martedì 18 novembre 2014

Giovanna d'Arco e i suoi legami con il Piccolo Popolo

Giovanna d'Arco, la Pulzella di Orléans. Sicuramente uno dei simboli della Francia, acerrima nemica dell'invasore Inglese durante la Guerra dei Cent'anni. Una fanciulla con una spiccata misticità, secondo i cattolici in contatto diretto con Dio. Per altri, invece, il misticismo di Giovanna era dovuto a frequenti rapporti con il Piccolo Popolo. Ipotesi davvero suggestiva e, analizzando le fonti storico-folkloriche, neppure tanto campato in aria. Certamente, in questa analisi, dobbiamo continuamente tenere conto del contesto storico e culturale. Alcune "bizzarrie" della nostra Jeanne (il suo nome in lingua Francese, con cui mi riferirò a lei da ora in poi) possono sembrare normali per noi, ma ai suoi tempi costituivano dei vere proprie blasfemie. Ma che rapporti avrebbe avuto Jeanne, dunque, con il Piccolo Popolo? Il processo a cui è stata sottoposta dopo la cattura, nel 1431, riportava una lunga serie di accuse su suoi atteggiamenti scandalosi. Ad esempio, Jeanne era accusata di vestire come un uomo, cosa inconcepibile in quel tempo. Ma le accuse più gravi e i comportamenti più correlabili con le Fate sono attribuite alla Pulzella durante la sua adolescenza. Pur non essendo state usate direttamente dall'accusa, queste voci erano di dominio pubblico e hanno certamente influito sul verdetto finale, comunque abbastanza scontato per motivi politici. Secondo queste voci, Jeanne avrebbe affermato che le Fate non erano esseri malvagi (assimilate all'epoca al Diavolo, secondo il pensiero cattolico). Inoltre, la ragazza sosteneva di aver avuto visioni riguardanti santa Margherita e santa Caterina, nei pressi di un "albero fatato" o di una "fontana sacra". Attorno a quell'albero, Jeanne avrebbe danzato in certe notti, lasciando anche alcune ghirlande di biancospino come offerta per le Fate. Inoltre, sempre secondo la sua stessa testimonianza, la madrina di Jeanne sarebbe stata una donna a conoscenza delle Antiche Pratiche che, non di rado, intratteneva rapporti con il Piccolo Popolo e che avrebbe trasmesso alla giovane alcune delle sue conoscenze. Alcune testimonianze dell'epoca, alcune riportate anche nel processo, delineano una situazione interessante, sebbene alquanto strana e, in un certo modo, anche abbastanza inquietante. Secondo queste fonti Jeanne, in gioventù, non era molto instradata alle vie della fede cristiana e dei suoi principi. Sembra, invece, che la giovane fosse stata istruita da alcune vecchie donne all'uso di certi incantesimi, alla divinazione ed a altre arti magiche, o comunque facenti parte della superstizione popolare. Sembra inoltre che la nostra Jeanne, frequentasse alcuni villaggi, noti da tempo immemore per essere legati in maniera sospetta con le Antiche Credenze, ed per essere frequentati da individui dalle attività poco chiare, sospettati di praticare quella che la Chiesa riteneva stregoneria. Jeanne pare non rinnegare queste frequentazioni, di cui faceva parte anche la sua stessa madrina. Da queste persone la Pulzella avrebbe appreso di visioni o apparizioni, modi per entrare in contatto col mondo degli Spiriti e con le Fate, alcuni dei quali anche per scopi dichiaratamente perniciosi e malvagi. Jeanne fu anche informata del fatto che queste entità, soprattutto quelle indicate come "Fate", erano esseri fuori dalla grazia di Dio e, come tali, estremamente pericolosi. Secondo Jeanne, l'usanza per la quale le giovani ragazze portassero ghirlande di biancospino ad un certo albero (chiamato Albero delle Signore) era piuttosto comune dalle sue parti. Questo albero si trovava nei pressi di una fonte, le cui acque sembrava avessero poteri di guarigione. Come già detto, neppure lei era esente da questo tipo di pratiche, decisamente di matrice non cristiana, anche se lei stessa, in un secondo tempo avrebbe cercato di associarle alle Sante delle sue "visioni". Ottimo esempio di reinterpretazione sincretica, se mi è permesso...
Ad ogni modo, quando incominciò le sue battaglie al servizio della Francia, Jeanne tentò, seppur in maniera molto poco energica, di discostarsi da questo suo retroterra. Sembra però, che la nostra Pulzella sia lasciata andare ad atteggiamenti quantomeno "pagani" anche durante la sua campagna militare. Un episodio su tutti: sembra che la cattolicissima Jeanne, fu sorpresa a danzare una notte in un bosco, le Bois Chesnu, luogo frequentato, secondo le antiche tradizioni, dalle Fate e, guarda caso, distante non più di mezza lega dal luogo natale di Jeanne. Ovviamente lei negò sempre tutto, ma tant'è che le voci si sparsero veloci nelle campagne, sia tra i Francesi che tra gli Inglesi. E' ovvio che queste dicerie abbiano giocato un ruolo fondamentale nel verdetto del suo processo.

Jeanne era dunque una persona a conoscenza di antichi riti e consuetudini, forse addirittura una praticante dell'Antica Fede, quella che i buoni cristiani relegarono a Stregoneria. Come potrebbe, dunque, essere diventata un'eroina cristiana? Per convenienza, of course. Sebbene l'Antica Fede fosse molto ben radicata nel tessuto sociale dell'epoca (con buona pace dei dottori della Chiesa), non si poteva avere un'eroina "strega". A quello ci pensarono già i suoi nemici. No, credo che Jeanne abbia abbracciato le "virtù"cristiane solo per convenienza o, perché no, ignoranza. Forse, e la cosa mi farebbe ridere alquanto, le voci che guidavano Vergine di Orleans, non erano quelle di Dio, ma magari quelle della Morrigan. Che come consulente in battaglia, io la preferirei di gran lunga!

lunedì 20 ottobre 2014

Le Sirene, Divoratrici di Marinai

Cari appassionati del Mistero, buon Lunedì! Oggi, per iniziare a dovere la settimana, vi propongo un post sulle sirene, creature che hanno sempre destato un grande interesse in voi lettori. Il bello è che l'articolo non è mio, ma dobbiamo attribuirlo ad un ospite d'onore (che spero farà tappa fissa su queste pagine), Alessandro Girola, autore prolificissimo nel genere Horror e Fantastico, una vera punta di diamante per il panorama indipendente italiano. Ma ora basta sproloqui, vi lascio alle Sirene...
Nel campo della criptozoologia è senz'altro più facile trovare clamorose bufale o straordinarie leggende metropolitane che non reali casi di animali non ancora catalogati dalla scienza ufficiale. Un tempo l'interesse per lo strano, il bizzarro e il mostruoso era molto più spiccato rispetto a ora, complice l'esoticità di luoghi – di terra e di mare – che risultavano essere ancora quasi del tutto inesplorati. Uno dei casi più eclatanti di hoax criptozoologiche riguarda la Sirena delle Fiji. Nel 1842 l'espositore britannico J. Griffin arrivò a New York portando con sé una presunta meraviglia della natura: una vera sirena. Raccontava di averla acquistata in un non meglio precisato villaggio vicino alle isole Fiji (da qui il nome affibbiato alla creatura). Il dottor Griffin intendeva trasportarla in patria, per esporla al Museo di Storia Naturale di Londra. Il clamore che però suscitò con quelle dichiarazioni lo indussero a fermarsi una settimana a New York, mettendo il mostra la sirena e le altre bizzarre creature della sua collezione. Alla strana creatura si interessarono così tante persone che l'American Museum di New York decise di acquistarla con denaro sonante. Non è un dettaglio da poco ricordare che il museo era stato da poco rilevato da P.T. Barnum, celebre “ricercatore di stranezze”. La sirena venne quindi esposta per un altro mese. I cartelloni pubblicitari la rappresentavano con la classica caricatura dell'affascinante ragazza metà donna e metà pesce. In realtà la creatura era una vera e propria mostruosità, come scrissero i giornalisti dell'epoca.
Barnum organizzò anche uno spettacolo itinerante, trasportando la sirena in tutti gli Stati dell'Unione, per soddisfare la morbosa curiosità del popolino, disposto a pagare per vedere quell'anomalia della natura. Proprio durante questo tour molti studiosi di storia naturale accusarono Barnum di truffa. Per alcuni si trattava di una scultura, ricavata assemblato la carcassa mummificata di un pesce col cadavere di qualche mammifero non meglio precisato (probabilmente una scimmia). Per altri la sirena era solo un freak, non una creatura leggendaria né tanto meno magica.
L'originale Sirena delle Fiji andò persa nell'incendio del Museo di Bernum nel 1860, ma una sua copia è in possesso dell'Harvard University, ed è esposta nel Peabody Museum of Archaeology and Ethnology. Eppure la Sirena delle Fiji è solo un minuscolo tassello di una leggenda che si tramanda da secoli, spaventando anche i marinai più esperti e meno superstiziosi. Se vi capita di udire un canto in mare aperto, allontanatevi prima di essere conquistati dalla strana melodia. Questo avvertimento valeva ai tempi delle trireme greche, e forse vale ancora oggi...

Ma cosa sono le sirene?

Nate secondo i miti ellenistici dal sangue di Acheloo, dio dei fiumi, esse erano molto diverse da come oggi le immaginiamo. Il loro corpo era infatti costituito per metà dal corpo di una donna e per l’altra metà da quello di un uccello. A dimostrazione di ciò l’Odissea narra che in seguito all’inganno subito da Ulisse (il quale si fece legare all’albero della sua nave per poter ascoltare il loro canto senza poterle seguire) , esse decisero di togliersi la vita gettandosi in acqua, cosa decisamente impossibile per un essere per metà pesce. La mutazione che diede alle sirene il loro aspetto odierno avvenne nel II secolo d.C. Essa è probabilmente da attribuirsi alla diffusione del Cristianesimo che associò alla figura di questi esseri il male, l’incarnazione diabolica, da cui la perdita delle ali che solo gli angeli erano degni di avere. Un’altra teoria ipotizza invece che più banalmente questo passaggio sia frutto di un errore di trascrizione. In latino, infatti, la differenza tra pinnis (pinne) e pennis (penne) è di una sola vocale. L’errata trascrizione di un amanuense avrebbe perciò potuto indurre un disegnatore di un bestiario medioevale a dare alle sirene l’aspetto di donne-pesce che ancora oggi immaginiamo. Volatili o acquatiche che siano, le sirene avevano come uno scopo nella vita quello di attirare i marinai col loro canto, inducendoli a schiantarsi contro gli scogli su cui esse vivono. Presumibilmente lo facevano per nutrirsi delle carni dei navigatori tanto sventurati da capitare nel loro territorio.
L'Odissea di Omero riporta un antichissimo avvertimento riguardo a questi bizzarri mostri.
Alle Sirene prima verrai, che gli uomini
stregano tutti, chi le avvicina.
Chi ignaro approda e ascolta la voce
delle Sirene, mai più la sposa e i piccoli figli,
tornato a casa, festosi l'attorniano,
ma le Sirene col canto armonioso lo stregano,
sedute sul prato: pullula in giro la riva di scheletri
umani marcenti; sull'ossa le carni si disfano.
(Odissea, Libro XII, traduzione di Rosa Calzecchi Onesti)
Se siete interessati all'argomento, vi consiglio di recuperare un dittico di docufiction estremamente ben realizzate (tanto che per settimane sono state scambiate, almeno da alcuni complottisti, per dei veri documentari scientifici). Si tratta di Mermaids: The Body Found (2011) e Mermaids: The New Evidence (2013). Ancora oggi ci sono dei creduloni che ne pubblicano alcuni stralci su YouTube, spacciandoli per verità nascoste da chissà quali gruppi di potere oscurantisti.

Resta il fatto che il fascino della leggenda delle sirene dura ancora oggi, immortale.
Alessandro Girola
Seguilo su Twitter: @AlexGirola

sabato 18 ottobre 2014

CREATURE DEL MISTERO

Creature del Mistero
di Marco Valle
Disponibile su Kindle Store
57 pagine, prezzo 1,29 Euro
Sinossi:
Creature del Mistero è, idealmente, il seguito di un altro mio ebook, A Caccia di Mostri. In quel volume trattavo di alcuni mostri intesi come "animali ancora sconosciuti" o simili. Comunque verosimili. Era, infatti un piccolo trattato di criptozoologia, branca della scienza che studia, per l'appunto, gli animali "nascosti". In Creature del Mistero, invece, andremo ad incontrare creature appartenenti al mito, alle leggende e al folklore. Quindi avremo a che fare con antiche Divinità, figure mitologiche, entità misteriose e , forse, alieni. Ma anche con animali comuni, conosciuti da tutti, ma visti sotto una luce completamente diversa. 14 articoli, più uno bonus sulla Caccia Selvaggia, un mito a me carissimo che è, letteralmente, un'orda di mostri. Benvenuti! E chissà che non riconosciate qualcosa vicino a voi...  

mercoledì 8 ottobre 2014

LUOGHI DEL MISTERO di Alessandro Girola (Recensione)

Oggi non voglio proporvi un articolo di approfondimento. Oggi voglio recensire un saggio. Il volume in questione si intitola "LUOGHI DEL MISTERO", ed è stato scritto da Alessandro Girola, uno dei più prolifici (e diciamolo senza remore, migliori) autori indipendenti Italiani, per quanto riguarda il genere weird e fantastico. Il buon Alessandro questa volta si è cimentato in un saggio di argomentazione "misteriosa". Roba adatta quindi ai lettori di McGlen's Mysteries! A dire il vero, questo non è il suo primo ebook del genere, ne abbiamo già parlato qui, con la recensione di NAVI FANTASMA.
Torniamo però a LUOGHI DEL MISTERO. L'ebook si presenta come un agile trattato che parla di dieci locations ( più una bonus) che, per un motivo o per l'altro, sono ammantate da un alone misterioso di dicerie e leggende. Badate bene però, non si parla di luoghi suggestivi famosi, come Stonehenge o il Triangolo delle Bermuda, ma di locations sconosciute alla massa. Più che veri e propri studi su questi luoghi, Girola propone delle ricerche online, essendo i vari capitoli delle versioni rivedute e corrette di articoli apparsi sul suo blog, Plutonia Experiment. Tutto ciò conferisce all'opera una piacevole attitude da "Creepypasta", le moderne "leggende metropolitane" che corrono in rete. E la cosa si rivela, decisamente, piacevole!
In sostanza, un ottima opera di divulgazione per principianti del "Mystero" e, inutile negarlo, una buona fonte anche per i vari addetti ai lavori. Agile e coinciso, ma assolutamente non lacunoso, LUOGHI DEL MISTERO è un ebook che non potrà mancare nella libreria di ogni appassionato del genere, ma fruibilissimo anche da chi vuole solo soddisfare qualche curiosità su dicerie sentite in giro. Quindi, consigliato al 100%.

giovedì 2 ottobre 2014

#31giornidiHalloween - Dolcetto o Scherzetto?

La famosa (e innocua?) usanza del "Dolcetto o Scherzetto", deriva direttamente dalla Cennad y Meirw della Tradizione Celtica Gallese.
Cennad y Meirw significa "L'Ambasciata dei Morti". I membri più abbienti della comunità organizzavano grandi banchetti per le loro famiglie. I poveri del villaggio assumevano, invece, l'identità degli antenati defunti, andando di casa in casa a chiedere offerte per i Morti. Spesso era usanza che chi andava a chiedere cibo, fosse mascherato, per non essere riconosciuto e per incutere timore. Guai a non offrire nulla! Chi si fosse rifiutato di condividere parte del cibo, sarebbe stato vittima di ritorsioni, quali danneggiamento di proprietà. Le rappresaglie non sarebbero state perseguibili, e tanto meno punibili, proprio perché commesse in nome dei Morti durante un periodo sacro. Tratto da LA LEGGENDA DI HALLOWEEN
E c'è ancora molto altro da scoprire!