mercoledì 28 novembre 2012

Viaggio nel Folklore Spettrale Ligure, dal mare all'Oltregiogo. Parte prima - Acquasanta


Probabilmente molti conoscono la Liguria per via delle sue coste, per i borghi mozzafiato delle Cinque Terre, per le località turistiche delle Riviere di Ponente e Levante, per il suo capoluogo, Genova con l'Acquario e il Porto Antico.
Ma la Liguria costiera è solo uno piccolissima parte del territorio. La stragrande maggioranza della Regione Liguria è formata da un entroterra montuoso, con aspre vette che superano spesso i mille metri e svariati ambienti e ecosistemi. L'entroterra ligure sono stato fortunatamente risparmiato dalla cementificazione selvaggia e grandi boschi di faggi, castagni e querce coprono ben il 70% del territorio regionale.
La Liguria non è quindi solo una regione con tradizioni marinare. La cultura contadina è infatti ben radicata e ricca di un affascinante folklore, a tratti un po' sinistro. In questa serie di articoli vorrei accompagnarvi alla scoperta di storie strane e quasi dimenticate, in un ipotetico viaggio nell'entroterra della Liguria Centrale, dal mare al Basso Piemonte, partendo da Voltri, punto piu settentrionale del mar Tirreno, fino ad arrivare a Rossiglione, proprio appena prima del confine piemontese.
La cappella sul torrente dell'Acquasanta
Partendo dalla costa nei pressi di Voltri, di cui abbiamo già parlato a riguardo della Ca de Anime, cominciamo a risalire nell'entroterra seguendo il corso del torrente Leira, facendo una deviazione dopo pochi km per raggiungere il borgo dell'Acquasanta. Questo abitato immerso nel verde, sorge attorno al santuario mariano omonimo. Il nome Acquasanta deriva dalla presenza in zona di sorgenti termali e solforose, che hanno fatto considerare la zona sacra fin da tempi remotissimi. Sembra infatti che nel punto dove ora sorge la cappelletta del santuario, in epoca precristiana ci fosse un piccolo tempio dedicato al culto di uno spirito fluviale, una fata o una ninfa di nome Eja. Una curiosa leggenda narra che il luogo fosse stato scelto per erigervi la cappella, perchè una notte gli abitanti del posto avrebbero visto una inquetante luminescenza provenire proprio dallo scoglio in mezzo al torrente. Questo sarebbe accaduto in un anno imprecisato, comunque antecedente al 1400, quando un luogo di preghiera cristiano venne effettivamente edificato. Stando ad alcune versioni del racconto, i paesani avrebbero scoperto che l'origine della luminescenza era una statua della Madonna, capitata chissà come sullo scoglio. Altre versioni, molto meno mistiche, sostengono che la statua della Vergine venne portata dall'Oriente in seguito, da alcuni valligiani che andarono per mare. Ma allora cosa venne trovato all'origine dello spettrale bagliore? Semmai davvero in quel luogo venne rinvenuta una statuetta, questa quasi certamente raffigurava Eja, il cui culto era stato praticato nella zona per secoli. Evidentemente questa leggenda nasce dalla fusione di antiche consuetudini pagane mai del tutto abbandonate e isterie cattoliche. Sempre ammesso che vi sia un fondo di verità.
Un'altra leggenda locale parla di una spettrale figura feminile, forse il fantasma di una strega, che si aggira nel greto del torrente durante le notti senza luna. L'entità sarebbe in cerca di rospi e altri ingredienti per poter realizzare i suoi filtri. Una volta che ha trovato quello che cercava, la sinistra figura si dirige velocemente verso un albero biforcuto nelle vicinanze, fondendosi con il suo tronco e scomparendo.
Infine, ricordiamo l'inquetante presenza che si manifesterebbe nella Ca' du Diau (Casa del Diavolo), palazzina ora sede delle locali terme. Negli anni '80 sarebbe stato avvistato in questi paraggi la figura di un prete, alto circa due metri. Di per se non ci sarebbe stato nulla di strano, vista la vicinanza con il santuario, ma ad un più attento sguardo ci si sarebbe resi conto che quelli che spuntavano dalla tonaco erano piedi caprini, con peli e zoccoli! Della cosa si occuparono anche i quotidiani locali, ma dopo qualche tempo le apparizioni cessarono. Non definitivamente però, dato che pare che il misterioso prete diabolico si rifaccia vivo, di tanto in tanto.

mercoledì 14 novembre 2012

La Huldra


Nel folklore scandinavo la Huldra è una specie di spirito femminile delle foreste, molto simile ad alcune figure del Piccolo Popolo Celto/Anglosassone. Il nome Huldra deriva dalla parola scandinava che significa "coperto", "nascosto", e in certe zone della Norvegia viene anche chiamata Skogsrå o Skogsfru/Skovfrue, termini che possono essere tradotti come "Signora (o Guardiana) della Foresta".
La Huldra solitamente appare come una bellissima fanciulla,spesso completamente nuda, con lunghi capelli fluenti, che la aiutano a coprire le sue parti non umane, ovvero la schiena simile alla corteccia di un vecchio tronco e la coda animale, il più delle volte quella di una mucca, ma in alcune varianti svedesi anche quella di volpe. In Norvegia la Huldra ha anche una controparte maschile, conosciuta come Huldrekarl, con cui condivide aspetto e poteri.
Queste creature hanno spesso interazioni molto strette con gli esseri umani. Si dice che le Huldra siano solite attrarre gli uomini dei villaggi nel loro rifugio in mezzo alla foresta per accoppiarsi ripetutamente con loro. Se lo sventurato non fosse in grado di soddisfare sessualmente la sua partner fatata, quest'ultima finirebbe con l'ucciderlo, ma se riuscisse nell'ardua impresa allora la Huldra gli donerebbe parte del suo potere. Però, anche in questo caso, non sempre le cose si concludono felicemente per il malcapitato. Alcune volte, la Huldra soddisfatta può costringere il proprio focoso partner a sposarla! I casi di matrimoni con queste entità non sono rari nella tradizione popolare, e non sempre sono forzati. Alcune volte l'apparente bellezza di questi spiriti della Foresta è tale che qualche giovanotto si innamori davvero di una di loro e la porti all'altare. Una volta sposata con rito cristiano, la Huldra perderà la sua coda animale e diverrà bruttissima. Ma ormai il matrimonio è fatto, e guai a tradirla! La sua forza è immensa e la sua collera terribile!
Come ho già accennato, queste creature hanno moltissimi tratti in comune con il Piccolo Popolo. Ad esempio anche loro hanno l'abitudine di rapire dalle culle i neonati umani per sostituirli con i loro piccoli deformi. Questa specie di changelings scandinavi è conosciuta come Huldrebarn, e spesso sono il frutto dei selvaggi accoppiamenti della madre con giovani umani. Alle volte, qualcuno che era sopravvissuto a quella pericolosa esperienza, poteva ritrovare il suo leggittimo figlio scambiato proprio con il suo stesso "fratellastro" mezzosangue, concepito nella foresta con la Huldra.
Un'altra caratteristica che queste creature condividono con il Piccolo Popolo è una leggenda cristiana sulla loro origine. Anche in questo caso sembra che lo Huldrefolk ( termine che indica l'intera popolazione di questi esseri) discenda dai figli di Eva non mostrati al cospetto di Dio perchè sporchi, e da lui (sempre benevolo) maledetti e costretti a nascondersi per sempre.
Tolta la distorsione cristiana, le Huldre derivano sicuramente da un qualche tipo di entità primordiale, probabilmente legata alla fertilità. Le sue caratteristiche bovine danno sostegno a questa ipotesi, in quanto la figura della vacca era simbolo di fertilità e prosperità in moltissime culture antiche.
I molti punti di contatto con entità presenti in diverse tradizioni, portano anche a pensare ad una comune origine. Figure simili alla Huldra scandinava sono presenti anche nel folklore tedesco (Frau Holda) e probabilmente sono state originate da una stessa comune figura di entità femmile, poi adattatatasi ai vari contesti culturali e religiosi. In fondo, qualcosa di vero nelle leggende c'è sempre...