venerdì 10 agosto 2012

La Bestia del Gévaudan


Il Gévaudan è una delle regioni più selvagge e misteriose dell'intera Francia. In queste aspre lande boscose, a cavallo tra il 1764 e il 1767, la gente non era al sicuro quando si avventurava aldifuori dei villaggi, in quanto quelle terre erano infestate da una strana e terrificante creatura, che dava la caccia all'uomo, come un lupo avrebbe fatto con un cervo.
Nel mese di giugno del 1764, nei pressi di Langogne, una giovane donna che pascolava le mucche, venne assalita da un grosso e insolito animale. La creatura mise in fuga i cani ma, fortunatamente per la giovane, le vacche intervennero in suo soccorso, respingendo più volte la misteriosa belva. La Bestia infine abbandonò il suo intento e la fanciulla, seppur sfregiata, riuscì a sopravvivere. Quando venne interrogata, la giovane descrisse così l'essere che l'aveva aggredita:
 "Grande come un vitello, con un petto molto largo, testa e collo molto grossi, orecchie corte e dritte, il muso come quello di un levriero, la bocca nera e due denti molto lunghi ed affilati, con un manto nero della cima della testa all'estremità della coda. Procedeva a balzi di oltre 9 metri, e aveva grandi artigli affilati."
Quello era solo l'inizio, nei mesi a seguire decine di donne e bambini vennero attaccati e sbranati dalla Bestia. La creatura faceva scempio delle sue vittime, non di rado venivano ritrovati arti staccati e teste mozzate anche a una certa distanza dai cadaveri semidivorati. La Bestia si accaniva in modo particolare verso i bambini e le donne, probabilmente perchè erano prede facili, che offrivano poca resistenza, oltre al fatto che erano solitamnte loro a portare il bestiame al pascolo. Le caratteristiche mostruose di questo strano animale, unite alla sua ferocia e all'impressionante numero di attacchi, fecero si che cominciassero a girare voci sulla sua natura sovrannaturale, attribuendogli poteri malefici. Era nata la leggenda della Bestia del Gévaudan.
A quel tempo solo pochi possedevano armi da fuoco, quasi esclusivamente i nobili, ma sembrava che la Bestia ne fosse completamente immune. In data 8 ottobre 1764, due cacciatori avvistarono la creatura in un bosco. Aprirono immediatamente il fuoco, colpendo in pieno l'animale che finì a terra per il colpo subito. Improvvisamente però, la Bestia si rialzò e cominciò a fuggire, barcollante ma viva. I cacciatori allora spararono ancora, ma l'animale riuscì a far perdere le proprie traccie.
Nel novembre dello stesso anno, intervenne nella zona il capitano Duhamel, con la sua squadra di 40 uomini appiedati e 17 a cavallo. Duhamel organizzò enormi battute di caccia, coinvolgendo i contadini locali e setacciando minuziosamente la zona, ma senza successo. La Bestia, nonostante fosse stata più volte avvistata, riusciva sempre a sfuggire ai cacciatori. Duahamel stesso l'ebbe in punta di fucile in un'occasione, ma sbagliò il colpo. Il capitano descrisse la sua preda come "un ibrido, simile ad un lupo, ma non completamente un lupo".
Gli insuccessi di Duahmel finirono per stancare la popolazione locale, tenuto di conto del fatto che dovevano provvedere ai bisogni del capitano e della sua guarnigione, mentre la Bestia continuava impunemente il suo massacro.
I Denis, famiglia contadina della zona formata dal padre, dalla madre, dalle sorelle Julienne e Jeanne di ventanni e dai due figli maschi, Jacques di sedici anni e Silvain di dieci, furono più volte minacciati dalla famigerata Bestia. Nell'autunno del 1764, durante una delle battute organizzate da Duhamel, la creatura trovò rifugio alle pendici dei monti del Margeride, nei pressi di proprio della tenuta dei Denis. Inutile dire che la famiglia si barricò in casa, vivendo una lunga notte di assedio. All'alba la Bestia si stancò e se ne andò, ma ovviamente i Denis ora erano letteralmente terrorizzati dall'idea di inoltrarsi nei boschi e sulle colline per portare gli animali al pascolo. Purtroppo per loro, i timori erano fondati.
Nel marzo del 1765, Jacques stava sorvegliando il bestiame insieme alle sorelle, nei pressi di Malzieu. Il ragazzo, vista l'aria ancora pungente, decise di accendere un fuoco al riparo di una roccia. Improvvisamente, sentì sua sorella Jeanne urlare in modo orribile. La Bestia era sopra di lei, e stava cercando di morderle la testa. La ragazza, si dimenava disperatamente, cercando di far desistere l'enorme animale. Jacques accorse subito in suo aiuto e, a bastonate, riuscì a far mollare la presa alla Bestia e ha spingerla nel falò che aveva acceso. La creatura, probabilmente spaventata e ferita dalle fiamme, fuggì ululando.
Jeanne era viva, ma molto malconcia. Aveva due ferite sanguinanti dietro le orecchie e un grosso taglio su una spalla. Jacques e Julienne portarono la poverina a casa. Le ferite col tempo guarirono, ma la povera Jeanne non riacquistò più la ragione. Era talmente traumatizzata che si svegliava spesso urlando, sostenendo che la Bestia la stesse mordendo in tutto il corpo. Jacques non si perdonò mai aver lasciato sole le sorelle per accedere il fuoco.
Presto la fama della Bestia scavalcò i confini nazionali. Di lei si parlava infatti anche in Inghilterra, in Spagna e in Germania. In Francia divenne una vera e propria ossessione, tanto che addirittura il Re Luigi XV se ne interessò, emanando un editto in cui promette una taglia di 6000 livres a chi riuscirà ad uccidere il mostro.
Il Re inoltre, incaricò, al posto dell'incompetente Duhamel, un famoso cacciatore, Denneval, noto per aver già ucciso oltre 1200 lupi. Denneval si recò nel Gévaudan nel febbraio del 1765 con un seguito di 6 assistenti e i suoi cani da caccia. La sua tattica consisteva nel posizionare delle esche, cercando così di far uscire il mostro allo scoperto. Una volta che fosse stato individuato, sarebbe stato inseguito dai cani, accerchiato e infine abbattuto. Non andò così. La Bestia era troppo furba per cadere in quelle semplici trappole, e quando decideva di farsi vedere, riusciva sempre a fuggire poi, facendo strage dei poveri segugi mandati all'inseguimento. E intanto, gli attacchi agli esseri umani proseguivano.
Nell'aprile del 1765 un nobile locale, Monsieur De la Chaumette, ha un incontro ravvicinato con la Bestia. Il mostro tendendo un agguato ad un pastore, non distante dalla casa di De la Chaumette, tra Rimeize e Saint Chely. Il pastore, per sua fortuna, se ne accorge e immediatamente chiede aiuto ai suoi due fratelli, che accorrono armati. I tre riescono a spingere la creatura in mezzo al pascolo, sparandole poi più volte dall'alto. Centrata da svariati colpi, la bestia si accascia al suolo, dovve rotola su se stessa gemendo, prima di rialzarsi con uno scatto e darsi alla fuga. A quel punto De la Chaumette apre il fuoco dalla sua abitazione, colpendo l'animale che va a sbattere contro un albero. Ma anche questa volta riesce a rialzarsi e a fuggire ringhiando. Sul luogo dello scontro rimangono enormi tracce di sangue. La Bestia è stata ferita seriamente, e De la Chaumette giura di averla colpita in pieno collo. Gli uomini soddisfatti credono che sia andata a morire nel bosco, e cominciano ad organizzare la ricerca del corpo. Non trovano nulla, ma dopo qualche giorno una donna viene trovata orrendamente sbranata nei pressi dell'abitazione del nobile. Coincidenza o premeditata vendetta?
Vista la mancanza di risultati, Luigi XV sostituì Denneval con Antoine de Beauterne, un altro famoso cacciatore. Il 18 luglio 1765 il nuovo incaricato, assieme a 40 tiratori, si imbatte in un enorme animale simile ad un lupo, che viene ucciso da ripetute salve di fucile. L'animale era effettivamente un lupo, ma di dimensioni spropositate, 60 kg di peso contro i normali 22/25 kg di un lupo medio, e con curiose striature sul dorso. La preda viene imbalsamata e portata a Parigi in trionfo. De Beauterne viene considerato un eroe e ricoperto di tutti gli onori. Ma la vicenda non si chiude qui.
Il 2 dicembre del 1765, sempre nella zona dei monti Margeride, la Bestia ricompare, uccidendo altre persone. Lo strano lupo abbattuto in estate allora non era la Bestia del Gévaudan, o almeno non l'unica.
Tra la primavera e l'estate del 1766, la creatura continua la sua strage, uccidendo almeno altre 12 persone. Il 18 giugno Jean Chastel, un anziano cacciatore locale, uccide un'altro lupo di pesoe colore anormali, 45 kg e le solite curiose striature. Anche qiesto esemplare viene portato a Parigi, ma, non essendo stato imbalsamato, vi arriva in avanzato stato di putrefazione. Chastel riceve comunque dal Re una piccola ricompensa, anche se ormai il clamore sulla Bestia è passato.
A partire dall'inverno 1766 le aggressioni diminuiscono, fino a cessare del tutto. Sul terreno, nell'arco di tre anni di incubo, rimasero probabilmente ben 170 vittime.
Che cos'era la Bestia del Gévaudane? Alcune fantasiose teorie parlano di un animale Infernale, inviato dal Diavolo in persona, o di un qualche essere alieno. Alcune ipotesi parlano di lupi deformi, affetti da acromegalia, un disturbo che fa crescere a dismisura la testa e gli arti di chi ne soffre. Però i soggetti non godono di piena salute e vitalità, e la Bestia sembrava essere in perfetta forma. Che si trattasse di uno o più lupi colpiti da rabbia è da escludere, in quanto il decorso della malalttia è molto breve, cicrca due settimane, mentre questo fenomeno è durato per ben tre anni. Le ipotesi più accreditate puntano invevìce a qualche predatore "fuori posto", ad esempio una tigre o un leone, fuggiti da qualche circo o serraglio. Alcune delle descrizioni fatte dai testimoni, fanno pensare a una iena. Le dimensioni inusuali possono essere esagerazioni frutto dello stato d'animo dei testimoni. Anche l'aspetto delle bestie uccise da  de Beauterne e Chastel fanno pensare ad una iena, tenendo di conto che questi animali arrivano a pesare anche 90 kg!
Comunque sia però, la vera identità della Bestia del Gévaudan, rimarrà un mistero, visto che da secoli non si hanno episodi simili nella regione. Dal nulla era apparsa e nel nulla, la Bestia, è tornata. Per sempre? Forse no...

mercoledì 1 agosto 2012

Tempo d'Estate...


Ultimamente sono stato un po' preso dal mio nuovo progetto, un nuovo sito da affiancare a i "Misteri", stesse tematiche ma completamente in lingua Inglese, per vedere di allargare la visibilità a più appassionati possibili. Oltre a questo, c'è da organizzare il nostro imminente viaggio nel Regno Unito, che ci fornirà materiale per almeno un altro anno e che potete seguire passo dopo passo da Twitter o dalla nostra pagina Facebook... Sperando nel frattempo di riuscire a terminare l'altro mio progetto... Un libro, ma se ne parlerà più avanti. Non mi rimane che augurarvi un felice Lughnasadh e buone vacanze! A presto!



Il nuovo sito (in Inglese)