martedì 22 novembre 2011

L'Origine degli Esseri Fatati

La parola inglese "Fairy", traducibile in "Fata", deriva dall'antico francese "Faerie". Si è spesso abusato di questo termine, indicando con esso una enorme ed eterogenea gamma di esseri soprannaturali. In realtà esistono sostanziali differenze tra le "Fate" della tradizione antica e da quelle della tradizione moderna, specialmente per quelle figure di derivazione Celtica, ma diversi tipi di esseri fatati sono presenti anche nelle tradizioni Germaniche e nel folklore slavo.

Al giorno d'oggi, quando si pensa alle fate, molte persone tendono a visualizzarle come piccoli esseri soprannaturali, dotati di ali splendenti e simili in tutto e per tutto a quelle rappresentate nelle favole per i più piccini. Queste creaturine possiedono anche fantastici poteri magici, per esempio Campanellino (Tinkerbell) di Peter Pan o la Fata Madrina di Cenerentola. Questa rappresentazione del Piccolo Popolo è nata tra il 18° e il 20° secolo, come distorsione delle vecchie tradizioni orali nel momento in cui vennero trascritte per la prima volta.
I Fatati sono esseri soprannaturali che possono venir descritti molto bene dalla parola greca daimon, che significa "spirito". Essi infatti non sono divinità, intese come Dei o Dee, ma non sono neppure semplici creature mortali. Potrebbe essere più esatto classificarle come Divinità minori.
Comunque, se vogliamo prendere in considerazione l'idea degli esseri fatati, ci troviamo di fronte ad un concetto molto più ampio e antico. Infatti, antiche forme di "fate" possono essere rintracciate nei miti greci arcaici, ad esempio le Ninfe, i Satiri e i Sileni. Queste creature erano presenti nei racconti e nella tradizione popolare da prima che Omero scrivesse l'Iliade e l'Odissea. Anche le numerose divinità fluviali e marine, Nereidi e Naiadi ad esempio, possono essere considerate a buon diritto Fate. Si trattava infatti di spiriti della Natura e dei fenomeni naturali.
Anche nella religione e mitologia Romana, fortemente influenzata da quella Greca, troviamo esempi di esseri Fatati, ad esempio gli spiriti domestici e tutelari, come i Numi, i Penati, i Lari e i Geni.
La versione Norrena e Germanica degli esseri Fatati è composta da una vasta gamma di creature, come i Døkkálfar o elfi delle Tenebre, i Liósálfar o elfi della Luce, le Disir o le stesse Valkyrie. Nella mitologia Norrena queste creature sono importatissime, e spesso sono cruciali nelle vicende degli Dei superiori, gli Asi e i Vani.
Fu durante il periodo elisabettiano che William Shakespare (1564 – 1616) rese popolari le Fate del folklore Inglese nella letteratura, facendone i protagonisti della sua opera "Sogno di una notte di Mezza Estate", con i personaggi di Oberon, Titania e Puck (Robin Goodfellow). Prima di Shakespeare, Chauncer (1342 – 1400) scrisse che la terra di Bretagna pullulava di Fate prima del tempo di Re Artù.
Nelle leggende Arturiane le figure Divine e Fatate appaiono in abbondanza. Morgana, la sorellastra di Artù, era una grande maga e guaritrice, e spesso veniva chiamata Morgana le Fay. Il soprannome "le Fay" significava appunto "la Fata", e il suo stesso nome, Morgana, potrebbe essere correlato addirittura con la Dea Celtica Morrigan. Simile a una creature fatata era anche la Dama del Lago, e la moglie di Artù, Ginevra o Gwenhwyfar, nella tradizione gallese, appariva bella e delicata come una Fata o una Dea. Molti cavalieri del ciclo erano figli di Fate o divenivano amanti di Fate e lo stesso Merlino era soltanto in parte mortale.
Ma queste erano soltanto uno dei molteplici tipi di Esseri Fatati. Nelle favole e nel folklore troviamo Fate di ogni genere, alcune benevole e altre malvagie e ostili nei confronti dei mortali.Anche il loro aspetto è variegato, belle o orribili, gigantesche o minuscole, non è possibile definire una loro forma standard, in quanto spesso potevano cambiare aspetto. Diversi tipi di Fate potevano inoltre avere diversi tipi di capacità magiche.
Cosa sono dunque queste Fate? Da dove vengono? Per capire cosa sono, dovremmo dare uno sguardo a quello che si può trovare nella Mitologia e nelle tradizioni Celtiche. Come detto in precedenza le fate sono, in un modo o nell'altro, presenti in tutte le Culture e le Tradizioni antiche, ma quella Celtica ne ha fatto senza dubbio il suo punto focale, come vedremo più avanti.
Anche dopo l'avvento di Roma, la religione Celtica nelle regioni occupate rimase salda e non venne sostituita da quella Romana. Divinità Celtiche venivano adorate in Gallia (Francia, Belgio e Italia Nord Occidentale), in Hispania (Spagna) e in Britannia (Inghilterra). La situazione cambiò quando il cristianesimo si diffuse verso Ovest e verso Nord. Con la conversione delle popolazioni, le antichè divinità vennero "declassate" al rango di Esseri Fatati ed entrarono a far parte del folklore più puro, ovvero tutte quelle tradizioni e mitologie ignorate o tollerate dalla chiesa ufficiale, ma con grande presa sul Popolo.
Così in Irlanda (mai romanizzata per altro), le Divinità dei Tuatha Dé Danann, come Dagda e Lugh, divennero esseri magici che vivono sotto le colline o i tumuli, oppure in isole leggendarie. Simile sorte spettò anche agli dei di altre Nazioni Celtiche, come la Scozia, il Galles, la Cornovaglia e l'Isola di Man.
In queste prime tradizioni Celtiche sul piccolo Popolo, le ex divinità Irlandesi e Gallesi non vennero raffigurate come le Fate nel senso classico. Asse avevano aspetto umano, come forma e dimensione, erano in possesso di straordinari poteri, apparivano sempre giovani ma non avevano ali o cose simili. I Dananns o le loro controparti Gallesi, erano generlmente visti come una razza fiera, combattiva. Potevano venire uccisi e morire di vecchiaia come i comuni mortali, ma il loro ciclo vitale medio durava centinaia se non migliaia di anni. Il problema è che, a volte, gli autori cristiani hanno trasformato queste crature in esseri al servizio del Diavolo, considerando le Fate alla stregua di Demoni. Tuttavia questa visione fortunatamente, non è più condivisa al giorno d'oggi.
Queste Fate antiche e medioevali, non avevano molto in comune con le creature del folklore più recente. I Tuatha de Danann dovettero attendere centinaia di anni prima di "evolversi" nei Brownies, Leprechauns e Goblins che popolano il folklore e i boschi dell'Europa.

mercoledì 2 novembre 2011

Stonehenge

Stonehenge è probabilmente il cromlech più conosciuto ed enigmatico della Gran Bretagna, se non addirittura del mondo intero! La struttura ha affascinato gli uomini per secoli, ed esistono moltissime teorie sul perchè gli antichi possano aver eretto questo straordinario monumento. Nel corso degli anni, Stonehenge ha subito notevoli danni a causa di turisti incivili e cacciatori di souvenirs, ma fortunatamente ora è protetto da un recinto e non direttamente accessibile, cosa che permette di preservare la struttura.

Gli archeologi convengono che Stonehenge sia stato costruito in quattro fasi distinte: la prima fase inizia intorno 3200 AC, e consisteva nella realizzazione di un terrapieno con al centro un edificio di legno, che potrebbe essere stato utilizzato come ossario. La cosiddetta Heel Stone, un menhir secondario, è stata probabilmente eretta in questo periodo. la pietra tallone è stata messa in atto. Intorno al 2400 AC, 56 pozzi conosciuti come i fori di Aubrey, sono stati scavati all'interno del fossato. Il loro scopo non è ancora ben chiaro, ma i ritrovamenti di ossa umane e teste di mazza in pietra suggeriscono offerte rituali e probabili sacrifici.
La seconda fase iniziò intorno 2200 AC, quando blocchi di dolerite blu, estratti nelle montagne Prescilly, in Galles, vennero eretti in due cerchi concentrici e un viale in terra battuta vanne tracciato. Non è chiaro se le pietre gallesi vennero trasportate dalle cave originali o fossero già presenti sul territorio a causa dei movimenti dovuti alle glaciazioni.
La terza fase inizia intorno al 2000 AC, quando i blocchi di dolerite vennero rimossi e sostituiti con gli attuali elementi in arenaria, che andarono a formare gli anelli ancora visibili al giorno d'oggi. I blocchi di arenaria pesano in media tra le 20 e le 50 tonnellate, e furono estratte dalle cave di Marlborough Downs, a circa 29 km di distanza. I blocchi vennero levigati e rifiniti a mano, con l'aiuto di strumenti in pietra. Gli elementi superiori che vanno a formare gli architravi, sono tenuti assieme da giunti scavati di forma sferica, simili alle giunture del femore umano. Alcuni di questi giunti, ovviamente erosi dal tempo, si possono ancora notare sulla sommità degli elementi verticale a cui manca l'architrave.
La quarta fase ebbe inizio attorno al 1600 AC, quando le pietre di dolerite vennero nuovamente trasportate al sito dopo essere state conservate in un luogo ancora sconosciuto, e nuovamente erette all'interno del cerchio, formando la struttura centrale a ferro di cavallo.
Le pietre ai quattro lati vennero incise con figure a forma di testa d'ascia o di altre armi, e l'elemento noto come “Altar Stone”, la Pietra dell'Altare, venne eretto al centro del cerchio.

Folklore
Stonehenge, nel corso dei secoli, ha influenzato enormemente le leggende e il folklore locale. La maggior parte dei racconti cercano di spiegare l'origine del sito, attribuendo la sua costruzione a Giganti, Dei o maghi. Era probabilmente più semplice per il popolo, accettare spiegazioni come queste, piuttosto che rendersi conto dei livelli elevati di tecnica e logistica raggiunti da antiche e misteriose popolazioni.
Durante il Medioevo, Goffredo di Monmouth, i cui coloriti scritti hanno avuto grande influenza sulla mitologia Britannica, scrisse che le pietre vennero originariamente portate dall'Africa in Irlanda da una razza di Giganti. Successivamente attraversarono il mare grazie alla magia di Merlino, che le posizionò nella foggia attuale all'inizio del Medioevo dietro richiesta di Ambrosius Aurelianus, Re dei Britanni in quel tempo, come monumento in ricordo del tradimento di Hengist, un leader Sassone colpevole dell'assassinio del principe Vortigern.
La Heel Stone si dice sia stata lanciata dal Diavolo in persona ad un monaco curioso, che lo spiava nascosto tra le pietre. La pietra colpì lo sfortunato chierico, inchiodandolo al terreno proprio per il tallone (heel in inglese)

Antica Astronomia
Stonehenge ha stimolato un grande dibattito a riguardo della sua presunta funzione astronomica nel corso degli anni. Il primo a sostenere che le pietre possano essere allineate con le ricorrenze del calendario solare, è stato William Stukeley nei primi decenni del 18° Secolo. Egli notò che l'asse del viale in terra si allinea con il punto dove sorge il sole al Solstizio d' Estate. Nel 1960 un astrofisico chiamato Gerald Hawkins, studiò gli allineamenti di Stonehenge con l'ausilio di un computer, concludendo che i triliti si allineavano con il sorger e il calare del Sole e della Luna nelle date chiave del calendario. Anche se gli allineamenti potevano non essere perfetti, erano sicuramente utilizzabili dagli antichi costruttori per scopi cerimoniali legati a osservazioni astronomiche.