martedì 22 febbraio 2011

L'Altromondo Celtico e il Piccolo Popolo

Pochi aspetti della Tradizione Celtica sono oggi più confusi dal passare del tempo e dell'intrusione culturale cristiana, rispetto a quelli riguardanti la Morte e l'Aldilà. L'avvento della fede Cristiana nel Nord Europa ha segnato un radicale cambio di interpretazione dei concetti di Morte e Rinascita, cercando di sostituire la teologia biblica alla mitologia nativa, non riuscendovi completamente tuttavia e dando vita quindi a un pesante sovrapponimento culturale. Questa ibridazione di credenze diede luogo alla venuta del Cristianesimo Celtico, che aveva una differente considerazione del mondo pagano rispetto alla Chiesa di Roma.

Gran parte di questo particolare tipo di pensiero sincretico ha attraversato i secoli grazie alle tradizione e i racconti popolari, permettendo di conoscere, seppur in maniera non "pura" le Antiche Credenze.
Per ottenere una comprensione più chiara del questo patrimonio cosmologico tradizionale, dobbiamo tentare di individuare e rimuovere le influenze esterne apportate dai trascorsi storici più recenti.
Gli Dei e Dee ancestrali erano considerati estremamente potenti. Essi esistevano fisicamente in questo Mondo ma possedevano la capacità di muoversi liberamente tra i Regni. Erano inoltre molto legati alle attività quotidiane che si svolgevano nel mondo, venendo spessi coinvolti , essendone in alcuni casi parte integrante, nel Ciclo della Natura, che scandiva la vita di allora. Quando il Cristianesimo salì alla ribalta, il popolo cominciò gradatamente ad adattare alla nuova fede la propria devozione verso le Antiche Divinità. Come era già accaduto alle antichissime Divinità pre-Celtiche che vennero relegate, ma non dimenticate, negli abissi marini, gli Dei della tradizione Celtica Arcaica vennero "esiliati" ai margini del Mondo. O meglio, nell'Altromondo.
Le storie che sono arrivate fino a noi, narrano di come questi Dei presero dimora sottoterra o all'interno dei tumuli, venendo quindi chiamati Sidhe, dal termine gaelico per "sotto la collina". I racconti sui Sidhe parlano di fantastici palazzi sotterranei, dove gli Dei decaduti tengono pantagruelici banchetti in compagnia degli antichi Eroi di un tempo. Questo folklore è molto variegato, e confonde notevolmente le acque se si vuole cercare di definire una figura dominante, in quanto molte delle maggiori Divinità Irlandesi antiche sono "migrate" nell'Altromondo Celtico.
Come prese piede la visione cristiana sinistra della Morte e dell'Altromondo, l'atteggiamento verso gli Antichi Dei si venò, almeno nelle convinzioni del clero, di un'aura di sospetto e paura, mentre la cosa fu più contenuta nel popolo, che comunque continuò a vedere queste entità con timore riverenziale. Successivamente la percezione popolare di queste Divinità si trasformò nel folklore legato al Piccolo Popolo.
Fate, Folletti, Elfi, Banshees, Red Caps, Pookas e tutti gli altri esponenti del Popolo Fatato mantenevano la loro essenza di entità antichissime legate alla Natura, ma erano anche considerate, perlomeno alcune, sinistre, selvagge ed estremamente pericolose. Tutto diverso dalle figure giocose e fiabesche stile "Disney" con cui vengono in larga parte identificate oggigiorno. Molto carine, commerciali, innocue, snaturate completamente dalla loro vera essenza. In pratica, finte. Non dobbiamo dimenticare però che queste entità sono nientemeno che della Divinità decadute, e che l’influsso della Chiesa ha tentato in ogni maniera di metterli in cattiva luce. Un caso emblematico è il Diavolo della tradizione Cristiana. Come viene solitamente raffigurato il Diavolo? L’iconografia più comune lo rappresenta come un essere ibrido, dotato di corna e zoccoli. Immagine che non può non venire collegata a Cernunnos e Pan, Divinità di culture differenti nel tempo e nello spazio ma simili per raffigurazione iconografica e comportamentale. Il fatto che fossero Divinità selvagge, sfrenate ed estremamente popolari, una vera spina nel fianco per i vari evangelizzatori, fece in modo che questi ultimi si prodigarono per farli diventare la personificazione del Male, facendo leva sulle loro stesse peculiarità. Un esempio è rappresentato da una delle incarnazioni di Cernunnos, Gwyn ap Nudd il Dio Gallese della caccia, che sotto l’influenza Cristiana è diventato il capo della Caccia Selvaggia, dove le forze del Caos e del Male si aggiravano per le campagne in cerca di viaggiatori solitari a cui strappare l’anima.
Nonostante queste campagne denigratorie cristiane, L’Altromondo, il Piccolo Popolo e gli Antichi Dei, sono rimasti parte importantissimo del folklore. Queste figure fanno ancora oggi, per chi ha la voglia e le capacità di vedere oltre, da tramite tra la nostra realtà quotidiana e una realtà nascosta, più pura e naturale. E chi sa vedere oltre, si rende conto che potrebbero esistere altre entità nella Natura. Che magari ci scrutano con occhietti non sempre benevoli dal folto dei boschi.

lunedì 21 febbraio 2011

Carrowmore (An Cheathrú Mhor)

Carrowmore, An Cheathrú Mhor in Gaelico Irlandese, è uno dei quattro principali cimiteri megalitici d'Irlanda. Si trova al centro di un ampio comprensorio rituale preistorico, sulla penisola di Cuil Irra, nella contea di Sligo.
A Carrowmore oggi possono essere visitate circa trenta tombe megalitiche. Nel loro stato originale, queste tombe erano quasi tutte composte da un dolmen, più o meno grande, racchiuso da un cerchio di pietre con diametri compresi tra i 12 e i 15 metri, inoltre ogni monumento si trova su una piccola piattaforma livellata di terra e pietra. Uno dei motivi dello straordinario grado di conservazione di questi monumenti è la presenza di un solido e ben assemblato rinforzo alla base delle pietre erette in verticale. La combinazione di 5 di questo ortostati, sormontati da una chiave di volta, formano una camera sepolcrale pentagonale. Il cerchio di pietre esterno è formato da 30-40 massi, solitamente di gneiss. A volte è anche presente un circolo di pietre più interno. Dei "corridoi", formati da una doppia fila di pietre grezze, sottolineano l'orientamento delle tombe satellite, quasi tutte direzionate verso il monumento centrale. Il complesso si sviluppa su un'area di circa 1 x 0,6 km, di forma quasi ovale con al centro, in posizione rialzata, il monumento centrale, un tumulo chiamato Listoghil (catalogato come Tomba 51), oggi completamente restaurato.
Listoghil o Tomba 51


Le datazioni al radiocarbonio eseguite negli anni '70, '80 e '90 del secolo scorso hanno indicato i monumenti di Carrowmore come risalenti circa al 5400 AC, cosa che ha suscitato notevoli controversie nella comunità scientifica in quanto contrasta con l'idea comune e più accreditata, che questi monumenti risalgano al periodo Neolitico, e non Mesolitico come indicato dal Carbonio 14, che però non può ritenersi preciso al 100%. La possibile antichità di questo sito è però supportata da simili datazioni effettuate su tombe a camera bretoni e alcuni microliti mesolitici ritrovati nella zona della Contea di Sligo. Se queste teorie venissero confermate collocherebbero la costruzione del complesso prima dell'avvento della stessa agricoltura in Irlanda, prima della costruzione di Newgrange e Knowth e farebbero di Carrowmore il complesso megalitico più antico d'Europa.



Tomba 51 Dolmen centrale

Carrowmore tuttavia mantiene la classica struttura dei siti di sepoltura megalitici irlandesi, come Newgrange e Loughcrew, con cui condivide lo schema strutturale e i materiali di costruzione.
Quasi tutte le sepolture di Carrowmore erano cremazioni, l’unica inumazione presente nel sito è quella di Listoghil, il tumulo centrale, conosciuto anche come Tomba 51. Probabilmente si trattava di una qualche personalità più che di spicco, vista l’imponenza del monumento e la particolarità della sepoltura. Il corpo infatti è stato scarnificato prima di venire sepolto (similarmente a quanto è stato rinvenuto a Poulnabroune, nel Clare)ed era corredato da una serie di oggetti rituali, come spille con teste a forma di fungo e palle di pietra o argilla (oggetti comuni a più di un corredo funebre irlandese di età Neolitica).  

Alcune delle tombe e dei pozzi circostanti contenevano conchiglie e gusci di crostacei, che si ricollegano alla pratica di raccogliere frutti di mare sulle pescose coste della penisola di Cuil Irra (per inciso il nome del maggior centro urbano della zona, Sligo, deriva dal Gaelico Irlandese Sligeach, che significa "Fiume ricco di conchiglie”).
I megaliti di Carrowmore vennero riutilizzati dalle popolazioni dell’Età del Bronzo e dell’Età del Ferro, rimanendo uno dei punti focali per le credenze religiose e folkloristiche locali per molti secoli dopo la loro costruzione, venendo di volta in volta utilizzati come luoghi di aggregazione per feste pagane pure o “cristianizzate”, oppure identificate come sepolture o monumenti alla memoria di antichi Eroi caduti in battaglia.
Il Knocknarea visto dalla tomba 7



mercoledì 9 febbraio 2011

Cernunnos

Cernunnos è una figura divina ampiamente riconosciuta nell'ambito del Pensiero Pagano, il Dio della caccia, delle foreste e della fertilità. La figura di un Dio cornuto è onnipresente nelle culture antiche e non limitata al culto dei Celti. Il Dio greco Pan, il Minotauro minoico e il Signore indù Pashupati, sono tutte figure divine o semi divine cornuti con l'accento posto sulla loro mascolinità, sulla loro natura indomabile e selvaggia, portatrice di fertilità.

Eppure il Cernunnos celtico è una figura molto più articolata e complessa, capace di collegare sia storicamente che spiritualmente (e quindi culturalmente), i Popoli Celtici d'Europa.
"lo Stregone" Grotta di Lascaux Francia
Le più antiche fonti archeologiche, che identificano Cernunnos, provengono da raffigurazioni iconiche e incisioni rupestri presenti nelle aree celtiche della Gallia Transalpina, dell'Italia Settentrionale (Gallia Cisalpina) e dalla costa meridionale della Gran Bretagna. Queste testimonianze indicano chiaramente che Cernunnos era adorato dalle tribù europee di ceppo celtico e germanico per tutto un periodo compreso da prima del 400 aC fino ad almeno il 100 dC. Come accadde a molte altre Divinità, le culture più tarde assimilarono la figura di Cernunnos al proprio pantheon, il che prova la "multiculturalità" del Dio, non legato esclusivamente all'area celtica. La così vasta diffusione del concetto di "Dio Cornuto" fa pensare ad una origine comune a tutta Europa. Questa figura potrebbe essere identificata in alcune pitture rupestri rinvenute in Francia.
 Una in particolare, chiamata "Lo Stregone", ritrae un essere mitologico molto simile a Cernunnos, un uomo con alte corna di cervo e ben marcati attributi sessuali maschili, oltre che caratteristiche di altri animali quali gli arti anteriori simili a quelli di un orso.
Questa pittura precede le prime raffigurazioni accertate di Cernunnos di alcune migliaia di anni, ma fissa bene il concetto di Dio Cornuto, in questo caso forse interpretato da uno sciamano con paramenti rituali impegnato in un rito per placare lo spirito del cervo e propiziarsi la caccia. Un concetto ampiamente applicabile sia alla spiritualità dei primitivi Indoeuropei sia, più recentemente, al tempo dei Celti.

Cernunnos - Pittura Rupestre in Valcamonica

L'etimologia del nome Cernunnos deriva da un'iscrizione presente su una statua del Dio rinvenuta durante alcuni lavori alle fondamenta della cattedrale di Notre-Dame a Parigi, nel XIV° Secolo. La statua, attribuita alla tribù celtica dei Parisii, riportava alla base una parola con la prima lettera cancellata: "ernunnos". La lettera mancante è desunta dall'antico Gaelico Irlandese, dando un senso al nome del Dio. Infatti nell'antica lingua Gallica le parole "cernon" o "carnon" possono essere tradotte con corno e la traduzione in Gaelico Irlandese è "cern", come anche in Bretone e in Gallese. L'iscrizione è quindi facilmente completata.
Tutte queste parole derivano dall'Indoeuropeo "Krno". Traducendo letteralmente, il nome Cernunnos diventa "Il Grande (Dio) Cornuto", un appellativo perfetto per la sua immagine.
La più notevole ed evidente delle caratteristiche di Cernunnos sono le grandi corna di cervo, cosa che suggerisce una stretta connessione con il concetto di Natura, sia una sua raffigurazione quale Dio della caccia(il cervo era un animale molto cacciato e, la sua carne, probabilmente una componente importante nella dieta dei Celti). Questa idea di Dio Cacciatore è supportata da alcune sue raffigurazione quale uomo maturo, con barba e capelli lunghi. Mentre nella società Celtica sia gli uomini che le donne potevano essere guerrieri e cacciatori, nell'iconografia le cose stavano diversamente. Una donna significava fecondità e abbondanza, rappresentava il concetto di "madre".

Mentre un uomo era il guerriero o il cacciatore, la forza che proteggeva il clan e procurava il cibo. Il fatto di essere sempre rappresentato circondato di animali, sostiene senza dubbio questa idea, ma anche che Cernunnos era si il Dio della Caccia, ma anche il Dio della Foresta Selvaggia, quindi figura non solo come predatore, ma anche come custode protettore di quegli animali, a cui è strettamente legato. Cernunnos viene quasi sempre raffigurato con un torc al collo, ai polsi e alle corna. Considerato il fatto che, nella cultura Celtica, il torc simboleggiava ricchezza e nobiltà, Cernunnos poteva venire considerato come un grande Re, che provvedeva a cacciare e quindi a sostenere non una sola famiglia, ma tutta la comunità. L’idea celtica della ricchezza infatti è connessa all’abbondanza dei doni della Natura Selvaggia, sulla quale il Dio Cacciatore aveva il controllo, ma anche al possesso di monete d’oro, una ricchezza materiale rappresentata dalla borsa portamonete con la quale Cernunnos veniva spesso raffigurato.


Cernunnos sul Calderone di Gudenstrupp - Danimarca
 

martedì 8 febbraio 2011

Santa Brigida, una Dea che venne fatta Santa

Con l'avvento del Cristianesimo, la potente Dea Pagana venne trasformata nella santa più amata d'Irlanda, seconda solo a San Patrizio, Santa Brigida. Questa trasformazione avvenne quasi letteralmente a Drumeague, nella contea di Cavan. Qui esiste un luogo chiamato "La Montagna dei tre Dei", dove sorgeva una raffigurazione di pietra di Brigid, adorata come Triplice Dea (vedi post Precedente). Con l'arrivo del Cristianesimo, la raffigurazione fu nascosta in una tomba neolitica della zona. Successivamente l'effige fu recuperata dal suo luogo di sepoltura e, dopo averla benedetta, collocata in cima a una chiesa canonizzata poi come "San Bride di Knockbridge". Nonostante sia presente in molte leggende popolari, non ci sono prove certe della sua esistenza come figura storica. Alcune storie sulla vita della santa ricordano come Sir James Frazer, una volta la chiamò "Una Dea col mantello logoro".

Si narra che Santa Brigida era la figlia di un Druido che aveva avuto una visione a riguardo di una bimba che doveva portare il nome della Grande Dea.
Fonte Sacra dedicata a Santa Brigida, Liscannor Co. Clare
Sua figlia nacque all'alba, mentre sua madre stava attraversando la soglia di casa, così la piccola venne al mondo "ne dentro ne fuori", acquistando lo stato conosciuto come liminalità, dal latino "limen", uno stato che permette di stare "tra" i luoghi e il tempo, tra un mondo e l'altro, tra la nostra realtà e l'Altromondo, il Regno degli Esseri Fatati. Inoltre, nella tradizione Celtica, lìalba era un momento molto particolare, in cui grandi accadimenti magici potevano manifestarsi, ma soprattutto un momento in cui potevano aprirsi passaggi tra l'Altromondo e il nostro. Personalmente credo che queste circostanze, insieme quelle di cui parleremo tra poco, pongano la figura di Santa Brigida sotto luce "fatata", quasi al limite di classificare la Santa stessa come Changeling. Infatti, da bambina, Brigid non poteva venir nutrita con niente, tranne il latte di una particolare mucca bianca con le orecchie rosse. Gli animali con questa caratteristica colorazione, erano spesso associati al Piccolo Popolo e all'Altromondo, ulteriore indizio sulla possibile origine fatata della Santa, inoltre, come abbiamo già visto nel post precedente, la Dea Pagana Brigid aveva con se due buoi magici. Nella società Celtica, i bovini sono considerati come il bestiame più pregiato, venerati come portatori di abbondanza, e Santa Brigida, come la sua corrispettiva Pagana, era sempre strettamente associata al bestiame in generale e alle mucche da latte in particolare. Da adulta era sempre accompagnata da una vacca che le forniva tutto il latte di cui aveva bisogno.
Quando divenne badessa di Kildare, miracolosamente la produzione di latte e burro delle vacche dell'abbazia venne incrementata di molto, al punto da alimentare un vero e proprio lago di latte per ben tre volte al giorno, e di poter confezionare un centinaio di ceste colme di burro! Quando morì, il suo teschio fu conservato a Kildare come reliquia, usato per abbellire la statua pagana integrata nella chiesa. Sembra che più tardi, dei soldati normanni abbiano trafugato il teschio dalla chiesa, e lo abbiano portato in Portogallo. Qui la reliquia della Santa giocherebbe un ruolo fondamentale in una cerimonia primaverile per la benedizione del bestiame.

mercoledì 2 febbraio 2011

La Dea Brigid e Imbolc

Il primo di febbraio è un giorno dedicato a Brigid, (Conosciuta anche come Brighid, Brigit, Bride) la Dea celtica che, in tempi più recenti, venne venerata come santa cristiana, Santa Brigida. L'antico nome della festa è Imbolc o Oimelc, due nomi che si riferiscono alla lattazione delle pecore, il flusso di latte che annuncia il ritorno delle forze vitali della primavera. Più tardi, la Chiesa cattolica cercò di sostituire questo festival con la ricorrenza della Candelora, il 2 febbraio, dedicata alla Vergine Maria e caratterizzata da processioni a lume di candela. La potente figura di Brigid, la Portatrice di Luce, rimane invariata sia nelle celebrazioni pagane che in quelle cristiane. Nelle realtà agricole e pastorali di tutta Europa, e in particolare nelle Isole Britanniche, Febbraio è in mese duro e amaro. Nella Vecchia Scozia il mese di Febbraio cade proprio nel mezzo di un periodo chiamato Faoilleach, il Mese del Lupo, conosciuto anche con il sinistro appellativo di A'Marbh Mhiòs, il Mese della Morte. Nonostante questo sia il periodo più duro di tutto l'inverno, freddo e tetro, i segnali della rinascita della Natura appaiono forti e chiari: nascono gli agnelli, cresce l'erba nuova e fresca alimentata dalla pioggia, i corvi cominciano a nidificare e le allodole a cantare.

In Irlanda, il terreno viene preparato a ricevere la nuova semina con vanga e aratro, nascono i vitelli e i pescatori vedono finalmente la fine delle tempeste e del mare agitato. Si ritorna alla Vita. Nel folklore scozzese, la Vecchiaccia dell'Inverno, la Cailleach, muore e rinasce sotto forma di Bride, la giovane Fanciulla di Primavera, fragile e minuta, ma sempre più forte e prosperosa ogni giorno che passa, trasformando la scarsità in abbondanza. Si è tentati di raffigurare questa potente divinità con la sua forma più innocente, una giovane coi capelli dorati, grandi occhi sognanti e sempre circondata da bambini. Ma dietro alla sua forma apparentemente innocua, si cela la figura di una delle maggiori Divinità Ancestrali, Brigid, il cui nome si può tradurre con "La Sublime", Dea Madre e Regina di molte antiche tribù europee.
Come già accennato, era conosciuta anche come Bridget, Brighid, Brighde, Brig o Bride, e alcuni studiosi sostengono che i suoi nomi derivino dal termine sanscrito Vedico "brihati", un epiteto del divino.
Il “Glossario di Cormac”, un’opera del 10° secolo, la descrive come figlia del Daghda, il “Grande Dio” dei Tuatha de Danaan. In quell’opera viene chiamata “Donna di saggezza… Una Dea adorata dai poeti, perché la sua protezione verso di loro è grande e potente”
Dal momento che la disciplina della poesia, filidhect in gaelico, spesso si intreccia con quella della veggenza, Brigid era spesso vista come la grande ispirazione dietro gli oracoli e le divinazioni. Di Lei si diceva che avesse due sorelle: Brigid la Guaritrice e Brigid il Fabbro, ma si suppone che queste figure non siano altro che i tre aspetti della Dea: poesia/divinazione, guarigione e conoscenza della lavorazione dei metalli. In altre fonti viene descritta come patrona di alcune attività fondamentali nelle società Celtiche antiche, come la tessitura e la produzione di birra.
Come personificazione della Primavera e Dea della Rinascita e dell’Abbondanza, Brigid era molto amata dal popolo, al quale assicurava i doni del mondo Naturale. Era inoltre collegata con le pratiche di domesticazione degli animali e in genere con il bestiame. Brigid possedeva due splendidi buoi, chiamati Fea e Feimheam, cha hanno dato il loro nome a uma piana nella contea di Carlow e a una nella contea di Tipperary. Era inoltre la custode di Torc Triath, il Re dei Cinghiali, che diede il nome a un’altra piana nel West Tipperary. Questi tre animali Totem avevano la funzione di dare l’allarme se un qualche pericolo avesse minacciato l’Irlanda.
Alcuni fiumi irlandesi portano il suo nome, così come anche luoghi distanti dall’Irlanda, come il Breconshire in Galles, Brechin in Scozia e Bregenz in Austria, che una volta era la capitale della tribù dei Brigantii. Questa tribù era sotto la tutela divina della dea Brigantia, che pare fosse un ulteriore aspetto della dea Brigid. Divenuti in seguito una delle più potenti unità politiche della Gran Bretagna di lingua Celtica, i Brigantii si insediarono prevalentemente nel Nord Inghilterra, dove molti toponimi e molte incisioni rupestri fanno eco al culto della loro Dea Madre e Protettrice. Brigid la Splendente.