giovedì 30 settembre 2010

Il Lupo e l'Uomo, un legame indissolubile

Pochi animali sulla faccia della terra sono capaci di evocare emozioni forti come il lupo. E pochi altri sono stati soggetti a discriminazioni e persecuzioni tali da provocarne l’estinzione dalla maggior parte delle proprie lande ancestrali.

Nonostante la reputazione che molte culture gli attribuiscono, il lupo è in realtà una creatura timida, elusiva ed estremamente intelligente.
I racconti folkloristici e le leggende sui lupi abbondano, avvolti da una nebbia di paura, ammirazione (invidia) e disgusto ipocrita. Ho messo la parola invidia tra parentesi e aggiunto “ipocrita” al termine disgusto, perché in fondo in fondo l’uomo, scritto minuscolo, inteso come l’animale uomo, ha da sempre desiderato possedere le caratteristiche della sua peggiore nemesi. Il Lupo.

Nelle antiche società di cacciatori- raccoglitori, il Lupo era l’esempio da seguire, il potente Totem a cui rivolgersi… E l’implacabile concorrente con cui misurarsi nella continua lotta per la sopravvivenza. Era giocoforza che la sua figura fosse più che mitizzata. Con l’avvento di un’economia di agricoltura e pastorizia, la figura del Lupo ha assunto connotati più negativi, visto che rappresentava la continua minaccia agli armenti. Ma qualcosa dell’antica ammirazione rimaneva. Con l’articolarsi della società umana, della cosiddetta cività, molti clan guerrieri presero a considerare come loro antico capostipite proprio il Lupo.
Persino all’antica Roma, che ha decisamente portato una svolta epocale nella storia e nella cultura europea (e mondiale), veniva attribuito un originario legame con con la Lupa, nutrice dei mitici fondatori Romolo e Remo.
Come già scritto in precedenza, i Norreni veneravano il lupo nelle vesti di portatore del Caos, Fenrir, figlio di Loki, il mostruoso Lupo del Ragnarok, ma lupi erano anche i due fedeli compagni di Odino, Geri e Freki, che il Padre degli Dei nutre amorevolmente con il cibo che fa cadere dalla sua tavola nel Valhalla.

E’ con l’avvento del Cristianesimo che il Lupo diventa simbolo esclusivamente malefico. Veniva infatti associato al Diavolo, l’Avversario (forse anche come distorsione delle credenze dei tempi antichi quando uomo e lupo concorrevano nella caccia), in contrapposizione a Cristo, “l’Agnello di Dio”, formando una metafora forse scontata, ma sicuramente molto evocativa.

mercoledì 29 settembre 2010

La figura del Licantropo nel Folklore Irlandese

Al giorno d'oggi non vi è traccia di lupi in Irlanda, ma le cose non sono sempre state così. Un tempo branchi di lupi scorrazzavano liberi per tutta l'isola, creando non pochi problemi alle popolazioni, in una società che si basava molto sulla pastorizia. Gli Irlandesi si riferiscono ai licantropi come Faoladh o Conriocht, esseri protagonisti di leggende non basate sui miti Germanici.


Queste creature non erano viste come mostri mangia-uomini, al contrario erano considerati una sorta di protettori, che difendevano i bambini e le persone ferite nel bosco, e scortavano in luoghi sicuri i viaggiatori smarriti.
Ancora oggi un talismano a forma di lupo si crede che possa scongiurare gli influssi maligni.

Nel 1185, Giraldus Cambrensis scrisse la prima storia sui lupi mannari Irlandesi, prendendo per vera una storia raccontata dal vescovo di Ossory. Giraldus raccontò di una strana avventura capitata a un prete:

Un sacerdote stava viaggiando assieme al suo assistente per un'importante missione dall'Ulster al Meath. I due, fermandosi in un bosco per passare la notte, si imbatterono in un lupo gigantesco. Erano terrorizzati, e sarebbero fuggiti a gambe levate, se l'animale non si fosse rivolto loro con voce umana. Il lupo raccontò loro di come san Natalia, famoso per il suo scostante carattere, maledì il popolo degli Ossoriani per il loro stile di vita peccaminoso. Da quel momento due persone, un uomo e una donna, erano costrette a vivere in forma di lupo per sette anni, trascorsi i quali sarebbero tornati al loro aspetto originale per essere sostituiti da altri due malcapitati. Il lupo disse al prete che sua moglie era in fin di vita, e lui era in cerca proprio di un sacerdote per potergli impartire l'Estrema Unzione. Il prete allora segue il lupo e amministra il sacramento alla moribonda, che muore in pace. In segno di gratitudine, il lupo rivela al sacerdote alcune profezie a riguardo della presenza Inglese in Irlanda. Il prete si offrì di incontrare di nuovo il lupo, una volta che avesse ritrovato la forma umana, ma questi non si fece vedere mai più.

Un'altra leggenda racconta di come la gente di Ossory può tramutarsi in lupi a proprio piacimento.
Quando un Ossoriano si trasforma in lupo, abbandona il suo corpo umano a casa, in una trance simile alla morte, sorvegliato da un amico fidato con disposizione di non spostarlo assolutamente. Infatti se al suo ritorno non fosse riuscito a ritrovare le sue spoglie mortali, sarebbe stato costretto a rimanere in forma di lupo per il resto dei suoi giorni!
In forma di lupo un uomo perdeva completamente la sua umanità, e si dedicava alle normali attività dell'animale, cacciando nei boschi e insidiando i greggi di ovini e bovini nei pressi dei villaggi. Se sorpreso o attaccato mentre mangiava, il "lupo" istintintivamente fuggiva verso casa, cercare di recuperare la sua forma umana.

Nel folklore Irlandese ci sono riferimenti al tema del licantropo in tutto il corso della storia. Ad esempio ci sono racconti a proposito di tribù di Uomini-Lupo stanziate nella contea di Tipperary. Gli antichi Re d'Irlanda avrebbero richiesto più volte il loro aiuto in battaglia quando si sentivano minacciati da nemici troppo potenti. Questo potrebbe far pensare a un collegamento con i guerrieri-lupo Norreni, gli Ulfhednar. Questa correlazione potrebbe trovare ampio riscontro con gli insediamenti Vichinghi in Irlanda, anche se, come già detto, la figura del Licantropo Irlandese si è sviluppata autonomamente.

martedì 28 settembre 2010

La figura del Lupo nel Folklore Globale

In molti antichi miti, il lupo è stato raffigurato come coraggioso, onorevole, e intelligente. alcuni dei migliori esempi di questa alta considerazione ci viene dal folklore dei Nativi Americani e dalla tradizione dell’Antica Roma (vedi la leggenda di Romolo e Remo e i Lupercalia).



Foto scattata ad AlphaLoups, Le Boreon, Parco Nazionale del Mercantour
 Nelle società proto-Indoeuropee, il lupo era probabilmente associato alla classe dei guerrieri, e il termine stesso latino (lupus) derivava probabilmente da una forma distorta della dizione indoeuropea, wlkwos.

Molti nomi propri di origine Germanica, contengono l’elemento “Wulf” o “Wolf”, ad esempio: Wulfstan, Wolfgang, Wolfthard.

Nel moderno folklore occidentale, il lupo è una figura da temere, come il Lupo Cattivo o i Licantropi, umani che, per effetto di una magia diabolica o una maledizione, prendono la forma ed il comportamento dei lupi, e vengono quindi emrginati e discriminati dai propri (ex) simili.


Fenrir
 Nella mitologia Norrena compaiono tre malefici lupi: il gigantesco Fenrir (odiato e temuto dagli Æsir), figlio primogenito del dio Loki e della gigantessa Angrboda, e i due suoi figli, i lupi Skoll e Hati, che divoreranno il Sole e la Luna durante il Ragnarok.

La paura degli uomini nei confronti dei lupi è la responsabile di tutte le persecuzioni che la nostra razza ha riservato a questi superbi animali, oltre alla giustificazione per averli portati sull’orlo dell’estinzione in molte parti del pianeta. Fortunatamente, durante il XX° secolo, una maggiore conoscenza delle abitudini di questo animale, e un crescente interesse per le tradizioni e il folklore dei Nativi Americani, hanno portato a raffigurare in maniera molto più positiva il lupo.

Nonostante la loro reputazione spesso negativa, ai lupi viene alle volte attribuita, nella Mitologia o nei racconti (oltre che il riscontro della reltà)l’abitudine di salvare proteggere e crescere bambini sperduti, fra tutti due esempi famosi, i già citati Romolo e Remo e Mowgli, protagonista del “Libro della Jungla” di Kipling.

Nella loro mitologia, i Mongoli credevano di discendere da un lupo grigio e da una cerva bianca. Il loro più grande condottiero, Genghis Khan, amava definire il suo popolo “ Il Clan del Lupo Grigio”.

Negli ultimi 150 anni, non c’è stata nessuna prova documentata di un essere umano ucciso da un lupo sano, infatti i lupi preferiscono fuggire piuttosto che attaccare un uomo. Tuttavia si parla lo stesso di attacchi da parte di lupi, cosa probabilmente attribuibile però a animali colpiti da rabbia o addirittura a grossi cani rinselvatichiti. E’ comunque sempre bene pensarci due volte prima di provocare uno o più lupi, in caso di fortuiti incontri, visto che questi meravigliosi animali sono selvatici, e se percepiscono pericolo per loro o peggio per la loro prole, attaccheranno per difesa.

lunedì 27 settembre 2010

Leprechauns e Clurichauns

Leprechauns


Il leprechaun è una creatura solitaria, che evita al massimo il contatto con i Mortali e con altri esponenti del Piccolo Popolo. Egli dedica tutta la sua concentrazione e dedizione nello svolgere il lavoro di calzolaio, infatti un Leprechaun viene sempre raffigurato con una scarpa e un martello in mano.

Un Leprechaun secondo una stampa popolare
 La maggior parte di loro sono brutti, sdentati e alti non più di un ragazzino di 10 o 11 anni, decisamente non molto attraenti! Sono inoltre spesso grassocci e con guance rubiconde, con penetranti occhi che risplendono di una luce maliziosa ed una certa grazia nel muoversi, nonostante il fisico non proprio asciutto.
Nonostante possiedano molte ricchezze (soprattutto sotto forma di monete d'oro), i Leprechauns preferiscono vestire in modo semplice, spesso addirittura squallido! Spesso indossano cappotti di colore grigio o verde, con grandi tasche, portano anche sudici grembiuli da ciabattino e, molto spesso, polverisi cappelli verdi o al limite rossi ruggine.
Questi folletti si distinguono per il loro modo di parlare sboccato, l'abitudine di fumare pipe puzzolenti ma soprattutto per la loro passione innata per le bevande alcoliche, soprattutto birra e whisky.
Nonostante queste caratteristiche, non propriamente "da gentiluomini", i Leprechauns vengono tollerati dalle altre Fate perché svolgono il compito di custodi ai loro tesori.
Devono fare molta attenzione a tutti quelli della Gente Alta che vogliono impadronirsi del loro oro. Narra una leggenda che soltanto i Leprechauns, piuttosto avidi, conoscevano in anticipo i luoghi dove sarebbero sbarcati in Irlanda i saccheggiatori Vichinghi, per poter essere sempre pronti a nascondere i loro patrimoni.
Nonostante tutte le precauzioni, la presenza dei loro tesori è rivelata dagli arcobaleni, e spesso nei racconti, i Mortali ne approfittano.
Questo fa si che un Leprechaun sia spesso inquieto, perché non riesce a sottrarre la sua pentola d'oro agli arcobaleni nonostante la sposti incessantemente da un posto ad un'altro.
Se un Leprechaun viene catturato e interrogato duramente, potrebbe anche rivelare il nascondiglio del suo oro, ma raramente accade, e spesso il folletto cercherà di vendicarsi, anche molto violentemente. Nonostante questo i Leprechauns sono in genere molto amichevoli se si offre loro da bere, e potrebbe capitare che, dopo svariati giri, sia lui stesso ad regalare parte del suo tesoro.
Il Folklore irlandese non parla mai di femmine di Leprechaun, e questo spiega perché alle volte, questo tipo di fata sia più "ben disposto" nei confronti di una bella ragazza mortale, piuttosto che di un corpulento contadino!

Clurichauns

Si è molto discusso sulla vera natura dei Clurichauns, sul fatto se essi siano solo dei Leprechauns un po' sopra le righe o se siano una specie di Fate a se, anche se strettamente imparentate con i Leprechauns.
Di fatti, ad eccezione di una perenne sfumatura rossa sulla punta del naso, i due tipi di Fate si assomigliano fisicamente alla perfezione. Di contro però, non si vedrà mai un Clurichaun indossare il grembiule, impugnare un martello o una scarpa, infatti essi non hanno la minima intenzione di lavorare!
Indossano fibbie d'argento alle scarpe, lacci dorati ai loro berretti e calze blu tirate fino al polpaccio.
Una delle loro attività preferite è quella di entrare nelle cantine dei ricchi, e prosciugarne completamente le botti, facendo una terrificante baldoria.
Per divertirsi amano mascherarsi da capre o pecore, e così travestiti farsi inseguire per campi e torbiere dagli sfortunati pastori che li scambiano per un capo smarrito del proprio gregge.
I Leprechauns non ammetteranno mai una relazione tra loro e questi cugini dispettosi, ma alcuni credono che i Clurichans altri non siano che Leprechauns troppo ubriachi per rendersi conto di quello che fanno!

lunedì 20 settembre 2010

Animali Fatati

Molti animali vagano per le terre Fatate dell'Altromondo e per i suoi corsi d'acqua, e spesso si allontanano per recarsi nei Regni della Gente Alta, ovvero il Mondo come noi lo conosciamo.


Grandi cavalli fatati escono imponenti e maestosi dalle onde del mare, solo per finire poi miseramente intrappolati, ansimanti e impotenti, nella rete di qualche pescatore. Alle volte, delle strane mucche emergono dalle onde in cerca di erba verde e grassa per nutrire i propri vitelli. In particolare nel periodo del Primo di Maggio (l'antica ricorrenza di Beltane), pare che le Vacche Fatate tendano a mostrarsi, portando fortuna agli agricoltori proprietari dei campi in cui pascolano. Alle volte, qualche fortunato mortale, ha l'onore di ospitare nel suo campo Glas Gaivlen, la sacra mucca bianca con macchie verde brillante. Ovunque essa pascoli, l'erba diventa più verde e nutriente, le patate più grosse e il fieno più abbondante. Una vera benedizione per i poveri agricoltori irlandesi!

Grandi gatti neri e mostruosi serpenti lacustri vigilano attenti sui tesori del Piccolo Popolo e sugli ingressi dell'Altromondo. Alcune leggende raccontano che i gatti siano in realtà serpenti reincarnati, e proprio per questo motivo sono così sfuggenti e difficili da catturare.

La caratteristica predominante degli Animali Fatati è la loro capacità di sfidare le leggi naturali. Mucche che respirano tranquillamente sott'acqua e maiali capaci di apparire e scomparire a proprio piacimento, trote e salmoni in grado di conversare in Irlandese fluente con la Gente Alta sono ottimi esempi delle straordinarie capacità di queste creature. Una lepre fatata può essere catturata, scuoiata e cucinata, ma non darà un buon sapore allo stufato e nessun dente mortale è in grado di masticare la sua carne! Si racconta inoltre che una trota fatata, gettata a cuocere in padella, sia saltata via del fuoco e sia fuggita velocissima dalla cucina dopo aver preso le sembianze di una giovane luminosa!

Selkie
Alcuni sono sospettati di essere in realtà Fate che assumono forme sfuggenti per stuzzicare o tormentare la Gente Alta, ad esempio di guizzanti lepri che appaiono e scompaiono, facendosi inseguire, ma mai prendere, da qualche malcapitato fino allo sfinimento. Alcuni animali, come le foche, si crede abbiano una natura ambigua, in parte animale e in parte Essere Fatato, maschio o femmina che sia. di essere parte animale e l'uomo parte fata o donna. Tutte le foche sono legatissime con il Piccolo Popolo, e in un branco che prende il sole sugli scogli, non si può mai essere sicuri se siano tutte normali foche o se tra di loro non ci sia qualche Selkie, una specie di Fata capace di prendere forma sia di foca che di bellissima donna, presente nella tradizione Celtica.

Naturalmente, anche pecore e mucche mortali possono trovarsi a pascolare nei campi dell'Altromondo, visto che alcune storie parlano di armenti rubati ai greggi e alle mandrie degli umani per soddisfare i bisogni del Piccolo Popolo.

Infine una domanda: Gli Animali Fatati, sono Fate vere e proprie? O sono semplicemente animali?
Il Folklore e le vecchie storie non danno una risposta definitiva.
Pensateci, la prossima volta che incontrate un animale nel bosco...

mercoledì 15 settembre 2010

La Collina di Tara (Temair)

La collina di Tara nella splendida Contea di Meath, anche conosciuta con il nome gaelico di Temair, era un tempo l'antica sede del potere in Irlanda. 142 pare che siano stati Re che da qui governarono l'isola in tempi sia storici che preistorici. i re si dice che vi regnava e storico in tempi preistorici. Nell'antica mitologia e Religione Irlandese, Temair era la sacra dimora degli Dei e un importante ingresso per l'Altromondo, il che rende la zona frequentatissima dal Piccolo Popolo. Infatti gli alberi che si trovano in zona si dice che siano regolarmente visitati dalle Fate, prendendo appunto il nome di Fairies Trees.

Faeries Tree - Hill of Tara
Si dice che San Patrizio si sia recato a Tara per affrontare l'Antica Religione proprio in uno dei suoi luoghi più sacri.
All'inizio del XX secolo, un gruppo di Israeliti si recò a Tara con la convinzione che la mitica Arca dell'Alleanza fosse sepolta sotto la collina. Essi eseguirono alcuni scavi nel "Tumulo del Sinodo" alla ricerca dell'Arca, ma rinvennero soltanto qualche moneta di epoca Romana.
Nel 1950, scavi ufficiali hanno portato alla luce svariati fori che, presumibilmente, potevano fungere da base per dei pali e sostanzialmente, a delle costruzioni.
Una nuova teoria suggerisce che Tara sia nientemeno che l'antica capitale del regno perduto di Atlantide. La mitica terra di Atlantide era quindi l'Irlanda, secondo questa fantasiosa tesi.
Ci sono un gran numero di monumenti e strutture di terra sulla collina di Tara, il primo insediamento nel sito risale al neolitico, e il "Tumulo degli ostaggi" è stato costruito intorno al 2500 AC circa.
Sono oltre 30 i monumenti visibili sul sito, e ne esistono probabilmente altrettanti che non hanno resti visibili in superficie, e potrebbero essere studiati con tecniche non invasive e rilevati da fotografie aeree. Solo due monumenti a Tara sono state scavati: Il Tumulo degli ostaggi nel 1950, e il Rath (Forte) del Sinodo, a cavallo tra il XIX e il XX secolo.

La Pietra del Destino

Lia Fail - Hill of Tara
Sulla sommità del “King Seat” (Forradh) di Temair troviamo il più famoso dei monumenti di Tara, il più famoso dei monumenti di Tara, la Lia Fail, o “Pietra del Destino”, l’antica pietra usata per incoronare i Re d’Irlanda, portata secondo la mitologia dai divini Tuatha De Danann, insieme ad altri 3 oggetti magici: La Lancia di Lugh, la Spada di Nuada e il Calderone di Dagda.
Si narra che la Pietra ruggisse quando veniva toccata dal legittimo Re d’Irlanda.
Precedentemente situata appena a nord del “Tumulo degli Ostaggi”, la Lia Fail è stata spostata nella sua sede dopo la battaglia di Tara durante la Rivoluzione Irlandese del 1798 a segnare le tombe di 400 ribelli che vennero massacrati in quel punto della collina. Alcuni dicono che la Pietra del Destino fosse, in passato, il cuscino di Giacobbe del Vecchio Testamento (Splendido esempio del sincretismo religioso Irlandese tra Cristianesimo e Vecchia Religione).
Una leggenda afferma che è solo una di quattro pietre posizionate in origine in direzione dei punti cardinali di Tara, ed è interessante notare che la “Hall of Tara”, l'antico centro politico d'Irlanda, è in linea Nord-Sud con il monolite.

Il Tumulo degli Ostaggi

Il "Tumulo degli ostaggi" è una tomba a passaggio, ed è il più antico monumento sulla collina di Tara, che risale al 2500 AC circa. Il nome deriva dall'usanza degli Alti Re di Tara di trattenere presso la propria corte personaggi importanti dei Regni assoggettati, ostaggi a garanzia della loro fedeltà.
Mound of Hostages - Hill of Tara
Uno dei leggendari Re di Tara è stato soprannominato “Niall dei Nove Ostaggi” in riconoscimento del fatto che ha tenuto in ostaggio una notabile da tutte le province d'Irlanda e dalla Gran Bretagna.
Il passaggio nel Tumulo è breve, ed è allineato sul Sole nei primi giorni di Febbraio e di Novembre, durante le ricorrenze Celtiche di Imbolc e Samhain. quarto giorno cross di novembre 8 e 4 febbraio, l'antico festival celtico di Samhain e di Imbolc.Appena dopo l'ingresso, sulla sinistra si trova un ortostrato decorato di notevoli dimensioni.

I Menhirs del cimitero

Nel cimitero della chiesa sconsacrata che sorge a Tara, ci sono due menhir che si ritiene essere piuttosto antichi, ultime vestigia di un più grande cromlech.
Antichi documenti riportano infatti che in quella porzione di collina sorgevano molte pietre, chiamate Dall, Dorcha, Maol, Bloc e Bluicna.
Il più alto dei due possiede alla base un'ncisione molto rovinata, che si crede che possa essere una rappresentazione della Fertilità, il Dio celtico Cernunnos, simile nella funzione alle tante Sheela-na-gig presenti in tutta l’Irlanda.
Menhirs del cimitero - Hill of Tara
Le pietre possono essere datate al Neolitico, ma è più probabile che risalgano all’Età del Bronzo.
I Menhirs di Tara ricordano anche un’altra antica leggenda, che raccontava dell’usanza secondo la quale i candidati al Trono dovevano guidare a gran velocità il proprio carro verso le pietre. Se questi era davvero predestinato a regnare avrebbe condotto il carro sicuro in mezzo ai due monoliti, altrimenti i due menhirs si sarebbero avvicinati facendo sfracellare l’aspirante usurpatore.

giovedì 2 settembre 2010

La Banshee

La Banshee è un potente Essere Fatato, comunemente rappresentato come uno spirito femminile che piange e si lamenta nella notte, predicendo lutti e catastrofi sia per singole famiglie o clan, sia ad una intera comunità.

Le tradizioni che la riguardano sono più forti in Irlanda, ma molti posti con sopravvivenze celtiche possiedono una variante della Banshee.

Nella maggior parte delle descrizioni, le Banshees appaiono vestite di verde, magari indossando un mantello grigio, con lunghi capelli scarmigliati e gli occhi arrossati dal pianto. Fisicamente appaiono sia in forma di giovani donne sia come vecchie megere. Ma la caratteristica che accomuna tutte le testimonianze e descrizioni, è il lugubre e straziante lamento, foriero di disgrazie, come accennato più sopra

Si narra che le famiglie più antiche (non necessariamente nobili) abbiano quasi tutte una Banshee “personale”, incaricata di annunciare i una imminente morte o disgrazia, ma non solo. Pare che, a volte, la Banshee di famiglia, apparisse anche in situazioni meno drammatiche, come in occasione di alcune nascite.

La Banshee sarebbe solita apparire nei dintorni della casa ancestrale della famiglia, non sempre mostrandosi agli occhi, ma sempre manifestandosi con il suo caratteristico lamento.

Indubbiamente il legame con la famiglia è molto forte, cosa che ha fatto nascere in Irlanda la credenza che la Banshee altri non sia che lo spirito di una donna appartenente alle prime generazioni della famiglia, una sorta di matriarca passata alle schiere dell’ Altro Mondo con il compito di annunciare alle future generazioni del proprio nucleo familiare alcuni dei momenti cruciali dell’esistenza.

Il legame tra una Banshee e i suoi “protetti” è talmente stretto che neppure la migrazione di quel nucleo familiare in un altro continente può reciderlo. Pare infatti che alcune famigle di puro sangue Irlandese trasferitesi negli Stati Uniti abbiano ricevuto le visite delle proprie Banshees ancestrali.

L’attuale appelativo di “Banshee” deriva dall’antico Gaelico Bean Sidhe (Bean Si), che significa “Donna delle Fate”.

In Scozia la Nighe Bean, o “Lavandaia al Guado”, ha più o meno le stesse caratteristiche, lavando nel fiume i panni di coloro che stanno per morire. In Galles il ruolo è svolto dalla Gwarach-y-rhybyn, una megera alata orribile, conosciuta anche come “ Strega dalla goccia al naso” che perseguita le antiche famiglie Gallesi.

Si narra che sul finire del XIX secolo, una Strega dalla goccia al naso veniva spesso vista vicino alle rovine del castello di Pennard, nel Galles. Si diceva che cercasse la famiglia della quale, in un certo senso, faceva parte, ignorando che la famiglia stessa era ormai estinta.