i bambini cattivi che cattura.

Come già accennato, le origini del Krampus derivano dalle antiche credenze Germaniche Pagane. Sarebbe stato, infatti, il figlio di Hel, la Dea degli Inferi delle credenze Germanico-Norrene.
Oltre a questi "nobili natali", il Krampus condivide molte caratteristiche fisiche con i Satiri e i Fauni della Tradizione Classica. In Repubblica Ceca e Slovacchia invece, il Krampus sembra derivare da una figura mitologica chiamata čert, a sua volta proveniente dai Demoni della tradizione Slava, conosciuti come chort. Come al suo solito, la Chiesa Cattolica scoraggiò le celebrazioni che riguardavano questa figura. Anche l'Inquisizione si impegnò in tal senso, fortunatamente senza grossi risultati. La tradizione del Krampus resisteva. Non potendo sconfiggerla, la Chiesa fagocitò questa creatura, e i riti ad essa correlati, nelle sue celebrazioni invernali, affiancandola a San Nicola. La notte tra il 5 e il 6 dicembre (San Nicola), è appunto conosciuta, nelle regioni Alpine e nei Paesi dell'ex Impero Austroungarico, come Krampusnacht, o Notte del Krampus. In questa notte, l'essere peloso e cornuto gira per le strade e le campagne, terrorizzando i villici e rapendo i bambini disobbedienti. Secondo alcune tradizioni, accompagnerebbe San Nicola in persona che invece, vestito come un vescovo di rito orientale, va di casa in casa a premiare i bimbi ubbidienti con doni e dolciumi. Il suo peloso aiutante quindi, svolgerebbe il lavoro sporco nel caso i piccoli siano sulla "lista nera della Chiesa" (bello il sincretismo. Il santo cristiano porta doni mentre lo spirito Pagano è uno spauracchio... Davvero un credo di amore e tolleranza). Una singolare usanza in merito è la Krampuslauf, una corsa tra figuranti vestiti da creature del folklore spesso ubriachi, visto che vengono "incentivati" offrendo loro robuste quantità di "Krampus Schnapps" un forte distillato di frutta, molto simile alla grappa. In queste celebrazioni prendono parte anche i Perchten, altra figura Germanica Pagana, una sorta di Spiriti Selvaggi, anche in sembianze femminili, il cui culto è però, almeno in origine, celebrato nel periodo che va dal Solstizio d'Inverno al 6 gennaio.

martedì 3 dicembre 2013

A Caccia di Mostri

A Caccia di Mostri
Di Marco Valle
Copertina di Ronny Achille
Disponibile su Kindle Store
84 Pagine Prezzo 1,54 Euro
Sinossi:
In parole povere, la Criptozoologia potrebbe essere descritta come la scienza che studia le creature che ancora non sono state classificate dalla Scienza Ufficiale. I cosiddetti Mostri.
Questa particolare branca della scienza, si divide in due parti, distinte tra loro ma, in qualche maniera, strettamente collegate: la Criptozoologia Accademica, ovvero la scienza che si occupa dello studio "puro" delle forme di vita ipotetiche e non ancora classificate, cioè delle specie animali avvistate solo una o un paio al massimo di volte, semplici animali non ancora noti, e la Criptozoologia Folklorica, ovvero quella che si occupa delle creature, ipotetiche o reali, che hanno dato origine a miti e leggende, oltre che a moderne ondate di avvistamenti e strani fenomeni documentati in qualche maniera. In questo ebook ci occuperemo di entrambi queti tipi di Criptozoologia, parlando di creature misteriose, delle teorie che tentano di spiegarne l'esistenza e delle leggende che la raccontano dalla notte dei tempi. In questo ebook si parla di Mostri, delle lore apparizioni e di quelli che ne hanno avuto esperienza! Analizzeremo le storie e le testimonianze che li riguardano, studieremo gli elementi folklorici che compongono queste storie e cercheremo di stilare delle ipotesi realistiche a riguardo, fondendo così i due tipi di Criptozoologia. Andremo, per farla breve, a caccia di Mostri!  

giovedì 14 novembre 2013

LA CREATURA DEL LAGO TIANCHI

L'uscita sullo store di Amazon del mio saggio sulla criptozoologia, "A Caccia di Mostri! è imminente. In anteprima, per i lettori del mio blog, una delle bestie che andremo a scoprire!

L'Heavenly Lake, conosciuto anche con il nome di Lago Tianchi in Cinese e Lago Chonji in Koreano, si trova nella remota regione cinese di Jilin, ai confini con la Korea del Nord. Il lago giace sul fondo di un antico cratere vulcanico, sulla cima del monte Baekdu, a 2360 metri di altezza. Raggiunge la considerevole profondità di 400 metri in alcuni punti ed è il lago formatosi in un cratere più alto del mondo. Sembra inoltre che, nelle sue acque si aggiri una grande e misteriosa creatura, avvistata molte volte nel corso degli anni. Il mostro viene descritto come un grande animale di colore grigio nero, lungo all'incirca una decina di metri e con la testa di forma vagamente allungata. Il primo avvistamento di cui si ha traccia certa, sembra risalga al 1903, quando la creatura avrebbe attaccato tre persone. In quel caso descrissero l'animale con la testa simile a quella di un bufalo. Si racconta che la bestia sparì nell'acqua ruggendo, quando i sopravvissuti aprirono il fuoco su di lei con dei fucili. Nell'agosto del 1962, sul lago furono avvistate, numerose volte, due grandi esseri che si inseguivano l'un l'altro nell'acqua, come giocando tra di loro. Il mostro quindi sembra non essere neanche solo. Nel 1968, il sig. Chou Fon Yin, un membro del Dipartimento Meteorologico del Distretto di Jilin che si trovava sulle rive del lago, sostenne di aver notato una strana onda verso la riva Nord Orientale, dalla quale emersero due figure scure. Chou usò un binocolo per vedere meglio, riconoscendo quindi le macchie scure come due grandi creature che nuotavano assieme, che descrisse di colore grigio nero, con teste simili a quelle di un cane. Le creature si muovevano piuttosto velocemente, lasciando alle loro spalle una lunga scia. Il 24 luglio 1994, un gruppo di 40 persone, tra le quali un professore universitario Giapponese rimasto però anonimo, affermò di aver osservato e fotografato una grande creatura nuotare sulla superficie del lago per circa 30 minuti. Sempre nel 1994, un Organo di Informazione Statale Cinese, riportò la notizia che un turista, di nome Meng Fanyng, sosteneva di aver osservato una strana bestia, di forma simile a quella di una grande foca, saltare fuori dall'acqua a circa 10 metri da riva. Nel luglio 2005, il China Daily pubblicò il racconto di un uomo di 52 anni, Zeng Changchun, che diceva di aver visto e filmato la creatura, assieme alla figlia e al genero. Nel 2007, il reporter Zhuo Yongsheng girò un filmato di 20 minuti, nel quale si potevano osservare diverse creature nuotare nel lago a coppie. Zhuo descrisse le creature così: "Pinnipedi simili a delle foche, che nuotavano molto velocemente, quasi quanto una barca a motore. A volte si immergevano, per poi riaffiorare poco distante. Era impressionante come si muovessero in perfetta sincronia. Le loro pinne erano lunghe quasi quanto il corpo, somigliavano a delle ali...".
Molti sono stati dunque gli avvistamenti, forse più di quelli di cui siamo a conosceenza. Nonostante le segnalazioni, fino ad oggi non è stato ancora svolta nessuna seria ricerca nel lago, quindi nulla può essere dato per scontato. Volendo non considerare le teorie a riguardo di plesiosauri o altre improbabili animali credo, e non sono il solo, che anche queste creature possano essere ricondotte a una qualche specie di lontra o foca non ancora classificata.  

sabato 9 novembre 2013

I Pukwudgies. Il Piccolo Popolo del New England?

Il Massachusset è uno dei primi Territori Americani colonizzati dagli Europei. Prima dell'arrivo degli Uomini Bianchi, queste terre erano comunque frequentate dalle Popolazioni Native. Inevitabilmente, terre da sempre abitate, anche da culture differenti, possiedono un ricchissimo bagaglio culturale e folklorico, compresivo di leggende su creature misteriose ed antichi orrori. E il Massachusset non fa eccezione. Tra le creature del folklore locale, ce n'è una, in particolare, che tanto si avvicina ai racconti Europei sul Piccolo Popolo.
La Tribù Wampanoag, che abitava nei pressi della Foresta di Bridgewater da circa 10000 anni, aveva una ricchissima tradizione orale. Le loro storie parlavano di un Gigante Ancestrale, Maushop, che costruì il territorio della zona (sarebbe addirittura "l'ideatore" di Cape Cod) ad uso e consumo degli Uomini, di cui era amico. Ma non tutte le entità erano amichevoli verso i nostri simili... Nei boschi si sarebbero nascosti degli esseri di piccola taglia, sfuggenti, malvagi e vendicativi: i Pukwudgies. Queste creaturine vengono solitamnte descritte come molto simili nell'aspetto ai Troll Scandinavi, alte però soltanto dai 30 ai 60 centimetri. Secondo i Locali, i Pukwudgies non sarebbero sempre stati ostili nei confronti dell'Uomo anzi, un tempo collaboravano attivamente con la nostra specie. Ad un certo punto però, divennero gelosi di Maushop, di sua moglie Quant e dei favori che riservavano alle tribù Wampanoag. Così, da piccoli alleati, i Pukwudgies si traformarono in acerrimi persecutori dei Nativi, attaccando villaggi, bruciando le abitazioni e uccidendo o rapendo gli individui più belli e forti (analogia col Piccolo Popolo?). I Wampanoag chiesero dunque aiuto a Maushop, per fermare queste persecuzioni. Il Gigante andò in loro soccorso, afferrando intere comunità di Pukwudgies e lanciandole lontano. Moltissimi morirono, ma non tutti. I pochi sopravvissuti, ormai sparsi per tutto il territorio del New England, si riprodussero e riorganizzarono. La loro vendetta non tardò a scatenarsi, e altri villaggi Umani vennero dati alle fiamme. Ancora una volta i Nativi cercarono l'aiuto del Gigante. Maushop questa volta non intervenne direttamente, ma mandò i suoi tre figli a fronteggiare i piccoli ma letali avversari. I malefici folletti erano però pronti con un piano. Attirarono i tre guerrieri nell'erba alta con un trucco e li uccisero con delle frecce avvelenate. Maushop e sua moglie, distrutti dal dolore e rosi dal desiderio di vendicarsi, fecero appello a tutti i loro poteri e, aiutati dagli Uomini, sterminarono sistematicamente i Pukwudgies. Sfortunatamente, alcune di queste malefiche creaturine riuscirono a scamparla. Si rifugiarono nel fitto dei boschi del New England e da li, ancora oggi, continuano la loro guerriglia al Genere Umano. Soltanto negli ultimi venti anni, numerosi testimoni raccontano di aver avvistato queste creature. Le descrizioni concordano praticamente sempre sul loro aspetto. Ben tre avvistamenti recenti sono avvenuti nella zona della Bridgewater State Forest, e uno in un cimitero del New Hampshire. Tutti i testimoni erano assolutamente terrorizzati.
Un altro tratto che li accomuna alle Fate sono i poteri. Anche molti Pukwudgies sarebbero capaci di prendere forme animali, lanciare maledizioni e brillare al buio, di una sinistra luce verdastra, a comando. Non a caso i primi coloni Europei, che erano Anglosassoni, li identificarono proprio con le Fate e i Folletti delle loro campagne. L'arrivo successivo di emigranti Irlandesi non fece altro che consolidare l'idea. Anche i Nativi che si convertirono al cristianesimo continuarono a temere questi mostriciattoli, aggiungendo loro una connotazione diabolica. Credevano infatti che si trattasse di servi del Diavolo, mandati a tormentare i buoni cristiani.

Come i loro cugini Europei, anche i Pukwudgies sono ancora oggi molto rispettati da chi vive nelle zone boscose del New England. Per tanti potrà essere solo una sinistra leggenda, ma chi in quelle foreste ci vive e lavora, sa sempre in cuor suo che qualcosa di maligno potrebbe nascondersi tra gli alberi, qualcosa che odia ferocemente la nostra Specie e che potrebbe sempre essere in agguato...

venerdì 8 novembre 2013

Navi Fantasma ( di Alessandro Girola ) RECENSIONE

Molti autori "Self Publisher", mettono in rete i loro racconti e/o romanzi, di ogni genere. Il che, a mio avviso, è un bene, visto il panorama editoriale Italiano, soprattutto a riguardo di certe tematiche. Pochi riescono a scrivere bene sia un racconto che un saggio. Uno di questi è il mio stimato collega Alessandro Girola. Oltre alle sue storie, il buon Alessandro ha messo in rete anche un saggio che non sfigurerebbe  per nulla tra i "Misteri di McGlen". L'ebook in questione si intitola "Navi Fantasma", e l'argomento trattato sembra piuttosto ovvio...
Le Navi Fantasma. Qualcosa di vagamente inquietante c'è già nell'idea di andar per mare, soprattutto doveva esserci nei decenni scorsi. Quando poi leggi di storie come queste, la voglia di imbarcarti ti scema...
Chiariamo un punto:  sono nato e cresciuto sulla costa, mio padre è un pescatore e ho visto la mia prima balena a otto anni, fatto surf coi delfini e diving con squali e tartarughe, quindi il Mare non mi sciocca più di tanto... Ma sono una bestia da sottocosta, e l'idea di navigare un pochino mi mette ansia. Dipendi in tutto e per tutto da quel guscio artificiale che ti circonda e, soprattutto, da chi lo governa. Ovvio pensare che le storie di navi dai destini incerti e maledetti suscitino in molti un brivido freddo.
Il Libro di Girola esamina approfonditamente alcuni dei più misteriosi episodi occorsi nella storia della navigazione attraverso una serie di articoli molto completi e dettagliati. Navi il cui equipaggio è scomparso nel nulla, che sono sparite nel nulla o, a bordo delle quali, sono accaduti fatti raccapriccianti. Sicuramente una lettura adatta prima di imbarcarsi per una crociera! Assolutamente un ebook da scaricare, completo e appassionante, impreziosito in chiusura da un'ottima dissertazione sul tema di Davide Mana. Aspetto soltanto altri saggi a tema del buon Alex, che dimostra una gran competenza in merito!

NAVI FANTASMA di Alessandro Girola disponibile su AMAZON 

lunedì 28 ottobre 2013

Halloween Ghost Tour Triora, by Autunnonero

Sabato scorso (26/10) ho finalmente partecipato a uno dei Ghost Tour a Triora, organizzati da Autunnonero, un'associazione culturale che si prefigge come scopo (riporto a piè pari dal loro sito) di "Promuovere il folklore quale veicolo privilegiato per la riscoperta del patrimonio storico-culturale attraverso lo studio e la creazione di eventi legati alle suggestioni crepuscolari dell'horror e del fantastico" , ovviamente non potevo essere che d'accordo!
Per tutta l'estate, mi sono ritrovato a dover accantonare, per mille motivi, l'idea di partecipare a uno di questi eventi. Fortunatamente sono riuscito a liberarmi per l'evento, a mio avviso, più significativo della stagione: il Ghost Tour di Halloween.
Prima di tutto, parliamo della location, Triora, la "Salem Europea", il meraviglioso borgo ligure che visse, nel 1587, una vera e propria caccia caccia alle streghe, dovuta in gran parte alla sopravvivenza di antichi tradizioni Pagani in questa zona (vedi il mio articolo "Triora, il Paese delle Streghe"). Triora possiede davvero un'ambientazione suggestiva, malinconica e inquietante alle stesso tempo. Ideale per un'evento come questo.
Le affascinanti coreografie con il fuoco 
dell'Associazione Culturale Iannàtampé
Il Ghost Tour di Halloween è stato tenuto da tre coppie di bravissimi storytellers, impersonanti svariati personaggi del folklore e delle leggende di questi luoghi. Ho potuto così incontrare una giovane morta, le cui ossa furono trafugate, un ladro di cadaveri, la Dea Ecate, un licantropo,una strega, un cerusico della Peste etc etc... Questi ragazzi ci hanno guidato per le strette vie di Triora, spiegando con chiarezza e trasporto i fatti spaventosi e le leggende di questo affascinante lembo di Liguria (Adoro il Ponente Ligure! Sono del centro Liguria, ma il mio ago della bussola pende decisamente a Ovest), scortando il viandante attraverso tre Mondi: Il Mondo dei Morti, il Mondo delle Feste, dei Miti e delle Creature del Folklore e il Mondo delle Streghe...
Giudizio positivo, positivissimo.  Il prossimo anno, riparteciperò, portando anche altri amici. Un'occasione unica per poter far conoscere le tradizioni e l'oscuro appeal della nostra Regione. Si, la Liguria è conosciuta per le sue coste, ma il suo cuore è fatto di fasce e di terra... Di foglie di castagna e di brughi... Un cuore oscuro, tutto da scoprire.
Ringrazio gli Storytellers, i ragazzi dell'Associazione Culturale Iannàtampé, che giocavano col Fuoco, la Ragazza con l'Arpa e tutto Autunnonero per questa iniziativa, quello che ci voleva per la nostra Regione!

LA LEGGENDA DI HALLOWEEN. Ebook GRATIS in promozione!

Ormai manca pochissimo ad Halloween! Halloween, o Samhain, è una delle ricorrenze più suggestive dell'anno! Ne conoscete tutti i segreti, la storia, le leggende che lo riguardano? Visto che ormai quasi ci siamo, LA LEGGENDA DI HALLOWEEN, è disponibile su AMAZON in promozione, completamente GRATIS!
Ma affrettatevi, l'offerta è valida solo fino alla mezzanotte del 31 ottobre...

Sinossi:
Halloween, la Notte delle Streghe! La notte del "Dolcetto o Scherzetto". Una sorta di Carnevale autunnale importato dall'America. E' davvero così? No di certo. Dietro a questa antica festività si cela una lunga ed affascinante storia. Scoprite le origini di Halloween, i suoi più antichi significati, le tradizioni e le strane storie che hanno come protagonista la Notte più tenebrosa dell'anno!

mercoledì 23 ottobre 2013

LE ISOLE DEL MISTERO... GRATIS!

Da questa mattina, alle ore 06.00 AM circa, fino a Lunedì 28/10, stessa ora, il mio ebook sul folklore, le leggende e i misteri di Irlanda e Regno Unito, LE ISOLE DEL MISTERO, sarà in promozione gratuita su AMAZON

Sinossi:
Una piccola guida introduttiva al folklore, le leggende e i luoghi misteriosi di Regno Unito e Irlanda. Appunti di viaggio utili a chi volesse mettersi sulle tracce di Fate, Folletti, Fantasmi e strane creature, tra i prati e le foreste dell'Arcipelago Britannico.

lunedì 21 ottobre 2013

AIUTA ALEX, E' IL SUO COMPLEANNO!!!

Secondo mia moglie, Internet è diventato una sorta di Caffè Letterario 2.0. Ci si incontra virtualmente e ci si scambiano idee e opinioni. Che tu sia uno scrittore indipendente o un folklorista pazzo, poco importa... Chi di Voi ha fatto ancora il militare lo sa... Non si lascia nessuno indietro! Alex Girola, per il suo prossimo compleanno, chiede Elisabetta Canalis e, per l'Inferno, farò quanto in mio potere per poterglierla far avere!
Tutto vi viene spiegato nel suo post Regala Elisabetta Canalis ad Alex. Mettetevi una mano sulla coscienza e partecipate, forza!!!

sabato 19 ottobre 2013

Lo Yeti è un orso. O no?

Il 17 ottobre, si è sparsa in rete, e non solo, la notizia che il professor Brian Sykes, docente di Genetica presso l'Università di Oxford, dopo alcuni studi effettuati su due (2) peli, sia riuscito a identificare con precisione il famoso Yeti Himalayano. Si tratterebbe di un orso, per la precisione di un ibrido tra un orso polare e uno bruno. I campioni proverrebbero da una mummia rinvenuta circa 40 anni fa nella regione Indiana di Ladakh e da un esemplare rinvenuto in Buthan 10 anni orsono.
Confrontando il DNA estratto da questi due peli con un immenso database contenente tutti i genomi animali noti, Sykes avrebbe trovato una certa corrispondenza con quello di una specie di orso polare vissuto nelle isole Svalbard (Norvegia) in un periodo compreso tra i 120 mila e i 40 mila anni fa. Da questo, il genetista ha dedotto che l'animale in questione possa essere una specie ibrida. Per poterne avere la certezza, bisognerebbe poter catturare ed analizzare un esemplare vivo. Ovvio. E siamo quindi da capo, in mancanza di esemplari certi.
Presunto scalpo di Yeti
Non credo che questa sia una prova definitiva sulla faccenda, perchè si tratta di prove deboli e facilmente confutabili. Prima di tutto, i campioni sono di provenienza non ben definita. Ho fatto qualche ricerca in Rete, e, delle mummie da cui arrivano i due peli, non vi è più traccia. Potergli dare un'occhiata più da vicino avrebbe chiarito molti punti, ma non sarebbe stato ancora sufficiente. Tempo fa girava la storia di un presunto scalpo di Yeti, conservato in un monastero Tibetano. Dopo anni, per ammissione degli stessi monaci, si venne a scoprire che su trattava dello scalpo di unoYak, il peloso bovino himalayano. Potremmo trovarci davanti ad un'altra situazione del genere, ma stavolta è stato effettuato un esame genetico. E questo ha portato sulla pista dell'orso. Reihnold Messner, il famoso alpinista, sostiene questa teoria fin dagli anni '90. Messner afferma che esista una specie di orso di montagna, chiamato dai locali Chemo. Come teoria non è affatto fuori contesto, anzi, potrebbe essere davvero la giusta direzione in cui cercare, ma affermare la cosa solo dall'esame di due (2) peli, vecchi di decenni e di dubbia origine credo proprio che sia pretenzioso e avventato. E' da trovare, nel caso, anche una spiegazione plausibile per la correlazione genetica con un orso che viveva millenni fa appena sotto il Circolo Polare Artico. In breve, credo che non sia stato scoperto nulla di nuovo, in fondo. Credo anche, ma spero di sbagliarmi, che si tratti di una bufala. Opinione mia personale, ma ci sono troppi elementi mancanti o nebulosi per esserne certi. Perlomeno io non ne ho trovati.

giovedì 17 ottobre 2013

Ritrovato un Serpente Marino? Regaleco gigante rinvenuto nel Sud della California

Esempi di Regalechi pescati in passato
Jasmine Santana, una collaboratrice scientifica del Catalina Island Marine Institute, facendo snorkeling al largo della costa della California del Sud, ha rinvenuto, in questi giorni, la carcassa di un Regaleco della straordinaria lunghezza di 5 metri e mezzo.
Il Regaleco, noto anche come "Re delle Aringhe", è un pesce davvero raro e particolare. Ha un corpo lungo e stretto, con una pinna dorsale appuntita che corre lungo tutta la schiena, donandogli un aspetto bizzarro, come di una testa attaccata direttamente ad una lunghissima coda. In alcuni casi (documentati anche sul Guinnes dei Primati) questi pesci hanno raggiunto l'impressionante lunghezza di 11 metri! Nonostante le dimensioni, i Regalechi sono pesci innocui, sprovvisti di una dentatura vera e propria, in quanto si nutrono soltanto di zooplancton, calamari e crostacei che catturano filtrando l'acqua, un po' come le balene. Il ritrovamento è di per se un fatto davvero raro, visto che questi grandi pesci vivono, solitamente, a più di 3000 metri di profondità. Le loro comparsate in superficie sono quantomai sporadiche e hanno, secondo alcuni, ispirato più di una leggenda marinara a proposito dei "Serpenti Marini". Non è difficile immaginare lo stupore di un marinaio di altri tempi che avvistava, fortuitamente, un grosso esemplare nell'atto di affiorare. Vista la rarità del Regaleco, facilmente anche un marinaio veterano potava non aver mai visto nulla di simile. La forma particolare del pesce, le dimensioni e la suggestione facevano il resto. Il primo fimato in assoluto di un Regaleco vivo, risale solo al 2001!

Non si conosce la causa precisa della morte di questo esemplare, ne il motivo per cui si fosse spinto così a riva. In realtà sappiamo davvero pochissimo sui Regalechi, tanto che ci è sconosciuta anche una vaga stima del loro numero. Potrebbero essere una specie in via di estinzione e noi ne saremmo completamente all'oscuro! Questo è un chiaro esempio di quanto poco ancora conosciamo le profondità dei nostri mari. Tenedo presente questo dato di fatto, non è forse avventato, e pretenzioso aggiungo, ammettere con assoluta certezza che i "Mostri Marini" non esistono?


mercoledì 16 ottobre 2013

Breverton's Phantasmagoria: A Compendium of Monsters, Myths and Legends. Recensione

Sono appena rientrato da un breve viaggio a Londra. Mi ci reco abbastanza spesso, e ogni volta non manco di fare una capatina in libreria per cercare qualche bel volume, solitamente in tema con le mie ricerche del momento.
Questa volta mi è capitato tra le mani un curioso volume di uno stimato scrittore Gallese di "Oddities and Forteana", Terry Breverton.
Il tomo in questione si intitola "Phantasmagoria: A Compendium of Monsters, Myths and Legends". Decisamente quello che mi ci voleva, dato che sto lavorando ad un saggio sulla criptozoologia vista dal lato "folklorico".
Phantasmagoria è, come dice il titolo, un compendio ovvero una sorta di manuale su mostri, leggende e strane creature. Si passa dal Mago Merlino a Robin Hood, dalle Fate ai Demoni del deserto. Le voci sono innumerevoli, sintetiche ma dettagliate ( e non potrebbe essere altrimenti, visto che coprono una vastissima gamma di argomenti), ideali come punto d'inizio per ricerche più ampie, magari con Internet.  Le tematiche sono presentate in sezioni distinte (ad esempio "Persone Straordinarie", "Mostri Marini" etc...) organizzate in ordine alfabetico.
Il volume è inoltre impreziosito da una lunga serie di illustrazioni davvero stupende, molte riprese da antiche incisioni o da volumi medioevali. Le immagini contribuiscono molto a donare un'atmosfera in stile "bestiario", non necessaria ma, almeno per me, assai gradita.
Io ho acquistato la versione rilegata, con copertina rigida (384 pagine), a 9,99£ ma so che ne esistono anche altre versioni, compresa quella digitale (credo). Il volume è, ovviamente,per intero in lingua Inglese, non credo esista una versione tradotta in Italiano.
Una perla indispensabile per chi si vuole accostare al mondo del "Mistero" e un bellissimo, oltre che utile, pezzo da collezione per chi è già un addetto ai lavori. In pratica, consigliatissimo!

domenica 6 ottobre 2013

Il Punto della Situazione

Mi sono reso conto solo ora di una cosa, per me abbastanza importante. Il prossimo Primo Novembre, saranno esattamente 6 anni belli giusti che sono presente su Internet con i miei siti sul Mistero e il folklore! Per essere precisi, le mie ricerche sono iniziate molto prima ma, quasi 6 anni orsono, è andato online il mio primo sito a tema, Il Taccuino di McGlen, sulla defunta piattaforma Splinder. In pratica, il Primo Novembre del 2007 è "nato" il  McGlen di Internet (Che, per chi non lo sapesse, è la gaelicizzazione del mio cognome). I miei primi articoli, a rileggerli ora, mi sembrano quasi ingenui ma, come si suol dire, da qualche parte bisogna pure iniziare!
Quando mi resi conto che Splinder stava per naufragare miseramente, decisi di trasferire baracca e burattini su un'altra piattaforma, il qui presente Blogger. Era l'Agosto del 2009. Venne così alla luce la seconda incarnazione del mio lavoro, McGlen's Mysteries. Intanto il mio lavoro su questa particolare materia cresceva e cominciava a darmi alcune soddisfazioni. Nulla di monetario, figuriamoci, ma molto sul piano personale. Il bello di Internet è che ti permette di entrare in contatto con molte persone e scambiare facilmente idee e impressioni. Inoltre, mi ha permesso di documentarmi meglio su quello che studiavo. Grazie alla Rete ho potuto reperire/consultare fonti a cui molto difficilmente avrei avuto accesso e mi sono messo in contatto con persone di altri Paesi, che non avrei altrimenti mai conosciuto e di cui, in conseguenza, non avrei mai potuto sfruttare le conoscenze.
Questa mia attività si è integrata molto bene con una mia altra grande passione, i viaggi. Così ho potuto andare a vedere in prima persona quello su cui stavo compiendo ricerche. E così, sempre accompagnato dalla mia paziente e formidabile mogliettina, Serena, ho iniziato a visitare musei, castelli infestati, boschi sacri, siti megalitici, laghi abitati da mostri e antiche rovine maledette in giro per l'Europa (e non solo). Foto, appunti e materiale vario che raccolgo in giro, li utilizzo per i miei articoli e per le mie altre pubblicazioni. negli ultimi tempi ho infatti pubblicato, autoproducendoli, due brevi saggi: Le Isole del Mistero, sul folklore e le leggende di Regno Unito e Irlanda, e La Leggenda di Halloween sulle origini e i segreti di questa misteriosa ricorrenza. Entrambi sono disponibili in versione ebook su Amazon.
Il punto della situazione, a grandi linee, l'ho tracciato. Ho già alcune idee da sviluppare nel prossimo futuro. Tra poco meno di una settimana partirò, ancora una volta, per il Regno Unito. Un breve soggiorno a Londra mi darà modo di raccogliere materiale per alcuni progetti: un articolo sui quadri esposti al Tate Britain a soggetto paranormale (e ancora ringrazio mia moglie Serena per avermene parlato) e documentarmi, oltre a fotografare alcuni reperti, per la stesura di un saggio sulla criptozoologia e per alcuni articoli su teorie "non ortodosse" riguardanti antiche civiltà. A fine mese, parteciperemo al Ghost Tour di Triora, organizzato da Autunnonero, a cui ovviamente seguirà un dettagliato articolo. Durante l'autunno/inverno cercherò di lavorare al saggio di cui ho accennato poco sopra e a una serie di articoli sul folklore Giapponese. Questo è quello che ho, più o meno, programmato e che subirà, quasi certamente variazioni! Comunque credo di avere un bel po' di lavoro da fare...
Grazie a tutti quelli che mi seguono e che mi seguiranno! A presto!

venerdì 27 settembre 2013

La Tavola Ouija

La Tavola Ouija è un oggetto molto particolare, a cui si attribuiscono poteri paranormali e la capacità di mettere in contatto con il mondo degli Spiriti. La Ouija è, nella maggior parte dei casi, una tavoletta di legno, con sopra incise le lettere dell'alfabeto, le parole si, no, salve e arrivederci, i numeri da 0 a 9 e alcuni simboli.
La tavola Ouija originale (The Ouija Board) è un prodotto a marchio registrato della Hasbro Inc., facente parte di una serie di giochi da tavolo. La Ouija utilizza un piccolo elemento di legno a forma di cuore, chiamato "planchette", o un altro indicatore mobile, per comporre le risposte sui caratteri incisi. Durante la seduta spiritica, i partecipanti mettono tutti un dito sopra la planchette, poi viene posta una domanda. La risposta viene data dallo spirito, facendo scorrere la planchette sui caratteri fino a comporre una frase. Il gioco, perchè di questo in origine si trattava, è stato messo in commercio per la prima volta il primo Luglio del 1890 da un tal Elia Bond. Come già specificato, la Tavola Ouija inizialmnte non aveva nulla a che fare con l'occulto. Questa connessione con il Mondo Oscuro iniziò durante la Grande Guerra (1914/1918), quando Pearl Curran, una spiritista Americana, incominciò ad usarla come strumento divinatorio. Secondo il parere di molti occultisti, l'uso improprio della Tavola Ouija, favorirebbe i casi di possessione da parte di spiriti, alle volte non ben intenzionati. L'uso di questo oggetto è quindi sconsigliato nella maggior parte dei casi, specialmente a chi si avvicina per la prima volta al mondo dello Spiritismo.
Sulla tavola Ouija, e sul suo utilizzo, si sono andate a creare moltissime dicerie, vere e proprie superstizioni e regole non scritte, che hanno contribuito non poco al sinistro alone che circonda questo oggetto. Se si vuole usare la Tavola Ouija, è meglio farlo quando tutti i partecipanti sono in perfetta condizioni psico fisiche. Chi fosse malato, depresso o troppo intimorito risulterebbe più vulnerabile agli attacchi di un'eventuale Entità maligna. Spesso, gli Spiriti contattati cercano di "farsi amici" gli utenti, magari predicendo loro il futuro in maniera esatta (ma solo per piccole questioni di scarsa importanza). Questo incoraggerebbe un uso frequente della Ouija, dando modo allo Spirito di trovare una falla nelle difese, anche involontarie, dei celebranti. E pare che, prima o poi, un passo falso si faccia sempre... Non c'è modo di sapere con assoluta certezza se un'Entità sia davvero buona o malvagia. Bisogna tenere bene a mente che gli Spiriti usano spesso adulazione e bugie per guadagnare la fiducia di chi li evoca. Prestare la massima attenzione è di vitale importanza e trattare gli Spiriti e le Entità evocate sempre col massimo rispetto, ma anche con una dose di diffidenza. Se alla chiamata risponde uno Spirito malvagio, è facile che si installi stabilmente in quella Tavola Ouija. Da quel momento, la tavola non sarà più in grado di comunicare con altra Entità che non sia quella che la "infesta".
In molti sconsigliano vivamente di usare la Ouija da soli, in quanto si è senza dubbio più vulnerabili, o di utilizzarla in luoghi dove sono accaduti avvenimenti tragici, perchè ci sarebbe una più alta probabilità di contattare Entità non proprio ben disposte. In Rete si trovano moltissimi video sulle tavole Ouija e su sedute finite male. Ovviamente la maggior parte sono solo dei fake, ma un video in particolare ha scatenato un vero e proprio fenomeno:
Se sia vero o falso, purtroppo, non è dato sapere con certezza. Sicuramente, in caso di bufala, è realizzato piuttosto "realisticamente", molto più di tanti altri. Forse si tratta solo di suggestione, e nessun Demone ci ha messo lo zampino, ma tanto è bastato per far moltiplicare i, presunti, contattti con questo pernicioso Demone. Esiste anche un curioso (e aggiungo un po' inquietante) blog sulla vicenda, The Zozo Ouja Phenomena, che però pare inattivo da luglio 2012. Sul blog sono presenti, tra le tante boiate, anche molto materiale di un certo interesse.
Concludo con una raccomandazione: Che ci crediate o meno, non è davvero il caso di prendere alla leggera argomenti quali le evocazioni e le sedute spiritiche. Saranno sicuramente tutte fandonie... Ma magari no! Pensateci...

mercoledì 18 settembre 2013

Quattro motivi per comprendere (e prevedere) un' Invasione Aliena

Oggi il nostro collaboratore David Mazzerelli, l'esperto ufficiale di Ufologia del nostro blog, ci propone un'interessante analisi su un avvenimento che pochi credono possibile, ma di cui tutti hanno paura... Un'invasione dallo spazio!

Una grande oggetto non identificato guidato da un apparente intelligenza biologica è stato appena avvistato all'interno del sistema solare. Il mondo è in allarme: tra chi si prepara all'apocalisse e chi festeggia. Ma se davvero ci trovassimo di fronte a questo scenario quali sarebbero le domande che saremmo costretti a porci? E quali sono le risposte che abbiamo già adesso?
LA PROVENIENZA
Sappiamo che vita si è stabilita sulla Terra più o meno 3 miliardi e mezzo di anni fa ma non è detto che la sua provenienza sia terrestre. Secondo la teoria della Panspermia la vita potrebbe essere arrivata sulla Terra all'interno di un meteorite (marziano?). Ciò è probabile possa essere avvenuto anche per altri pianeti al di fuori del nostro sistema solare. Le ricerche dei pianeti extrasolari, che da soli rappresentano forse le maggiori e più clamorose scoperte astronomiche degli ultimi anni, si sono concentrate nello scorgere le tracce di un pianeta posizionato nella cosiddetta zona Goldilocks. (Riccioli d'Oro). La zona Goldilocks trae ispirazione dalla storia di Riccioli D'Oro e i Tre Orsi; la bambina protagonista della fiaba, assaggiando il latte, pronunciò delle parole rimaste celebri: "non è né caldo né freddo ma al punto giusto". I pianeti "al punto giusto" sappiamo oggi che sono difficili da trovare, ma tuttavia sappiamo anche che sono molti. Anzi, secondo l'equazione di Frank Drake sono migliaia soltanto nella nostra galassia. E' da uno di questi pianeti che probabilmente provengono i nostri visitatori.
IL GRADO EVOLUTIVO
Secondo la scala di Kardašëv, che misura il grado di avanzamento delle civiltà dalle loro potenzialità energetiche, noi terrestri siamo a livello zero, ovvero siamo appena in grado di sfruttare in maniera parziale l'energia presente sul nostro stesso pianeta. La civiltà umana, insomma, tutt'ora trae la propria energia da piante fossili vissute milioni di anni fa, cosa che la rende piuttosto ridicola di fronte a potenziali "competitors galattici", forse così evoluti da possedere una tecnologia per noi quasi indistinguibile dalle leggi naturali. Solo la Via Lattea, che ha 10 miliardi di anni, può avere visto apparire e scomparire molte specie e ciò ci porta a credere che solo lo 0,1% di coloro che si sono succeduti nella storia esistono ancora oggi nei loro pianeti d'origine. Ma ciò non significa che non possano essere migrati, oppure che le loro trasmissioni siano ancora "on air" nell'universo. E se sono emigrati come hanno fatto?
Francis Crick, uno dei tre scopritori della struttura della molecola del DNA ,aveva ipotizzato come degli esseri avanzati provenienti da altri mondi potessero diffondere la propria vita nella galassia inserendola dentro ad un vettore spaziale spedito verso pianeti remoti. E' un processo darwiniano che - stante l'età dell'universo e l'esistenza di civiltà avanzate di milioni, forse miliardi di anni rispetto alla nostra - diventa un processo estremamente probabile. Qualunque razza nella galassia avesse i mezzi e la volontà per compiere una simile impresa sarebbe l'unica a perpetuare la propria specie salvandola dall'estinzione. Le forme di vita che ci troviamo davanti dunque sono probabilmente civiltà che hanno avuto già la tecnologia per emigrare e non sono solo semplici curiosi che si sono persi in un interminabile viaggio cosmico.
L'ASPETTO DEI VISITATORI
La prima possibilità ci è suggerita proprio dalla provenienza degli esseri in questione da pianeti in zona Goldilocks: il loro aspetto potrebbe essere meno strano di quello che immaginiamo nei film di fantascienza. E' doveroso comprendere che la Terra per un alieno non ha poi molto di interessante: se fossero interessati alle materie prime potrebbero trovare nell'Universo fonti ben più ricche, se fossero interessati invece, ad esempio, ai diamanti (!) potrebbero trovare interi pianeti fatti di diamanti. La Terra, per una razza aliena, ha un'unica cosa che può far gola: la biosfera. E' la biosfera ad essere la peculiarità più rara del nostro pianeta e se è questo che cercano gli alieni non è detto che essi siano strane creature insetti-formi ma, più probabilmente, saranno esseri evoluti in un habitat le cui caratteristiche alla vita si potrebbero essere sviluppate con fenotipi non dissimili ai nostri. Ciò significa che una razza aliena avrà articolazioni per muoversi, occhi per guardare la realtà, un sistema circolatorio: tutte caratteristiche che ritroviamo in ogni essere sulla Terra, anche il più distante da noi.
Un'altra ipotesi potrebbe vedere associare i vantaggi dei macchinari a sistemi biologici, una fusione tra organico e meccanico. Non è il copione di Terminator ma un processo già in atto: si stima che entro il 2020 un comune PC portatile avrà la stessa potenza del nostro cervello. Una civiltà così evoluta da riuscire a raggiungerci potrebbe farlo attraverso entità ibride, o la nave madre potrebbe essere essa stessa una forma di intelligenza “meccanica”.
Un'altra ipotesi ancora è quella che gli alieni si presentino sotto forma di un virus che si possa legare al nostro DNA: cellule arrivate dallo spazio che interagiscano con le nostre. In questo caso gli alieni sceglierebbero la Terra perché noi siamo simili a loro e ciò porterebbe ad una considerazione piuttosto sconvolgente: quando si incontrano cose tanto simili è possibile che abbiano la stessa origine? Un'occupazione senza motivi apparenti e un'invasione senza spargimenti di sangue potrebbe essere nient'altro che un ricongiungimento: è l'ipotesi del virus come vettore del contatto/colonizzazione. I virus non sono di per sé vivi, ma quando entrano in una cellula diventano “vivi” in simbiosi con essa. Una volta inglobati in una cellula la costringono a replicare se stessi. Per poter infettare la cellula devono “ingannare” la cellula stessa per replicare il proprio materiale genetico. E' possibile che ci voglia molto tempo perché i cambiamenti nella nostra razza si possano manifestare ma ciò potrebbe avvenire in qualche generazione, con “evoluzioni” percepibili solo dopo centinaia o forse migliaia di anni. C'è chi pensa che la rivoluzione nell'intelligenza che ci ha resi diversi, ad esempio, dai delfini o dalle scimmie, possa essere avvenuta grazie ad una malattia, un DNA che è stato inglobato nel nostro genoma grazie ad un virus. Un buon 8% del genoma umano è infatti stato recapitato da virus che molto tempo fa hanno copiato il proprio codice genetico nel nostro lasciandosi dietro delle tracce e delle informazioni. Un virus alieno potrebbe non solo essere già alla base dell'evoluzione ma anche di una eventuale colonizzazione. Questa ipotesi avvalorerebbe la teoria degli Antichi Alieni, secondo la quale molti ricercatori credono che la nostra specie si sia già incontrata - e ibridata - con “fratelli celesti” molte migliaia di anni fa. Ci troviamo quindi di fronte ad un ritorno? Sì, probabilmente gli alieni che avremo davanti non saranno tanto dissimili da noi.
COME COMUNICARE CON LORO
Come comunicare con civiltà immensamente avanti alla nostra, anche miliardi di anni? Bel problema, forse il maggiore.
La fisica, appunto, potrebbe rappresentare l'unica possibilità in tal senso: i numeri sono costanti universali e la via maestra per comprendere non solo cosa ci circonda ma anche chi. La comunicazione come la intendiamo comunemente quindi non avrebbe senso e se lo scopo dei visitatori fosse la colonizzazione dopo un periodo di osservazione (l'Ipotesi Extraterrestre “ETH” ci dice che la Terra è attualmente all'interno del cosiddetto "Zoo Cosmico" dove civiltà immensamente più avanzate ci osservano senza interferire) ci dovrebbe essere giocoforza un contatto. Forse le entità che abbiamo davanti comunicheranno con noi attraverso la matematica, o – chissà – magari con la musica, come già nel film “Incontri Ravvicinati del Terzo Tipo”, il cui copione venne ispirato proprio dalle possibili risposte a questi eterni interrogativi.

La Leggenda di Halloween

La Leggenda di Halloween
Di Marco Valle
Disponibile su Kindle Store
20 pagine circa, 1.03 Euro
Sinossi:
Halloween, la Notte delle Streghe! La notte del "Dolcetto o Scherzetto". Una sorta di Carnevale autunnale importato dall'America. E' davvero così? No di certo. Dietro a questa antica festività si cela una lunga ed affascinante storia. Scoprite le origini di Halloween, i suoi più antichi significati, le tradizioni e le strane storie che hanno come protagonista la Notte più tenebrosa dell'anno! 

Se non disponete di un lettore Kindle potete scaricare gratuitamente le app per i vostri supporti:


lunedì 9 settembre 2013

Muramasa e Masamune

Muramasa e Masamune erano due Mastri Armaioli Giapponesi, noti per la qualità eccelsa delle loro lame e vissuti entrambi a cavallo tra il 13° e il 14° secolo. Secondo la leggenda, Masamune era il più abile dei due per quanto riguarda la tecnica di forgiatura, e le sue lame erano generalmente considerate come oggetti potentissimi ma benevoli, quasi santi. Al contrario, le lame prodotte da Muramasa erano associate al male e considerate letteralmente assetate di sangue e distruzione. Si riteneva inoltre, che le creazioni di questi due superlativi armaioli, fossero efficaci per combattere e distruggere le creature soprannaturali come gli Oni, i Demoni di cui è ricco il folklore Giapponese.
La leggenda vuole che Muramasa sfidò Masamune a forgiare l'arma più potente. I maestri si rinchiusero nelle loro fucine per perfezionare le loro creazioni, e riemersero soltanto dopo molti giorni e notti di lavoro ininterrotto. La prova consisteva nel piantare la lama in mezzo ad un torrente, con il filo rivolto a monte. L'arma di Muramasa si chiamava Juuchi Fuyu, ovvero "10.000 Notti di Gelo", e riuscì a tagliare nettamente ogni cosa con cui veniva a contatto nella corrente: pesci, foglie e anche l'aria che vi passava sopra. La spada di Masamune si chiamava invece Yakawara-Te, "Mani Tenere". Non tagliò ne pesci ne foglie, e l'aria la sorpassò fischiando.
Muramasa rise di Masamune, prendendolo in giro perchè aveva forgiato una lama che non tagliava nulla. Nonostante gli insulti, Masamune afferrò l'elsa della sua spada, la tirò delicatamnte fuori dall'acqua e, dopo averla ripulita, la ripose nel fodero. Mentre Muramasa stava ancora prndendo in giro l'avversario per la sua incapacità, si avvicinò un bonzo. Il monaco disse ai due che aveva seguito attentamente la competizione. Si inchinò e spiegò, con molta umiltà, quello che aveva visto:
"La prima spada era davvero ben fatta, solida ed affilata. E' però troppo assetata di sangue per poter essere usata con giustizia. Essa ha tagliato senza pietà anche cose che nulla avevano di pericoloso o malvagio. Essa funzionerebbe altrettanto bene sia che fosse usata per uccidere farfalle o tagliare teste di nemici. La seconda è di gran lunga la migliore delle due, in quanto non taglia ciò che è innocente o immeritevole."
Altre versioni della leggenda raccontano che la lama di Masamune riuscisse a ricomporre le foglie tagliate dall'all'avversario o che fosse superiore alla creazione di Muramasa non tanto perchè più affilata ma perchè molto più maneggevole (e quindi più letale). In generale si racconta che le lame di Masamune siano incapaci di arrecare danno agli innocenti, mentre le Muramasa taglierebbero qualsiasi cosa, finendo però per consumare il proprietario in una follia omicida che lo condurrebbe, inevitabilmente, alla sua stessa distruzione.

La sinistra fama delle lame di Muramasa fu alimentata durante il periodo Tokugawa, in quanto circolava la voce che nel 1535 Kiyoyasu, nonno di Ieyasu (primo Shogun della dinastia), fu ferito con una lama Muramasa dal suo servitore Abe Masamoto, finendo tagliato di netto in due metà. Matsudaira Hirotada, padre di Ieyasu, subì una sorte simile circa 10 anni dopo, quando fu attaccato e ucciso da un suo servitore con un'altra lama Muramasa. Anche a Nobuyasu, figlio di Ieyasu costretto al seppuku (suicidio rituale) da Oda Nobunaga nel 1579, la testa venne recisa alla fine del rituale con una lama Muramasa. Durante tutto quel periodo, che durò dal 1603 alla Restaurazione Meiji, nel 1868, le lame maledette del formidabile Muramasa furono bandite da tutto il Giappone. Dopo la restaurazione, alcune lame Muramasa comparvero al fianco di alti Ufficiali Giapponesi, fino alla seconda Guerra Mondiale e sempre accompagnata dalla loro lugubre fama. Al giorno d'oggi sono rimaste davvero poche di queste spade. Per certo una Katana è custodita al Museo Nazionale di Tokio, mentre una lama di tipo Wakizashi (la spada corta) si può ammirare nella collezione del British Museum.

lunedì 2 settembre 2013

Sirene, un mistero ancora da svelare

Ultimamente sembra che, probabilmente grazie ai bellissimi docudrama trasmessi da Discovery Channel, l'interesse per la figura delle Sirene si sia moltiplicato. Diamo quindi un'occhiata più da vicino al folklore collegato a queste seducenti creature!
Nell'iconografia moderna, le sirene vengono spesso descritte come esseri ibridi, con una testa e un torso umani (quasi sempre di donna) e con la parte posteriore del corpo simile a quella di un grosso pesce. Le Sirene e le loro rare controparti maschili (chiamati Tritoni o Merfolks) sono presenti nelle fiabe e nel folklore di innumerevoli culture sparse, letteralmente, in tutte le epoche e i luoghi. Dalla Scozia alle Hawaii, dalle coste Australiane a quelle dell'Africa Atlantica, sono presenti storie che vedono come protagonisti esseri simili a quelli che noi identifichiamo con "Sirene". A riguardo esistono anche testimonianze scritte risalenti addirittura all'antica Sumeria!
Nonostante possano apparire come esseri davvero troppo fantasiosi per avere anche un fondo di verità, Sirene e Tritoni sono stati protagonisti di una lunghissima serie di avvistamenti, alcuni anche molto recenti e discretamente documentati. Questa vasta casistica è molto interessante da analizzare sotto il profilo criptozoologico, ma è sempre bene tenere a mente di avvicinarsi a questi casi, e sopratutto a tirare conclusioni, con estrema cautela visto che, come purtroppo spesso accade, le bufale e gli abbagli sono sempre dietro l'angolo.
Le differenze principali tra i resoconti antichi e quelli moderni riguardano principalmente l'aspetto delle creature. Una volta, le Sirene venivano sovente rappresentate come bellissime e prosperose fanciulle con la coda da pesce mentre, in tempi più recenti, questi esseri hanno si una vaga forma umanoide, ma con tratti decisamente bestiali, che ricordano quelli di altri abitanti degli oceani, come i cetacei.
Proprio in base a questi avvistamenti "moderni", sono state formulate delle ipotesi che tentano di spiegare, più o meno scientificamnte, queste misteriose figure. Una di queste teorie, la più razionale, dichiara che le Sirene altri non sarebbero che animali marini a noi ancora sconosciuti. Pesci o cetacei con un corpo di forma vagamente umanoide che trarrebbe in inganno un osservatore occasionale. Questa ipotesi è una delle più quotate (anche per quanto mi riguarda). Dugonghi e Lamantini, visti in lontananza, possono davvero sembrare degli umanoidi con una coda simile a quella dei pesci. Una variante più audace di questa ipotesi (usata anche nei documentari di Discovery Channel) è quella che ritiene le Sirene come una specie di Primati, adattati nel tempo a una vita prevalentemente acquatica. Le "Scimmie di Mare" in pratica. Sia che si tratti di animali sconosciuti o di veri ominidi marini, dovrebbero essere estremamete rari, visto che non sono mai stati rinvenuti corpi spiaggiati e nessun esemplare è stato mai catturato, ne vivo ne morto. E' anche vero però, che non possiamo a priori escludere l'esistenza di creature marine di grandi dimensioni ancora da catalogare, visto che dello Squalo Megabocca (Megachasma Pelagios), non si avevano notizie fino al 1976, anno in cui venne pescato per la prima volta al largo delle Hawaii. E si tratta di una bestia che arriva facilmente a 5m di lunghezza!
Le leggende su Sirene e Tritoni vengono ricondotte da alcuni alle teorie sugli Antichi Alieni. Questa teoria si basa sugli antichi testi che parlano di “Dei” semi acquatici provenienti dalle stelle, come Nommo per il popolo Dogon del Mali, o come Oannes per i Sumeri. I sostenitori di questa lina credono che quelli che noi abbiamo identificato come Sirene siano gli ultimi discendenti di creature create artificialmente da questi Dei Stellari come sorta di “intermediari” tra loro e i nostri antenati. Ad un certo punto, per motivi oscuri, gli Dei sarebbero ripartiti, abbandonando le loro “creazioni”sulla Terra. Se questa teoria fosse vera, il fatto che non sono mai stati ritrovati esemplari sarebbe da imputare alla loro intelligenza, forse addirittura superiore alla nostra. Per quanto affascinante, ritengo questa linea troppo fantasiosa. Aggiungo anche una mia riflessione: se si trattasse davvero di esseri così intelligenti, non avrebbero cercato un contatto da molto tempo? Noi, probabilmente, lo avremmo fatto.
Altre teorie propendono verso il paranormale, vedendo le Sirene come Spiriti delle Acque, demoni o come una specie di Fate marine (di queste ultime ne parlo anche nel mio ebook, “Le Isole del Mistero”, disponibile suAmazon). Rientrando in campo più strettamente criptozoologico, anche alcuni “mostri lacustri”sarebbero collegati al mito delle Sirene. Ad esempio Morag, la Creatura che abiterebbe le profondità del Loch Morar, in Scozia, veniva un tempo descritta come una Sirena, capace di cambiare forma e di preannunciare la morte di alcune persone. Come già detto a riguardo di altri casi, anche gli avvistamenti recenti di Morag parlano di una bestia più simile alla famosa Nessie di Loch Ness, piuttosto che una Sirena della tradizione.

Credo che non verremo mai a capo di questa storia, a meno che non accadano avvenimntei come quelli narrati in “The Body Found”. A quel punto potremmo fare luce sulla faccenda. O forse no...

lunedì 26 agosto 2013

L'UFO di Rendlesham e la storia del codice binario

Tra tutti i casi ufologici della storia quello che ha per protagonista la Foresta di Rendlesham (Suffolk, Inghilterra Sud-orientale, tra la base della RAF di Woodbridge e quella di Bentwaters) è probabilmente uno dei più interessanti e clamorosi, sia da un punto di vista della dinamica dell'accaduto che della attendibilità dei testimoni: tutti aviatori ed ufficiali che scrissero un dettagliato rapporto.
Cosa accadde in breve nella notte del 26 dicembre 1980? Un oggetto non identificato che sembrava dirigersi verso la vicina foresta di Rendlesham venne individuato dai radar della base di Bentwaters.
Tre militari, tra cui il sergente Jim Penniston e l'aviatore John Burroughs si inoltrarono nella foresta aspettandosi di trovare un velivolo abbattuto. Giunti nella radura tutto si illuminò di una luce bianca accecante. Penniston disse che scorse un veicolo triangolare nero attraversato da luci di colore blu, arancione e giallo. Il sergente, avvicinandosi all'oggetto stesso tese la mano, ne percepì il calore e toccò dei simboli. La sua mente venne bombardata da una sequenza di numeri 0 e 1. Il giorno successivo Penniston appuntò sul suo taccuino alcuni geroglifici, uno schizzo dell'oggetto e quella serie di numeri, riempiendo molte pagine di quello che si scoprì, solo in seguito, essere un messaggio nascosto all'interno di un codice binario. Alla fine dell'esperienza i loro orologi erano indietro di 40 minuti e il contatto radio era saltato. Dopo pochi minuti dall'avvistamento l'oggetto si alzò in volo ed esplose in tanti altri piccoli oggetti luminosi.
Il vice comandante della base, il Colonnello Charles Halt, fece rapporto al Ministero della Difesa: "The objects to the north remained in the sky for an hour or more. The object to the south was visible for two or three hours and beamed down a stream of light from time to time. Numerous individuals, including the undersigned, witnessed the activities...".
Molte persone videro l'UFO anche nelle due notti successive, tra cui proprio Halt.lo stesso colonnello notò come i livelli di radioattività negli alberi erano parecchio superiori alla media, le fronde fossero piegate e le cortecce danneggiate. Proprio quando erano intenti a registrare i dati sul territorio, di nuovo un oggetto luminoso si ripropose, si avvicinò ed esplose in cinque luci più piccole.
Solo nel 1983 la storia venne a galla e divenne un caso mediatico. La versione ufficiale della base fu che i militari scambiarono l'UFO per il fascio luminoso di un vicino faro.
Nike Pope, Ministro della difesa britannico dal 1985 al 2006, conferma oggi il cover up militare di allora e spiega come effettivamente alcuni agenti della sicurezza videro alcune luci strane nella foresta e il personale militare ebbe il compito di investigare. Tuttavia gli aviatori furono costretti a tralasciare molti dettagli dell'accaduto.
Nel dicembre del 2010, trentesimo anniversario del loro avvistamento, i due ex aviatori sentirono il bisogno di visitare nuovamente Rendlesham.
Due mesi prima un programmatore decodificò le prime cinque pagine del codice binario di Penniston. All'interno di quegli zero e 1 trovò il seguente messaggio:
Exploration of Humanity
52° 09' 42.532'' N
13° 13' 12.69 W
CONTINUOUS
FOR PLANETARY ADVANCE
(Le coordinate appartengono ad un luogo nella costa occidentale dell'Irlanda).
Le altre 17 pagine del codice ad oggi non sono state ancora rese pubbliche.
Grazie a questa nuova, straordinaria evidenza, gli avvistamenti di Rendlesham possono essere classificati nella scala di Hynek tra il I tipo (percezione visiva della presenza di un oggetto), del II tipo (fenomeni fisici risultanti la presenza dell'oggetto) e del V tipo (comunicazione telepatica con l'oggetto stesso).
Di recente, nel sito dell'avvistamento, la Commissione forestale ha istituito un itinerario ad hoc di quasitre miglia che si snoda fra simbologie, riproduzioni in scala delvelivolo avvistato dai testimoni e registrazioni audio originali deiprotagonisti di quella che è stata ormai ribattezzata la "RoswellBritannica".

AUTORE: DAVID MAZZERELLI

venerdì 23 agosto 2013

Mostro Marino spiaggiato in Spagna?

E' di questi ultimi giorni  il 16 agosto per la precisione) la notizia del cadavere di una misteriosa creatura rinvenuto sulla spiaggia di Villaricos, Spagna. Il corpo, con le appendici simili a corna, la forma allungata e scivolosa e il colorito biancastro, sembra uscito da un libro di mitologia. Mitico si, ma altrettanto reale, visto che ci troviamo davanti ad una carcassa di quasi 4 metri, in avanzato stato di decomposizione.
I tessuti del corpo sono attualmente sotto esame in alcuni laboratori spagnoli, visto che è quasi impossibile risalire a che creatura fosse in vita. Quelle che potrebbero apparire come "corna", sono viste da qualcuno come costole... Potrebbe certamente essere, ma il loro posizionamento risulterebbe alquanto anomalo. Forse l'animale da vivo aveva dimensioni maggiori e, quindi, ci troviamo di fronte solo ad un troncone?
Un Regaleco
Molti sostengono che si tratti dei resti di un Regaleco, il cosiddetto "Re delle Aringhe", un pesce che vive nei mari temperati e tropicali e che può raggiungere gli 11 metri di lunghezza senza problemi, anche se solitamente non supera i 3 metri. Non sarebbe la prima volta che la carcassa decomposta di un normale abitante degli oceani  viene scambiata per un ipotetico "mostro marino". Uno degli esempi più eclatanti è quello della creatura ripescata da una rete a strascico giapponese nel 1977 al largo della Nuova Zelanda. La strana forma della carcassa faceva pensare ad una sorta di "plesiosauro", traendo in inganno per molto tempo gli studiosi, fino a che non venne appurato che si trattava del cadavere di uno squalo elefante, la cui decomposizione aveva dato una forma particolare.
Dunque la carcassa spagnola appartiene ad uno sconosciuto abitante degli abissi o si tratta ancora una volta di suggestione mista a casualità? Solo le analisi di laboratorio potranno dare una risposta, sempre che il caso non venga "dimenticato", come spesso accade in questi casi...
Il "Plesiosauro" Giapponese. Nuova Zelanda 1977

mercoledì 21 agosto 2013

Le Isole del Mistero

Dopo tanto tempo, finalmente il mio primo ebook è pronto per la distribuzione!

LE ISOLE DEL MISTERO
Di Marco Valle
Disponibile su Kindle Store
123 pagine circa, 1.03 euro

Sinossi:

Una piccola guida introduttiva al folklore, le leggende e i luoghi misteriosi di Regno Unito e Irlanda. Appunti di viaggio utili a chi volesse mettersi sulle tracce di Fate, Folletti, Fantasmi e strane creature, tra i prati e le foreste dell'Arcipelago Britannico.  


Se non disponete di un lettore Kindle potete scaricare gratuitamente le app per i vostri supporti:




sabato 3 agosto 2013

Ningen, misteriosi criptidi artici. Realtà o mito di Internet?

Le vaste, profonde e misteriose distese oceaniche sono piene di stranezze e di enigmatiche creature che mai hanno visto la luce del sole. Conosciamo veramente poco di quello che le profondità dei nostri mari possono nasconderci e, è un fatto, esistono molte specie, anche di grandi dimensioni, di cui non abbiamo informazioni sufficenti per poterle classificare con certezza. La creatura chiamata Ningen, è decisamente una di esse.
Il "Ningen", termine che tradotto letteralmente dal giapponese significa "Umano", sarebbe una colossale creatura marina avvistata da alcuni pescatori nel Pacifico all'alba degli anni '90. I testimoni rimasero sbalorditi dall'eccezionale grandezza di questo mostro, di colore bianco latteo, e dalla sua strana forma. Le descrizioni parlano infatti di una creatura di colossali dimensioni, tra i 18 e i 30 metri di lunghezza, simile ad una balena, con la pelle liscia e candida e con delle estremità, quali torso, testa e arti vagamente umanoidi. Sembra infatti che il Ningen non possieda una coda come quella delle sirene o dei cetacei, ma due estremità posteriori simili a "gambe" e qualcosa molto rassomigliante ad una mano con cinque dita al termine delle grandi "braccia".
Avvistamenti riportanti creature enormi, bianche e umanoidi sono registrati anche nell'Oceano Atlantico. In molti hanno anche descritto la testa di questi mostri come priva di vere e proprie caratteristiche facciali, fatto salvo per due occhi scuri e una bocca simile ad una fessura. Sembra che il Ningen sia una creatura che predilige le gelide acque antartiche, e che si faccia vivo soprattutto di notte. Una cosa molto strana è che questi avvistamenti hanno avuto inizio solo alla fine del XX° Secolo. Quei mari sono stati battuti dai navigatori per secoli, ma non un solo avvistamento è stato riportato in tempi antichi. Fatto curioso, visto che stiamo parlando di creature potenzialmente gigantesche.
I primi rapporti di avvistamneti sono, apparentemente, andati persi, ma molte testimonianze sono successivamente apparse su un popolare forum giapponese. I post a riguardo erano inviati da un utente che dichiarava di aver lavorato su di una baleniera (chiamata dai giapponesi "nave da ricerca"). Durante una battuta avrebbero visto emergere dalle profondità una di queste creature. Nel post, l'utente avrebbe raccontato di essersi recato, assieme a moltri altri colleghi, in un punto da dove osservare con chiarezza quello che, in un primo momento, avevano scambiato per un "sommergibile straniero". Mentre la baleniera si avvicinava, l'equipaggio si rendeva conto di non trovarsi davanti ad un vascello costruito dall'uomo, ma ad un essere vivente e respirante, seppur enorme e dalla forma bizzarra. Gli uomini osservavarono con soggezione questa anomalia biologica, fino a quando, dopo qualche minuto, essa si immerse e scomparì. Sembra che alcuni membri dell'equipaggio abbiano scattato anche delle fotografie alla creatura, ma che queste furono fatte spariere dal governo, che finanziava la spedizione di "ricerca". Ovviamente, da quando queste notizie cominciarono a trapelare sulla Rete, attorno alla vicenda si costruì una vera e propria leggenda metropolitana, ricca di particolari ma senza fonti precise. 
Nel 2007, la rivista giapponese "Mu", che si occupa di paranormale e misteri, pubblicò un lungo dossier sulla vicenda, correlato anche da alcune, sedicenti, foto della creatura. Nell'articolo, l'autore suggerì che i Ningen non fossero bestie che vivevano esclusivamente nei mari Artici, in quanto esisterebbe un immagine di uno di essi su Google Maps, scattata al largo delle coste della Namibia. Dopo l'uscita dell'articolo, la Rete fu letteralmente sommersa da un fiume di avvistamenti, fotografie e testimonianze varie sull'argomento. Purtroppo, come spesso accade in questi casi, il materiale non era facilmente verificabile, e quindi non poteva fornire una prova certa dell'esistenza dei Ningen. L'argomento fu anche trattato, a vario titolo, da alcuni siti complottisti, che sostenevano l'idea di un'insabbiamento della vicenda da parte del governo Giapponese, non si capisce bene il perchè, visto che questa eventuale nuova specie non sembrava avere rilevanza politica o sociale.
Escludiamo i deliri complottisti e, per un attimo, ammettiamo che qualcosa di vero ci sia in questa vicenda. Di cosa si tratterebbe in realtà?
Una delle teorie più plausibili, riguarderebbe una specie ancora non classificata, di mante o razze giganti artiche. Questi animali possono raggiungere dimensioni davvero considerevoli e hanno ottime qualità mimetiche. Una specie evoluta per vivere tra i ghiacci potrebbe tranquillamente essere di colore bianco e, proprio grazie al suo cammuffamento naturale, potrebbe essere passata inosservata per secoli. Le razze, se vengono osservate da sotto, possono sembrare vagamenti simili ad un volto umano, osservando la bocca e le narici dell'animale al posto degli occhi. Forse ci troviamo davanti ad una specie sconosciuta di cetaceo, o di pinnipede (come le foche), magari di grosse dimensioni ma gigantesche. Non dimentichiamo che la suggestione e il passa parola in Rete tendono ad ingigantire le cose, anche in totale buona fede. Teorie più fantasiose tirano in ballo creature aliene o veri e propri UFO ma, personalmente, non le prenderei molto in considerazione. Forse, molto banalmente, i marinai si sono trovati di fronte ad un semplice iceberg di forma bizzarra, e la suggestione ha fatto il resto. O forse, qualcosa di grosso ancora da scoprire ci aspetta nelle profondità...

mercoledì 24 luglio 2013

Lilith

Antica immagine di Lilith conservata al British Museum
Lilith. La Signora della Notte. Un demone femmina che vola in cerca di neonati da rapire e strangolare... o per bere il loro sangue. Inoltre, Lilith ama sedurre gli uomini comuni e accoppiarsi con loro, dando poi alla luce una genia di orrendi ibridi demoniaci. I miti che riguardano Lilith sono antichissimi, le leggende rabbiniche, che vedrebbero Lilith come la prima moglie infedele di Adamo, si basano sugli ancestrali racconti Sumero-Babilonesi a proposito della Dea Belit-ili, o Belili. Per i Cananei, Essa era Baalat, la "Signora Divina". Su una tavoletta rinvenuta a Ur, risalente al 2000 A.C., è venerata col nome di Lillake.
Secondo gli Ebrei, Dio creò Adamo e Lilith assieme, come gemelli uniti per la schiena. Una volta separati, lilith chiese a Dio la completa parità con Adamo. Non vedendo il suo status riconosciuto, Lilith abbandonò furiosa il giardino dell'Eden, maledicendo Adamo e lo stesso Dio. Secondo alcune leggende musulmane, una volta che ebbe lasciato Adamo, Lilith si concesse molte volte a Satana, dando vita alla stirpe demoniaca dei Djinn. Secondo un'altra versione, Lilith fu creata da Dio come prima donna, precedentemente ad Eva, per soddisfare una richiesta di Adamo, stanco di accoppiarsi con le capre e gli altri animali (pratica molto in voga tra i pastori mediorientali dell'epoca). Lilith però, non ne volle sapere di soddisfare le voglie del debosciato Adamo, e così fuggì maledicendolo, per andare a rifugiarsi sulle coste del Mar Rosso. Adamo si lamentò dell'accaduto con Dio, che inviò tre angeli, Sanvi, Sansavi e Semangelaf sulle tracce della fuggiasca. Gli angeli trovarono Lilith, che nel frattempo si era accoppiata con i Demoni del deserto, dando vita ad altri cento e più Demoni. Gli angeli le comunicarono il volere di Dio, ma lei rise di Lui e di Adamo, e li maledisse ancora una volta. Per riparare all'accaduto, Dio creò la docile Eva da una costola di Adamo.
Secondo alcuni, la figura di Lilith è un'allegoria, rappresentando gli ancestrali culti della Fertilità e della Madre Terra praticate dalle tribù stanziali e agricole dell'attuale Medio Oriente, che resistettero ad una massiccia invasione di tribù nomadi e pastorali e dalla loro religione, provenienti forse dal Caucaso (mitizzate nella figura di Adamo).
Alcuni pensano anche ad un collegamento tra Lilith e la divinità Etrusca Lenith, figura femmilile senza volto che attendeva, in compagnia di Eita e Persipnei (Hecate e Persefone), l'arrivo delle anime dei morti sulla Porta degli Inferi. Il Cancello per l'Aldilà poteva essere raffigurato come una una specie di vagina. Non a caso, l'ingresso al Mondo Infero era spesso simbolizzato da un'unione sessuale. Il giglio era il fiore che stava a simboleggiare la sessualità della Grande Madre e, non a caso, veniva chiamato Lilu, parola che fa anche da radice al nome Lilith.
Nonostante la figura di Lilith fu estromessa dalla bibbia canonica molto presto, le Lilim, sue demoniache e seducenti figlie, minacciarono gli uomini per ancora un millennio almeno. Nel Medioevo, gli Ebrei fabbricavano molti tipi di amuleti per tenere lontane le Lilim dai loro sogni. Secondo le leggende, queste demonesse, dalla bellezza mozzafiato, seducevano gli uomini durante il sonno e provocavano loro polluzioni notturne.
I Greci adottarono queste credenze sulle lilim, chiamandole Lamie, Empuse o Figlie di Hecate. Di riflesso, nella mitologia Cristiana, queste creature divennero le Succubi, prostitute dell'Inferno, a cui si aggiunsero le loro controparti maschili, gli Incubi, che tentavano alla castità della gente devota e pia. Per difendersi dalla Succubi, molti monaci solevano addormentarsi con le mani strette sui genitali, impugnando nel contempo un rosario. Chi, a quel tempo, aveva dei "sogni bagnati" credeva di essersi carnalmente congiunto con Lilith o con una delle sue figlie e, per questo, prima di coricarsi doveva pronunciare dei particolari incantesimi di protezione. La faccenda era considerata tremendamente seria, visto che queste unioni impure davano vita a terribili Demoni. Il Dio "buono e magnanimo" di Ebrei e Cristiani per vendetta quando Lei rifiutò di tornare da Adamo, portò via a Lilith i suoi figli demoniaci. Lilith decise così di vendicarsi, accanendosi contro le donne partorienti e i neonati, specialmente se maschi. I tre angeli, riuscirono a strappare alla Dea il giuramento di non tormentare le puerpere che avessero esibito il loro nome. Da allora, scongiuri e incantesimi di protezione da Lilith sono formulati con i nomi di Sanvi, Sansavi e Semangelaf. Ogni volta che un pio cristiano era sedotto da una conturbante demonessa, si racconta che Lilith si facesse una grassa risata. Lei e le sue figlie, assetate talvolta anche di sangue oltre che di sesso, si riunivano in concilio presso certe "montagne delle tenebre" ( una sorta di Sabba?) dove potevano incontrare Samael, il loro demone amante. Il potere di Lilith, stando agli antichi racconti, era più forte nelle fasi di Luna calante.
La maggior parte delle leggende riguardanti Lilith derivano dal Folklore e dalla Tradizione Ebraica, ma figure simili, a volte in maniera inquetante, si possono trovare anche nelle Tradizioni Iraniche, Babilonesi, Messicane, Arabe, Tedesche, dell'estremo Oriente e dei Nativi Americani, oltre che nelle Isole Britanniche e in Francia, collegate al Piccolo Popolo. Alcune pratiche per difendersi da Essa, ancora in voga nel 18° secolo, erano molto simili a quelle che venivano usate per proteggere i nascituri dalle Fate ( I famigerati Changelings). I bambini maschi erano più vulnerabili durante la prima settimana di vita, mentre il pericolo per le femmine non cessava prima di tre settimane dal parto, anche se i maschi erano comunque quelli più bersagliati. Spesso veniva disegnato un cerchio magico attorno al letto, che recava il nome degli Angeli, di Adamo ed Eva e la dicitura "Proteggi questo bambino da ogni male" e "Fuori Lilith". Altre volte venivano posozionati amuleti ai quattro angoli della stanza. Si credeva che se un bambino si metteva a ridere nel sonno, era un segno della presenza di Lilith. Bastava toccare la punta del naso al piccolo per farla allontanare all'istante. Lilith viene anche paragonata ad alcuni personaggi storici o pseudo-storici, come la Regina di Saba o Elena di Troia. Nell'Europa Medioevale si credeva che fosse la moglie, la concubina o la nonna (!) del Diavolo in persona.