giovedì 29 luglio 2010

Il Corvo nel Folklore del Nord Europa e nell'area Celtica e Anglosassone

Europa del Nord


I Vichinghi pagani danesi e ha utilizzavano stendardi raffiguranti il Corvo per le loro navi, in onore di Odino.
Queste bandiere, solitamente cucite dalle figlie dei grandi guerrieri e dei Re, erano considerate potenti porta fortuna per i viaggiatori.
Il Corvo per i Norreni era associato alla buona sorte, infatti venivano considerate prospere e fortunate le case in cui nidificavano questi uccelli. Odino aveva due corvi - Huginn (Pensiero) e Muninn (Memoria) che, volando intorno al Mondo, gli riportavano notizie fresche e nuove conoscenze, oltre a recapitare messaggi per conto del Padre degli Dei.
Uno dei tanti titoli di Odino è Hrafna-Gud, il Dio dei Corvi e le Valkyrie, bellicose ancelle del Dio, erano solite prendere forma di corvo.
In un’antica Edda, il Grímnismál, un verso si riferisce ai Corvi di Odino:


Ogni giorno Huginn e Muninn sorvolano la Terra,.
Ho paura per Huginn,
che egli possa non può tornare.
Ma ancor più, temo
per la perdita di Muninn.

Nella tradizione sciamanica Norrena, i Corvi di Odino rappresentano i poteri della negromanzia, della chiaroveggenza e della telepatia, oltre ad essere le guide per i morti. Questa poesia esprime la paura di uno sciamano per la perdita dei suoi poteri magici.

Europa centrale

Durante la Walpurgisnacht (Notte di Valpurga),il 30 aprile, le streghe tedesche volano sul monte Brocken, sulle montagne di Harz per il grande “Sabbath delle Streghe” in forma di corvi e cornacchie.

Area Celtica e Anglosassone

Nel “Beowulf”, un poema anglosassone, è scritto:

"... Desiderosi di carogne, gli scuri Corvi devono avere voce in capitolo, e raccontare all'aquila come è andata al banchetto, quando, in competizione con il Lupo, vengono messe a nudo le ossa dei cadaveri".

Nel Macbeth di Shakespeare, Lady Macbeth vede un corvo come un messaggero di sventura in quanto "gracchia il fatale ingresso di Duncan."
In Inghilterra, lapidi sono a volte chiamati "ravenstones" (pietre del Corvo).
Tra i Celti d'Irlanda, il Corvo è associato alla Triplice Dea, la Morrigan, che prende forma di corvo nella sua veste di “Colei che sceglie i Caduti” sui campi di battaglia.
Il Corvo era il protettore dei guerrieri, come Cu Chulainn e Fionn MacCual, e anche il totem della Dea/Strega pan-celtica Morgana le Fay (altro aspetto della Morrigan) nota anche come Regina del Popolo Fatato.
In alcuni racconti, Lei è la Regina dei Sidhe Dubh, o Dark Faeries (Fate dell’Oscurità), una pericolosa stirpe del Piccolo Popolo, che spesso prendevano forma di corvi.
Le Bean Sidhes (Banshees) Irlandesi e Scozzesi, assumerebbero talvolta la forma di corvo quando, da sopra un tetto, gridano il loro presagio di morte agli abitanti della casa.
“Tha gliocas an ceann an fhitich” e “Fice ceann na fhitich” sono antichi proverbi in Gaelico Scozzese che tradotti significano “Non c’è saggezza in una testa di Corvo”
"Avere la conoscenza di un Corvo" è un proverbio irlandese che significa disporre di poteri soprannaturali o capacità di chiaroveggenza. Infatti per gli Irlandesi il Corvo è considerato uno dei più antichi e il più saggio degli animali.
Come simbolo di saggezza e profezia, il Corvo è stato il totem del dio gallese Bran il Beato, Gigante protettore della Gran Bretagna, l'Isola dei potenti.
Dopo una guerra con l'Irlanda, Bran fu decapitato, e la sua testa divenne un oracolo. La testa di Bran chese di venir sepolta dove ora sorge la Torre di Londra, per continuare a proteggere la Gran Bretagna dalle invasioni.Con la testa, presero dimora in quel luogo anche i suoi corvi.
Durante la Seconda Guerra Mondiale, la Torre venne bombardata, e i corvi fuggirono. Winston Churchill, che ben conosceva le antiche leggende, ha disposto la sostituzione immediata dei corvi, portandone dei nuovi alla Torre dalle Terre Celtice, le colline gallesi e le Highlands scozzesi.
Il Corvo era l'uccello preferito della divinità solare Lugh (Irlanda / Scozia), o Lludd (Galles), il Dio Celtico delle Arti e dei Mestieri.
Di Lugh si diceva che avesse due corvi che provvedevano ad ogni suo bisogno, similarmente ad Odino.
Molte tribù celtiche e clan discendono da animali. Un antico clan chiamato Brannovices, la Gente Corvo, wsisteva un tempo in Gran Bretagna. Ad oggi, i MacDonald Glengarry di Scozia hanno un corvo sui loro stemmi araldici, e il loro grido di guerra è “Creagan-un Fhithich” – Rocca del Corvo, un punto di riferimento nelle loro terre ancestrali.
La Dea Scozzese dell’inverno, la Cailleach, appare talvolta come corvo. Un solo suo tocco porta la morte.
Dare ad un bambino come primo bicchiere un cranio di un corvo, lo renderà saggio e capace di leggere il futuro, secondo una vecchia tradizione delle Ebridi.
Gli Highlanders Scozzesi associano il Corvo ad una sorta di “seconda vista”.
Sia in Cornovaglia che in Inghilterra, si dice che Re Artù viva ancora sotto forma di corvo, e per questo porta decisamente sfortuna abbatterne uno.
Owein il Gallese aveva un magico esercito di corvi.
Nel folklore gallese, il corvo è anche un presagio di morte:
Se un corvo emette un suono come di soffocamento, viene interpretato come un presagio del rantolo di moribondo. Un corvo che gracchia sulla cima di un campanile, si pensa che osservi dall’alto la prossima casa che ospiterà un lutto. Si dice che i corvi riescano a riconoscere l’odore della Morte e si appollaino intorno al luogo dove a breve avverrà un decesso, anche se si tratta di animali.

mercoledì 28 luglio 2010

Il Corvo e la sua rappresentazione nel Folklore Globale

La figura del Corvo ricorre nel folklore di tantissime culture, anche molto distanti tra loro nel tempo e nello spazio. Molte le maniere di considerarlo ma quasi onnipresente.
Nell'articolo che state per leggere, trovate elencate a grandi linee le maniere in cui, i più svariati popoli del Globo, consideravano questo meraviglioso uccello.
Nella seconda parte analizzeremo invece il Corvo nelle culture che più hanno esaltato la sua figura, quelle dell'area Nord Europea, Celtica ed Anglosassone.
Buona lettura

Nativi Americani
Secondo i Nativi Americani, il Corvo simboleggia il vuoto - il mistero di ciò che non è ancora formato.
Corvo Imperiale - Bryce Canyon - Utah
I Corvi sono simbolici buchi neri nello spazio, che richiamano energia verso se stessi e la rilascia in nuove forme. L'iridescente blu e verde, che si può scorgere nelle sue lucide penne nere, rappresentano il continuo cambiamento di forme e figure che emergono dal vasto buio del vuoto. Nella tradizione dei Nativi Americani, il Corvo è il custode sia dell magia cerimoniale che di quella curativa, inoltre è anche il patrono dei segnali di fumo.
Il suo elemento è l'aria, ed è considerato uno spirito messaggero, che gli sciamani usano per proiettare la loro magia su grandi distanze.
In molte tradizioni dei Nativi Nord Occidentali, il Corvo è il Trickster, molto simile al Dio norreno Loki.
Osservando i corvi in Natura, possiamo notare che spesso rubano cibo da sotto il naso degli altri animali, spesso lavorando in coppia per distrarre le bestie che hanno la sfortuna di incontrali.

Cina
I Corvi sono considerati un simbolo solare nella mitologia cinese. Il Corvo con tre gambe vive all'interno del Sole, e rappresenta le tre fasi solari: L'alba, il mezzogiorno ed il tramonto

Giappone
La Dea Suprema Scintoista, Amaterasu, è talvolta rappresentata come un corvo gigante, Yata-Garasu.

India
Brahma viene visualizzato come un corvo in una delle sue incarnazioni. Ravens are also sacred to Shiva and Kali. I corvi sono inoltre sacri a Shiva e Kali.

Australia
Nella mitologia Aborigena, il Corvo ha cercato di rubare il fuoco a sette sorelle (le Pleiadi), ed il suo colore nero è dovuto al fatto che finì carbonizzato fallendo il tentativo

Medio Oriente
Per gli Egizi, corvi rappresentato la distruzione e la malevolenza. Tuttavia, gli arabi lo chiamano Abu Aajir - Il Padre dei Presagi.

Tradizione Ebraico / Cristiana
Nella tradizione Ebraico/Cristiana, i corvi venivano considerati impuri, e rappresentavano la mortificazione, la distruzione, l'inganno, e desolazione. I Corvi furono maledetti da Noè per non aver fatto ritorno all'Arca quando le acque del Diluvio cominciarono a ritirarsi.
Eppure, al contrariamente a quanto affermato prima, la Bibbia dice anche che i corvi sono stati i protettori dei Profeti, avendo alimentato Elia e Paolo Eremita nel deserto. Inoltre, i corvi aiutarono San Cuthbert e San Bernardo.
Nelle tradizioni cristiane, i corvi svolgono un ruolo contraddittorio, rappresentando la solitudine dei Santi Eremiti, ma anche le anime dei sacerdoti malvagi e delle streghe.

Europa
Dal momento che ai corvi e alle cornacchie può essere insegnato a parlare, e tra di loro possiedono un complesso sistema di comunicazione, vennero spesso simbolicamente associati alla saggezza e alla profezia.
Ma in Europa, almeno dai tempi cristiani, i Corvi acquisirono anche alcune sinistre connotazioni: il nero è considerato un colore negativo, sono mangiatori di carogne, e hanno un rapporto simbiotico con il più antico nemico dell'uomo, il Lupo.
In molte tradizioni occidentali, il Corvo rappresenta le tenebre, la distruttività e il Male. Essi sono a volte associati a divinità malvagie e alla morte.
Sia le streghe che il Diavolo, si diceva fossero in grado di prendere la forma di un corvo.

Grecia e mondo Ellenico
Il Corvo è il messaggero degli Dei Solari, sia Helios che Apollo. E’ stato inoltre associato ad Atena, Era, Kronos e di Esculapio.

martedì 20 luglio 2010

I Guardiani dell’Inferno, Legami tra la figura del cane e del lupo con i Regni dei Morti

Esiste una strana connessione tra i canidi e il viaggio nella terra dei morti, lo si riscontra nella mitologia indoeuropea, ma anche in Egitto, Siberia e Nord America. Secondo l'antica mitologia Indù, il deceduto deve passare vicino un cane con quattro occhi, Yama il Re della Morte e la mitologia greca narra del cane Cerbero normalmente caratterizzato dalle tre teste che sta a guardia dell' Ade. Altra menzione va fatta per i segugi bianchi dalla testa rossa del mito celtico. L'idea però dei cani a guardia del regno dei morti sembra aver raggiunto la sua massima complessità di espressione tra i popoli Germanici.


In Scandinavia, i segugi (o Cani dell'Inferno) sono associati con il Niflheimr, la terra dei morti dominata dalla regina Hel.
Ne "Il sogno di Balder" si racconta di come Odino arriva nel Niflheimr per scoprire il significato e l'origine degli incubi di suo figlio. Sulla strada egli incontra uno dei Segugi dell'Inferno , che lungamente ostacolò il Padre degli Dei.
Anche nell’ Edda, nella sezione di Fjolsvinnsmal del poema Svipdagsmal, due cani stanno a guardia di Lyfjaberg ('il Monte della Guarigione') l'altro mondo con a capo Mengloth, circondato da un muro di fiamme ed argilla chiamato Gastropnir.
H.R. Ellis Davidson identificò Mengloth con la dea Hel, e visto che i parallelismi tra Niflheimr e Lyfjaberg sono molto evidenti, visto che anche le regole che gestiscono questi due Reami sono molto simili. Entrambi infatti sono guardati da cani (o lupi) soprannaturali. Queste belve sono chiamate “Geri” che significa “Gola”.
Il fatto che la figura del cane a guardia del Regno dei Morti sia una creatura tanto famelica da portare quaesta caratteristica anche nel nome, è in parte dovuto alla leggenda che vedeva i cani come divoratori di cadaveri.
Il cane nella società umana è il naturale candidato alla parte di guardiano del Mondo Sotterraneo, e cani e lupi sono molto vicini in Natura così come nella Mitologia e nel Folklore.
L'antico poema inglese Beowulf descrive il mostro Grendel e sua madre in termini che lasciano molti pochi dubbi relativamente alla loro affinità con la natura lupina.
Grendel è anche chiamato "Shuck" (demone), da qui il secondo elemento per il nome di Black Shuck, il cane soprannaturale incontrato dai viaggiatori durante la notte si riferisce proprio a questo.
E' facile assumere che i fuori legge nell'antichità, specie se spietati e feroci, venissero associati ai lupi, selvaggi, bestiali e incivili. Lo statuto anglo-normanno, per esempio, riferiva che un bandito catturato, sarebbe stato imprigionato come lupo e come tale trattato.

Il codice dei Franchi usa il termine "Wargus Sit" per i profanatori di tombe. Il termine inglese Warg a sua volta deriva dalle lingue indoeuropee e significa "strangolare", in tedesco è Wargaz. La condanna con un tale appellativo identificava il criminale come lupo e lo condannava allo strangolamento. Il Warg a questo punto è il criminale, lo strangolatore che merita a sua volta di essere strangolato. L'appellativo accusatorio di Warg per i profanatori di tombe era anche usato dal codice di Enrico I d'Inghilterra. Testi medioevali scandinavi Applicano inoltre il termine "Vargr" per coloro che si macchiano di assassinio usando metodi vili e per i bestemmiatori. Altri significati vennero attribuiti al termine in questione, ma in linea di massima "Warg" è il bandito, colui che potrebbe tramutarsi letteralmente in lupo agli occhi dei suoi inseguitori.
Il metodo tradizionale per liberarsi di un bandito era l'impiccagione o lo strangolamento. Questa era la via prescritta del sacrificio ad Odino. Come si legge nel Poema Grimnismal, "La casa di Odino è facile da riconoscere, un Wargr è impiccato prima della porta ad Ovest".
Odino è ricordato anche come "Hangaguth" il Re degli Impiccati e in inglese antico la forca è l'albero dell'impiccagione. La Terra dei Morti ha per guardiani creature canine o lupine. Gli uomini colpevoli di essere banditi o assassini divengono Warg o lupi mannari (Werewolves), ma anche i cani o i lupi a guardia dei Mondi Inferi sono essi stessi dei Warg.
In altri scritti si accenna alla figura dell’ “howling dog", creatura legata al fuoco, quindi alla pira funeraria in uso nei paesi del Nord nell'antichità e alle fiamme che circondano e separano dal resto del mondo la Terra dei Morti.
Secondo il folklore rurale germanico, il Roggenwolf (Rye wolf) è un demone che vive nei campi e nei selvaggi spazi aperti, tendendo imboscate agli uomini per strangolarli (da notare il continuo rifersi alla pratica dello strangolamento, probabile retaggio degli antichi sacrifici umani). Questa creatura è essenzialmente un tipo di lupo mannaro e, come Grendel, anche il Roggenwolf ha una sinistra madre chiamata Roggenmutter o Kornmutter.

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La Caccia Selvaggia

lunedì 19 luglio 2010

Quinn's Abbey

L'abbazia di Quin (Co. Clare, Eire), che si trova a soli 8 km fuori Ennis, è stato costruita nel XV secolo, secondo la tradizione monastica dei Francescani Irlandesi. I Padri Purcell e Mooney, dopo aver preso i voti sotto l'Ordine di San Francesco, avevano come obiettivo, quello di fondare monasteri francescani in tutta l'Irlanda, e il luogo in cui è stato finalmente costruito Quin sembrava perfetto per questo scopo. Il luogo scelto apparve da subito ideale, in quanto si trova vicino a un fiume e sulla strada principale che collega Limerick a Galway, il che fornisce un facile accesso sia per il trasporto che per il commercio. L'abbazia di Quin fu eretta all'inizio di questo periodo di attività costruttiva, tra l'anno 1402 e 1433. Originalmente, un monastero fu fondato a Quin molto tempo prima, ma andò bruciato nel 1278. Dopo l'incendio, Thomas DeClare, un comandante normanno, costruì un castello fortificato sulle rovine, pensando che fosse indispensabile edificare una fortezza in un punto così strategico.

DeClare pensava che un caposaldo in quel punto, condividendo l'idea dei Padri Purcell e Mooney, fosse fondamentale per una futura espansione territoriale verso Ovest. Il Castello fortificato fu costruito con enormi torri rotonde, le cui rovine si possono ancora ammirare. Il castello venne successivamente abbandonato, e il clan MacNamara eresse una nuova chiesa sulle sue rovine,a partire dall'anno 1350, usando le mura a Sud del castello di DeClare per costruire la chiesa con orientamento da Est a Ovest. A nord della chiesa sorge una sacrestia e gli alloggi per il clero.
Questa chiesa comunque, non durò molto, e nel 1402 Sioda Cam MacNamara cominciò a costruire il chiostro principale dell'attuale abbazia per il frati francescani. Una vecchia storia narra che, diversi anni prima, il figlio di MacNamara cadde nel fiume Ryan mentre giocava vicino alle rovine del castello. Secondo il racconto, MacNamara fece voto a Dio che se Egli avesse risparmiato la vita di suo figlio, avrebbe compiuto una buona azione per la Chiesa. Pertanto, quando suo figlio sopravvisse all'incidente, decise di edificare l'abbazia sulle rovine del vecchio castello. Nel 1430, con l'approssimarsi della fine dei lavori, Mahon MacNamara aggiunse il campanile e la Cappella della Madonna. La costruzione venne completata nel 1433, e da quel momento i frati sono stati incoraggiati a insediarsi nella zona, e venne concessa loro la licenza a vivere lì. Non vi sono notizie certe del monastero per i successivi cento anni, quindi si presume che i frati vivessero le loro esistenze tranquillamente e pacificamente. Il folklore locale racconta che ogni sera, durante questo periodo, alcuni frati scendevano in un luogo chiamato Ardsolas, "Il Tumulo di Luce", e accendevano un faro per i viaggiatori che attraversavano il fiume.
Durante la Riforma Inglese nel 1541, il monastero fu confiscato da Enrico VIII, e parte dei terreni appartenenti alla chiesa fu concesso a qualsiasi capitano fosse disposto a pagare l'altissimo prezzo imposto dal Re per quelle terre. Questo nuovo sistema di possesso individuale è drasticamente differente dal tradizionale possesso "in cooproprietà" del vecchio Clan. Il "miglior offerente" per Quin fu Conor O'Brien, Earl di Thomond, che lasciò andare in rovina l'edificio. Mantenne il possesso dell'abbazia solo fino al 1584, quando venne attaccato da Donnchadh O'Brien. Donnchadh sconfisse Conor, ma la sua vittoria fu di breve durata, fino a che le truppe inglesi furono inviate a riprendere l'abbazia. Sebbene Elisabetta I abbia perdonato questo attacco, gli Inglesi in Irlanda sapevano che non potevano permettersi di lasciare correre episodi del genere, e decisero di punire Donnchadh appendendolo ancora vivo al campanileMolte riparazioni dovettero essere fatte all'abbazia, e gli Inglesi rimasero in forze a Quin fino a quando la minaccia di un nuovo attacco non fosse stato ridotta al minimo. Successivamente i MacNamara riacquistarono il controllo dell'abbazia e, con l'aiuto dei nuovi frati, intrapresero le necessarie riparazioni che Conor O'Brien e gli inglesi avevano trascurato. Dal 1641 in poi, nel monastero venne aperta una scuola che serviva quasi 800 studenti. Quando però arrivò Cromwell, dieci anni più tardi, i frati vennero tutti messi a morte e il monastero distrutto e profanato. Diciannove anni più tardi, l'abbazia è stata restaurata e restituita ai frati ancora una volta, ma pochi di loro sono tornati a Quin questa volta. I frati andariono e venirono per alcuni anni, fino al 1691, quando l'esercito Irlandese sconfitto si ritirò fin sotto le mura del monastero. I frati mantennero il loro legame con il monastero fino al 1760, quando furono espulsi. Tuttavia, il frate John Hogan rimase dentro le rovine del castello fino alla sua morte nel 1820. Il frate soggiornò nell’ abbazia, rimanendone a guardia per diversi anni, e quando non è stato nominato successore dopo la sua morte, la storia dei frati dell’Abbazia di Quin ebbe fine.

Trim Castle

Trim Castle è una fortificazione Anglo-normanna, forse il primo castello di pietra in Irlanda. E 'situato a circa 45 km a nord-ovest di Dublino, nella contea di Meath, lungo le rive del fiume Boyne. Trim è, in parole di Tom McNeill, "il migliore e più grande castello in Irlanda ", ed è a volte definito "il Re dei castelli Irlandesi". Gli antichi castelli Anglo-normanni erano spesso costruiti in luoghi di rilievo, in modo che il loro scopo fosse anche quello di mostrare la grande ricchezza e la posizione dominante dei loro proprietari . Trim Castle è anche menzionato nella poesia eroica Normanna "La canzone di Dermot e Earl." In primo luogo venne edificato come forte di forma circolare. I resti di una grande trincea con posti rinforzati e di una struttura in legno sono elementi che lo provano con sufficiente accuratezza . Le cronache narrano che il nucleo originale del castello fu edificato da Hugh de Lacy nel 1173, ma fu espugnato e incendiato in quello stesso anno da Roderic O'Connor (Ruadhri Ua Conchabair), un nativo Irlandese minacciato dalla sua presenza. Hugh de Lacy era così potente a quel tempo, che il re d'Inghilterra arrivò a temere che si rifiutasse di giurargli ancora fedeltà e che si dichiarasse Re d'Irlanda. Questo dimostra quanto Trim Castle fosse anche un simbolo di potere e intimidazione, in particolare agli occhi del popolo irlandese nativo.

La ricostruzione di Trim Castle è stata intrapresa da Hugh de Lacy nel 1175. Hugh morì nel 1186, ma suo figlio, Walter de Lacy ha continuato l’opera e il grande castello è stato completato nel 1204. La seconda fase della costruzione del castello, ha avuto luogo nella seconda metà del 13 ° secolo, da Geoffrey de Geneville. Egli aggiunse le torri di legno, costruì la Sala Grande e restaurò completamente la Torre Nord, il fossato e il ponte levatoio.
Nel tardo XIII secolo, Joanna de Geneville sposò Roger Mortimer e di conseguenza il possesso del castello passò alla famiglia Mortimer. Quando l'ultimo dei Mortimer morì nel 1425, Trim venne abbandonato fino agli inizi del XV secolo, quando il re d'Inghilterra Riccardo II permise a due dei suoi reparti d vivere lì. Uno di questi reparti era comandato dal futuro Enrico V. Notevoli restauri sono stati effettuati intorno al 1530, e durante il XV secolo ben sette volte si sono tenute a Trim sedute parlamentari. Durante il XVI secolo l'importanza del castello ha incominciato a declinare, fino a essere abbandonato all'esercito di Cromwell nel 1649. Più recentemente, è stato utilizzato nelle riprese del film Braveheart.
Trim Castle si trova sulle rive del fiume Boyne e si estende per più di tre ettari. Il corpo centrale, relativamente isolato dal resto delle strutture, misura venticinque metri di altezza e ha le pareti undici metri di spessore. Questa imponente fortificazione, chiamata anche maschio, ha quattro piccole torri quadrate, una su ciascuno dei suoi lati (solo tre rimaste integre). Le sottili pareti di queste torri non fanno pensare a strutture difensive, infatti probabilmente furono aggiunte per ampliare le stanze interne o come decorazione. All'interno del maschio centrale si trovano tre livelli. Il primo e secondo livello sono tagliati a metà da un muro centrale, mentre la terzo è stata lasciato aperto e probabilmente utilizzato come appartamento del Signore. Il maschio conteneva inoltre una sala pubblica , grandi saloni, una cappella, alloggi per il cappellano,per i funzionari e per una piccola guarnigione. Erano inoltre presenti cantine piene di cibo, in modo da poter affrontare senza troppi problemi anche un lungo assedio. Il corpo centrale era probabilmente circondato da un recinto di pietra, con stalle e negozi. Tre torri difensive furono costruite intorno a questo settore. L'ingresso è al piano principale della torre est, al di sotto della cappella. negli angoli sud-ovest e nord-est del maschio sono incassate tortuose scalinate che portano ai tre livelli. La sottile pareti delle torri e l'ingresso della torre est erano i punti deboli della struttura. A questa debolezza è stato rimediato nel tardo XIII secolo con la costruzione di un muro con torri di fronte l'ingresso per una maggiore protezione.
Il grande mura di cinta esterno, di cui due terzi dei quali ancora oggi rimangono saldamente in piedi, misura 500 metri di lunghezza e forma quasi un triangolo attorno al corpo centrale. Possiede otto torri e due ingressi principali. Si dice che le mura fossero il vero punto di forza di Trim Castle. Il muro è guarnito di torri, possiede due livelli di feritoie per il tiro degli arcieri e due grandi torri con portali: la porta ovest, di fronte alla città, è nota anche come Trim Gate, e funge da ingresso principale.
Sulla riva opposta del fiume sorgono i resti dell' Abbazia di St.Mary, di cui si scorge ancora le imponenti rovine del campanile e il suggestivo portale in pietra denominato "Sheep Gates".

lunedì 12 luglio 2010

Il Richiamo di Chtulu - Un breve tour nel New England di H.P. Lovecraft

Durante il nostro ultimo viaggio negli Stati Uniti, abbiamo soggiornato per qualche giorno nel New England, terra meravigliosa e stranamente antica per far parte del cosiddetto "Nuovo Mondo". Il New England, è anche la patria del Grande Maestro della letteratura fantastica H.P. Lovecraft, che proprio in questo bellissimo angolo di mondo ha ambientato molti dei suoi inquietanti racconti. Gli scritti di Lovecraft si svolgono in località immaginarie ma estremamente ben delineate, basate su luoghi reali. Grazie a qualche piccolo indizio reperito in Rete, durante la nostra permanenza, ho cercato le reali "locations" dei racconti del Maestro di Providence (che purtroppo non ho avuto il tempo di visitare! Ndr).


BOSTON

La Boston di Lovecraft la possiamo trovare subito nel North End, dove le case in mattoni rossi, i passaggi angusti e gli antichi cortili ci ricordano il minaccioso quartiere descritto ne "Il Modello di Pickman".Il vicino cimitero di Copp's Hill è infatti uno dei soggetti preferiti dal diabolico pittore del racconto. Copp's Hill è uno dei più vecchi cimiteri di tutto il New England e il secondo più vecchio della città, surclassato in antichità solo dal Granary Burying Ground, vicino al Parco del Boston Common e alla chiesa di Park Street.

La numerose chiese in stile gotico e romanico della città completano il quadro, ricordando molto le locations de "L'Abitatore del Buio".

NEWBURYPORT (INNSMOUTH)

A nord di Boston troviamo Newburyport. Questa cittadina sulla costa del Massachusetts ispirò a Lovecraft la spettrale Innsmouth, teatro di uno dei suoi migliori racconti, "La maschera di Innsmouth" (uno dei miei preferiti! NdR). Ai suoi tempi Newburyport era in piena decadenza, e con un piccolo sforzo di immaginazione si può ancora intravedere scorci della blasfema Innsmouth.
La Masonic Hall al 31 di Green Street, pare abbia ispirato allo scrittore la sede dell'Ordine Esoterico di Dagon, anche se personalmente rivedevo molto di più la sede dell'Ordine esoterico in una locale chiesetta.
Inoltre, raggiungendo Newburyport, si attraversano dei meravigliosi paesaggi rurali dove, complice forse il tempo atmosferico, mi sono immaginato scorci tratti da "L'Orrore di Dunwich" e "Colui che sussurrava nelle Tenebre".

SALEM (ARKHAM)

La più celebre città del New England alternativo di Lovecraft è senza dubbio Arkham, scenario di molti dei principali racconti dello scrittore. Non è un mistero che, per idearla, Lovecraft si ispirò a Salem, famosa per la caccia alle streghe del 1692, e come la cittadina del Massachusetts anche Arkham è avvolta da un insieme di leggende oscure, che parlano di riti arcani e di conoscenze proibite custodite nelle sale della Miskatonic University (http://www.miskatonic-university.org/).
Appena arrivati a Salem, dove osserviamo subito la Derby House, identificata dagli esperti con la casa di Edward Derby ne La cosa sulla soglia. Dopo una veloce visita al Salem Witch Museum, ci fermiamo al Charter Street Burial Ground, antico cimitero dove troviamo la lapide di un certo Caleb Pickman, cosa che ci fa subito venire alla mente Il modello di Pickman. Nei pressi sorge la Witch House, dimora del giudice del processo del 1692 Jonathan Corwin, che ispirò a Lovecraft "I sogni nella casa stregata"



Linee guida per il viaggio