mercoledì 8 febbraio 2012

Creature delle Acque nel Folklore Scozzese

Del Loch Ness e della sua Creatura abbiamo già parlato e ormai non necessitano sicuramente presentazione, ma "Nessie" non è l'unico mistero che si cela sotto le fredde acque dei Lochs. Da qualche parte, tra realtà e finzione, folklore e storia, strani esseri, a volte inquietanti, popolano le profondità degli apparentemente tranquilli laghi scozzesi e irlandesi e del mare burrascoso che circonda queste terre. Diamo un'occhiata ad alcuni di questi Esseri soprannaturali.

Probabilmente gli abitanti fatati meglio conosciuti dei lochs scozzesi ed irlandesi sono i Kelpie e i Cavalli d'acqua. Entrambi vengono descritti in modo molto simile, e probabilmente si tratta della stessa Entità. I Kelpie sono delle fate maligne, che si presentano solitamente con la forma di un cavallo, anche se spesso prendono le sembianze di un bel giovanotto o di una splendida fanciulla. Lo scopo di questi cambiamenti di aspetto è quello di ingannare persone incaute, infondendo loro un senso di sicurezza per condurli facilmente al loro terribile destino sul fondo del lago. Se questi esseri volessero rubare l'anima del malcapitato o cibarsi della sua carne non è chiaro, ma di fatto nessuna vittima di un Kelpie è mai tornata a raccontarlo.
Il Cavallo d'acqua,( Gaelico Scozzese - Each Uisge) è molto simile al Kelpie e lo si può incontrare soprattutto nelle Highlands Occidentali. Questa creatura spesso si mescola ai branchi di cavalli comuni che pascolano sulle rive, e apperentemente non è distinguibile da un normale cavallo. La sua vera natura si rivela solo quando un incauto gli sale in groppa. La creatura comincia allora a galoppare velocemente verso il lago, inabissandosi con la sua vittima. Pare che una volta saliti sulla sua schiena, si rimanga come incollati, rendendo impossibile ogni tipo di fuga.
Anche altre presenze spaventose abitano quelle profondità. E non sono solo affamate di carne umana, ma anche di quella dei cavalli e degli animali da pascolo. Il Wizard's Shackle, ( Gaelico Scozzese – Burach-Bhaoi), è una mitica creatura descritta come una grossa anguilla, o a volte una sanguisuga, con nove occhi distribuiti su testa e schiena. Questa terribile bestia, si apposta nei pressi della riva in attesa delle sue prede preferite, i cavalli. Quando un malcapitato animale si avvicina per bere o pascolare, il Burach-Bhaoi si avvinghia saldamente alle zampe, trascinando poi la preda in acqua, dove verrà dissanguata con tutta calma.
Il Toro Acquatico (Water Bull) vive nei solitari specchi d'acqua e deve avere un aspetto davvero singolare, visto che le testimonianze parlano di un animale nero con la pelle scivolosa e senza orecchie. Questa creatura non è di grossa taglia ed emetterebbe un forte e inquietante lamento quando esce dall'acqua. Ricorda alcune descrizioni del Dobhar Chu irlandese, e potrebbe trattarsi dello stesso criptide/entità.
La Grande Bestia del Loch Awe (Beathach Mor Loch Odha) è ancora più strana. Secondo alcuni ha un corpo simile a quello di un cavallo, per altri è più simile ad un serpente o a un'anguilla, altri ancora sostengono che questa creatura abbia dodici(!) zampe
Gli Uomini Blu del Minch, vengono chiamati così per via del colore dei loro corpi e delle loro lunghe facce. Conosciuti in Gelico come Na Fir Ghorma, la loro principale occupazione sarebbe quella di creare danni a chi naviga nelle turbolente acque delle Ebridi. La zona è chiamata infatti "Struth nam Fear Gorm" ovvero "La corrente degli Uomini Blu". Questi Esseri fatati sono conosciuti anche come Kelpie delle Tempeste e spesso nuotano sotto le chiglie delle navi di passaggio nel tentativo di rovesciarle. In alcune leggende gli Uomini Blu pongono degli indovinelli ai pescatori che hanno la sfortuna di incontrarli. Se il malcapitato risponderà ai quesiti potrà prseguire indenne, altrimenti verrà trascinato sul fondo e divorato. Se si riesce a rispondere correttamente in rima, gli Uomini Blu, battuti e umiliati, fuggiranno nelle profondità e non riappariranno più in quella zona. Una versione cristiana sull'origine di questi esseri, sostiene che dopo la cacciata degli angeli, alcuni di essi non fossero abbastanza malvagi da meritare l'Inferno, ma neppure degni di rimanere in Paradiso. Questi Caduti si divisero in tre gruppi: i Nimber rimasero nell'aria, i Fatati occuparono la terra e gli uomini Blu le acque del mare.
Assieme agli Uomini Blu, nei mari scozzesi è possibile trovare una gran quantità di mostri marini. Lo Stoor Worm è un essere serpentiforme particolarmente feroce, temuto da chi è solito navigare in quelle acque. La creatura spesso attacca le piccole imbarcazioni con l'intento di affondarle e divorarne gli occupanti. Un'altra pericolosa creatura è il Brigdi. Il suo aspetto è molto curioso simile a una gigantesca sogliola predatrice affamata di carne umana. Ma forse, il mostro più terrificante per aspetto e reputazione è il Draygan, (Gaelico Scozzese Uilebheist), enorme aggrssivo e dotato di molte teste.
Oltre a combattere serpenti di mare, mostri e Uomini Blu, i pescatori scozzesi dovevano anche placare le ire degli Dei e delle Dee del Mare. Uno di questi era il dio Shoney, che se gradiva il sacrificio offertogli, avrebbe portato ai pescatori e alle loro famiglie ottime condizioni di pesca per l'anno a venire. Shoney, in alcune storie, appare come una Dea piuttosto che un Dio, e più recentemente è diventato un nome collettivo, indicante una popolazione di Fate, gli Shoney appunto, che vivono al largo delle coste tra Scozia e Irlanda. Nel Nord e nell'Est della Scozia i pescatori hanno continuato a offrire libagioni a Shoney fino al XIX Secolo, per garantirsi buona e sicura pesca. Alcuni hanno paragonato Shoney alla figura spettrale dei racconti marinari Davy Jones, la cui ira poteva essere placata da un sacrificio, l'anima di un marinaio annegato.
Le Streghe del Mare (Sea hags) erano un altro formidabile ostacolo da evitare. Una delle più temute era la Pictish Mother (Madre dei Pitti). Il suo nome deriva dai Pitti, l'antico popolo di Alba l'originale nome della Scozia, ed è la madre del Re del mitico reame sommerso di Lochlann. Il suo aspetto era spaventoso: quasi calva, con un unico mostruoso occhio in mezzo alla fronte, la pelle rossa e i denti seghettati simili a quelli di uno squalo. Un'altra Strega era Muireartach, anche lei con lunghi denti affilati, ma con la pelle di colore bluastro. Era la responsabile delle terribili tempeste che martellano il Nord Ovest della Scozia.
La Scozia ha molte colonie di foche sparse per le sue coste frastagliate. Queste bellissime creature hanno un ruolo molto importante nel folklore locale. Nei secoli le leggende sul Popolo delle Foche (Seal People) si sono fuse con quelle riguardanti Sirene e Tritoni. Una delle credenze più comuni è quella che le foche siano in realtà l'anima delle persone annegate. Durante la notte potrebbero riacquistare la forma umana e visitare la terraferma, ma al sorgere del Sole devono tornare al Mare. Per altre leggende il Popolo delle Foche non sarebbe tendenzialmente benevolo nei confronti degli esseri umani, anche se si ha notizia di numerosi matrimoni con uomini e donne della nostra specie.
Infine, in tutto il folklore scozzese, ci sono molti esempi di sacrifici alle Acque, sia esse di fiume, lago, mare, fonti o pozzi. Le offerte erano di vario tipo, e tutte volevano cercare di placare le Entità che dimorano nell'acqua. Questi spiriti erano ritenuti in grado di compiere azioni sia buone che cattive, e ingrazierseli era la cosa più saggia da fare. Fortunatamente però avevano la tendenza a mostrarsi benevoli, al punto che gli sono stati attribuiti anche poteri di guarigione. I più comuni abitanti di questipozzi erano dei pesci particolari, chiamati pesci santi o Pesci Sacri. Molti dei pozzi con Pesci Sacri si trovavano nei pressi di un nocciolo, il cui frutto si ritiene abbia proprietà magiche. Poiché il pesce era considerato il custode del pozzo sacro, fargli del male significava solo attirare su di se la collera divina. Alcuni credono che questi Pesci sacri siano l'equivalente del Salmone della Conoscenza Celtico.
L'acqua mantiene ancora oggi un potere particolare su di noi, basta pensare a quanti gettano una monetina in un pozzo o in una fontana ed esprino un desiderio. In molte celebrazioni religiose, l'acqua è utilizzata per purificare e proteggere. E negli oceani, in gran parte ancora inesplorati, chi può dire che non nuotino strane creature, pronte a darci il benvenuto... o a divorarci!

domenica 5 febbraio 2012

Il Dobhar Chu

Il nome gaelico Dobhar Chu tradotto significa "Cane Aquatico". Il soprannome che molti hanno dato a questa misteriosa creatura, Coccodrillo d'Irlanda, deriva dalla sua indole feroce, dal colossale appetito e dall'agilità con cui questo curioso criptide si muoverebbe fuori e dentro l'acqua. Il Dobhar Chu viene raffigurato come un predatore anfibio, lungo più di due metri, spesso simile a una lontra (viene infatti chiamato anche "Re delle Lontre") o come una creatura metà lupo e metà pesce, che vive nei fiumi e nei laghi Irlandesi.

Vi è traccia di due incontri con la creatura nel XVII secolo, e di uno di questi si fa menzione in un poema a proposito di una donna che sarebbe stata uccisa dal Dobhar Chu. Non vi sono stati avvistamenti significativi più recentemente, nonostante ancora se ne parli in alcune zone dell'Ovest.

Testimonianze sul Dobhar Chu scritte nel 1684.

Roderick O'Flaherty, nel suo libro "Descrizione del West Connaught", parla dell'incontro di un uomo con una creatura che chiama "Coccodrillo Irlandese".scritto incontro di un uomo con quello che lui chiama il coccodrillo irlandese. L'uomo si trovava sulle rive del Lough Mask, quando vide in acqua la testa di una strana bestia che stava nuotando verso di lui. Subito pensò che si trattasse di una comune lontra. L'animale pareva fissarlo proprio dritto negli occhi, mentre si avvicinava sempre di più. Improvvisamente sparì sotto il pelo dell'acqua, raggiungendo velocemente terra e assalendo il malcapitato. La bestia azzannò l'uomo al gomito, trascinandolo nel lago. Fortunatamente la vittima aveva con se un grosso coltello, con il quale pugnalò ripetutamente la belva costringendola a mollare la presa e a allontanarsi velocemente. L'essere venne descritto come una creatura slanciata, delle dimensioni di un levriero, apparentemente glabro e con una viscida pelle nera. Gli anziani del posto, che conoscevano bene il lago, sostennero che era sempre stato abitato da creature simili a quella. Raccontarono inoltre la storia di un uomo e del suo cane, che si imbatterono in un Dobhar Chu molti anni prima. Il cane ingaggiò una feroce lotta con la belva, che alla fine ebbe la peggio e fuggì in acqua. Tempo dopo, il livello delle acque scese di un po', e in una buca portata all'asciutto, venne ritrovato il cadavere della creatura, che portava ancora le ferite della lotta con il coraggioso cane.

La lapide di Kinlough.

Grace Connolly stava lavando i vestiti sul bordo di un lago quando venne attaccata da un Dobhar Suo marito, McGloughlan, sentendo le sue grida, si precipitò ad aiutarla ma arrivò troppo tardi. La donna era già morta, ma il Dobhar Chu stava ancora azzannando il corpo. L'uomo uccise a bastonate la creatura, che prima di morire emise un forte richiamo. Al richiamo rispose il compagno della belva, che si lanciò su McGloughlan. Messo in difficoltà l'uomo saltò a cavallo per sfuggire alla bestia, ma si rese conto che questa riusciva ad inseguirlo agevolmente. Un amico lo raggiunse attirato dal trambusto e con lui tesero un agguato al mostro, uccidendolo con grosse lance. Vicino a Kinlough esiste una lapide raffigurante una grossa creatura, simile ad una lontra, trafitta da una lancia. Sulla lapide è anche inciso un nome, Grace, seguito da un cognome ormai illeggibile. L'iscrizione porta la data del 1722.
Più recentemente, nel 2003, l' artista Irlandese Sean Corcoran e sua moglie, sostengono di aver avvistato un Dobhar Chu in un lago di Omey Island nel Connemara. Nella loro descrizione la creatura si presentava come grande e di colore scuro. Dopo aver emesso un verso inquetante sarebbe sparita velocemente nel lago mettendo in evidenza piedi palmati simili a pinne di colore arancio.